Deficit dell’attenzione

La disattenzione si manifesta con la facilità di distrazione, la dimenticanza delle cose, il passaggio frequente da un’attività all’altra, la difficoltà di concentrazione e di attenzione su una specifica attività, e la facilità di annoiarsi dopo pochi minuti. Le persone con sclerosi multipla hanno difficoltà a concentrarsi per lunghi periodi di tempo o hanno problemi nel tenere traccia di cosa stanno facendo o dicendo, per esempio se distratti o interrotti nel portare avanti una conversazione dal televisore o dalla radio. La maggior parte delle persone che soffre di questi disturbi descrive una sensazione di impotenza, caratterizzata dalla fatica ad agire altrettanto rapidamente di prima della comparsa della SM. Alcuni hanno difficoltà nel pianificare e nel risolvere i problemi. Persone con questo tipo di difficoltà solitamente sanno cosa va fatto, ma non riescono a decidere da dove cominciare o come elaborare le mosse necessarie per raggiungere lo scopo.
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Le persone con SM possono anche mostrare difficoltà nel trovare le parole, provando la tipica sensazione di avere un termine “sulla punta della lingua” in cui si conosce il termine, ma non si riesce a trovarlo. Oltre il 50% dei soggetti affetti da SM mostra evidenti segni di impoverimento cognitivo, ma non si conosce ancora una stima precisa relativa all’evoluzione di questi deficit durante il procedere della malattia. Il deterioramento cognitivo, rilevato dalle misurazioni neuropsicologiche, é in genere relativo alla memoria recente, all’attenzione, alla velocità dei processi di informazione, al ragionamento astratto, alle funzioni esecutive e alla percezione visuo-spaziale. In contrasto, l’intelligenza generale, il linguaggio ed alcuni aspetti della memoria, quali la memoria a breve termine e la memoria implicita, sono risparmiati (Rao, 1995). Risulta, invece, deficitaria la memoria verbale a lungo termine (rievocazione dopo 15-20 minuti) e la memoria spaziale a breve termine (Crimi & Levedianos, 1988).
Un mutamento cognitivo si osserva anche nell’apprendimento uditivo-verbale (Stenager et al., 1994), nella fluenza verbale, e nell’abilità di calcolo. Gravità e il tipo di disfunzione cognitiva sembrano altamente correlate con il numero e la localizzazione delle lesioni dovute alla degenerazione della sostanza bianca negli emisferi cerebrali. I mutamenti nelle prestazioni ai test cognitivi nel tempo sono correlati con l’incremento del carico delle lesioni alla risonanza magnetica nucleare in modo significativo già dopo un anno (Hohol et al., 1955). Il deterioramento neuropsicologico associato all’aumento delle lesioni cerebrali è ancora più evidente dopo 3 anni (Rao, 1995). Non in tutti gli studi si hanno però delle correlazioni significative tra manifestazioni neurologiche, numero, localizzazioni delle placche e deficit neuropsicologici; alcuni casi di SM possono essere caratterizzati da soli sintomi neuropsicologici (Ron & Fernstein, 1992; Rao, 1985; Lyon-Caen et al., 1986).
Fonti
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