Disturbi dell’Equilibrio

I disturbi dell’equilibrio costituiscono uno dei sintomi tra i più invalidanti per una persona con sclerosi multipla, infatti, il rischio di cadere è elevatissimo, in particolare quando svolge normali attività quali passeggiare, scendere e salire uno scalino, quando non ha una visione completa di ciò che ha intorno, quando è particolarmente affaticata. Il corretto mantenimento della stabilità è deputato alle informazioni provenienti dal sistema visivo, propriocettivo e vestibolare di un individuo che vengono integrate dal sistema nervoso centrale. Le lesioni a queste vie sensoriali (via visiva, propriocettiva o vestibolare) sono dunque la causa dei disturbi dell’equilibrio nella sclerosi mutipla, che non sono mai uguali per tutti.

In linea con l’ipotesi, ormai diffusa e applicabile alla maggior parte delle funzioni motorie e cognitive, che i trattamenti riabilitativi personalizzati sono più efficaci di quelli non specifici, è diventato fondamentale per la neuroriabilitazione dell’equilibrio promuovere nuove tecniche per la valutazione dei sistemi coinvolti nel mantenimento della stabilità e, di conseguenza, per lo sviluppo di protocolli riabilitativi più mirati ed efficaci.

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«Ebbene – concludono Andrea Tacchino e Giampaolo Brichetto, premiati per i loro studi anche negli Stati Uniti, in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla del 2014 – i primi risultati di questi studi dimostrano il vantaggio che un trattamento personalizzato dell’equilibrio può portare alle persone con sclerosi multipla, lasciando inoltre intravedere ottime prospettive anche per la pratica clinica».

Al disturbo della mancanza di equilibrio sono associate le vertigini, spesso nausea e vomito con difficoltà al mantenimento della stazione eretta e alla deambulazione a cui spesso si associano movimenti irregolari, ritmici dei globi oculari osservati dal neurologo durante la visita (nistagmo). I sintomi osservati, infatti, sono molteplici e comprendono anche atassia (andatura oscillante), goffaggine nei movimenti, mancanza di coordinazione, debolezza degli arti e tremore. Questi ultimi sono tra i sintomi della SM più disabilitanti, possono apparire in varie forme e con modalità più o meno intense. Il tremore più comune è quello intenzionale, che si manifesta quando gli arti compiono movimenti intenzionali. I disturbi dell’equilibrio sono molto frequenti nelle forme Relapsing-Remitting e Secondary Progressive, ma si possono manifestare anche nelle altre forme. Sono indice di demielinizzazione del cervelletto e delle vie cerebellari. Interessano sia il tronco che gli arti inferiori e si manifestano con dismetria, instabilità ed andatura atasso-spastica.

Il Multiple Sclerosis Journal ha pubblicato i risultati di uno studio – finanziato da AISM e la Fondazione FISM – randomizzato, controllato in singolo cieco, che ha coinvolto 80 persone con SM presso il Centro di Ricerca in Riabilitazione Neuromotoria e Cognitiva dell’Università di Verona. L’obiettivo è stato quello di confrontare gli effetti di un nuovo training dell’equilibrio specifico che punta a migliorare l’integrazione centrale di input sensoriali afferenti, rispetto alla riabilitazione tradizionale, su un ampio campione di persone con SM recidivante remittente (SMRR). Questo nuovo trattamento riabilitativo con integrazione sensoriale si è dimostrato superiore nel migliorare l’equilibrio nelle persone con SMRR rispetto al trattamento tradizionale. I miglioramenti sono stati mantenuti per almeno un mese dopo il trattamento. Inoltre, si sono registrati miglioramenti nel ridurre la fatica, e il numero di cadute.

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