Memoria

Una delle funzioni maggiormente colpite nei pazienti con SM è la memoria. Essa risulta maggiormente compromessa nella fase di apprendimento rispetto a quella di ritenzione, che si mantiene invece a lungo efficiente (Heaton et al.,1985). I deficit nella memoria verbale a lungo termine sono associati ad un significativo rallentamento dell’elaborazione dell’informazione (Litvan et al., 1988).

Oltre il deficit della memoria a lungo termine c’è anche il deficit della memoria a breve termine. Altra funzione che risulta deficitaria nella SM è l’attenzione. La capacità di problem-solving e di ragionamento astratto risultano inferiori alle prestazioni medie di un gruppo di controllo, infatti i soggetti con S.M. commettono più errori nell’individuare le categorie al Wisconsin Card Sorting Test (WCST) e commettono più errori totali del gruppo di controllo e producono più risposte perseverative (Beatty and Monson, 1996). I deficit nelle abilità visuo-spaziali sono associate a varie lesioni all’interno del corpo calloso (Ryan et al., 1996). Il linguaggio sembra essere ben conservato anche se possono essere riscontrati disturbi nella produzione dovuti a disartria, ipofonia, più rari sono invece l’afasia, l’alessia e l’agrafia. L’atrofia riscontrata nelle aree anteriori del corpo calloso in pazienti di sesso femminile con SM recidivante-remittente condiziona fortemente le prestazioni nei compiti di fluenza verbale (Pozzilli et al., 1991). Com’è possibile quindi identificare un deficit di memoria? Se siete affetti da sclerosi multipla e vi siete riconosciuti negli esempi sopra descritti, o se i vostri familiari hanno notato questi problemi nei vostri comportamenti, è utile parlarne al medico che vi ha in cura, così che possa valutare l’informazione nel contesto del vostro quadro clinico. Potrà poi indirizzarvi, se necessario, al Servizio di Neuropsicologia del centro della SM di riferimento o a quello dell’Azienda Sanitaria.

Esistono delle prove, chiamate test neuropsicologici, che sono specifiche per i pazienti con Sclerosi Multipla. Esse consentono di misurare le funzioni (abilità) di memoria, analizzandone le componenti sopra descritte, per identificare quella maggiormente compromessa. Tale valutazione è importante, non solo per fornire al paziente spiegazioni esaurienti sui disagi che riferisce, ma anche per pianificare un adeguato programma di riabilitazione della memoria. I risultati dell’analisi dettagliata delle alterazioni delle componenti della memoria permetteranno a un professionista specializzato di selezionare le tecniche riabilitative più adatte al singolo caso.

Lavorare insieme al paziente potrà allenarlo a utilizzare strategie, che favoriscano l’apprendimento, e quindi il ricordo di nuove informazioni, compensando del tutto o in parte le carenze provocate dalla sclerosi multipla. Alcune ricerche hanno dimostrato, infatti, che potenziando la capacità del singolo soggetto di codificare le informazioni, con tecniche particolari, aumentano le probabilità di conservare l’informazione nella memoria a lungo termine e di poterla poi recuperare e utilizzare nella vita quotidiana.

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