Rimbalzo o Rebound

Con il termine “effetto rebound” o “fenomeno di rebound” si indica il ripresentarsi o l’inasprimento di una malattia dopo la sospensione di un trattamento farmacologico o la riduzione del suo dosaggio. La gravità dei sintomi è spesso peggiore rispetto ai livelli di trattamento. Essa viene anche denominata Sindrome Infiammatoria da Ricostituzione Immunitaria. In uno studio condotto da un gruppo di ricercatori di diversi stati, e pubblicato sulla rivista Archives of Neurology, alcuni dei pazienti che avevano sospeso il trattamento con natalizumab hanno sviluppato la Sindrome Infiammatoria da Ricostituzione Immunitaria (IRIS).

La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale, causata da un anomalo funzionamento del sistema immunitario, che attacca la mielina, la sostanza di rivestimento delle fibre nervose. Il natalizumab è un farmaco che limita la migrazione dei linfociti (cellule del sistema immunitario) dal sangue al sistema nervoso centrale. Il natalizumab è somministrato ogni quattro settimane per via endovenosa.

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IRIS è una condizione di recente identificazione, che comporta l’attivazione del sistema immunitario contro numeroso organi e apparati dell’organismo, incluso il sistema nervoso centrale, e sembrerebbe essere la conseguenza di una sorta di “rimbalzo” di una o più funzioni del sistema immunitario precedentemente soppresse da farmaci o da virus, come nell’AIDS (Sindrome da immunodeficienza acquisita). Lo studio ha riguardato 32 persone con sclerosi multipla che avevano deciso di interrompere momentaneamente, in modo volontario, il trattamento con natalizumab dopo aver ricevuto almeno 12 infusioni consecutive di questo farmaco.

La durata media di interruzione della terapia è stata di 4 mesi, con un massimo di 6 mesi. All’inizio e al termine del periodo di sospensione, tutti i pazienti sono stati sottoposti a Risonanza Magnetica cerebrale e a esame del liquor cerebrospinale (il liquido circonda nel quale sono immersi midollo spinale e cervello). Quest’ultimo esame è stato effettuato mediante il prelievo di un campione di liquor con puntura lombare. Analizzando i dati degli esami, gli studiosi hanno scoperto che, durante il periodo di sospensione, 11 pazienti hanno sviluppato una IRIS. Sembra che le persone maggiormente a rischio di IRIS in seguito a interruzione del trattamento con natulizamab siano state quelle più giovani e quelle che avevano ricevuto un minor numero di infusioni di natalizumab prima della sospensione della cura. Gli autori di questo studio hanno concluso sottolineando la necessità, nei casi in cui si voglia procedere a una sospensione della cura con natalizumab, di attuare strategie in grado di ridurre al minimo il rischio di IRIS. D’altra parte, il fatto che in altre ricerche e nella pratica clinica non sempre si sia verificato questo problema alla sospensione del trattamento, suggerisce la necessità di estendere l’osservazione a casistiche più ampie prima di trarre conclusioni definitive.

Fonte: Immune Reconstitution Inflammatory Syndrome in Patients with Multiple Sclerosis Following Cessation of Natalizumab Therapy; Archives of Neurology 2011;68(2):186-191.