Cari lettori, secondo un recente studio che ha seguito più di 1.000 pazienti per circa un decennio, il rischio di sviluppare un cancro nelle persone con sclerosi multipla che hanno utilizzato specifici immunosoppressori è più elevato rispetto a coloro che non ne hanno fatto uso.

Tali risultati indicano che l’associazione spesso discussa tra la SM e il cancro può derivare da tipi più vecchi di trattamento SM piuttosto che dalla malattia stessa.

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Prima di tutto occorre chiarire la differenza tra i farmaci immunomodulanti e quelli immunosoppressori.  A tale scopo, riporto qui di seguito ciò che viene indicato sul sito AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla).
“I farmaci in grado di incidere sui meccanismi alla base della malattia, e quindi di modificarne il decorso, sono distinti in:
Immunomodulanti, impiegati allo scopo di modificare con crescente precisione i delicati equilibri del sistema immunitario
Immunosoppressori, in grado di ridurre globalmente l’azione del sistema immunitario”.

I farmaci immunomodulanti al momento più comunemente utilizzati per la terapia del decorso della SM sono:

  • Interferone beta 1a
  • Interferone beta 1b
  • Glatiramer acetato
  • Natalizumab

Tra i farmaci immunosoppressori solo il mitoxantrone ha l’approvazione ufficiale per l’uso nella SM, ma molti altri vengono usati nella pratica clinica come per esempio l’azatioprina e la ciclofosfamide.

In particolare, il mitoxantrone è un farmaco immunosoppressore usato da molti anni nella terapia di malattie autoimmune e, a dosi maggiori, nel trattamento di alcuni tumori.
Viene somministrato solitamente con dosi mensili o trimestrali, sino al raggiungimento di una dose totale che non può essere superata per non incorrere nel rischio di complicanze cardiache.
E’ indicato per pazienti con forme aggressive con frequenti ricadute e forme progressive con ricadute durante la progressione sulla base di studi clinici controllati che hanno dimostrato la sua efficacia nel ridurre la formazione di nuove lesioni in RM e l’incidenza di ricadute. Il ciclofosfamide è un potente immunosoppressore somministrato per via endovenosa con frequenza mensile, del quale è stata dimostrata una modesta efficacia in pazienti giovani con forme aggressive anche a decorso secondariamente progressivo con evidenza di attività di malattia. L’azatioprina è invece un immunosoppressore utilizzato da alcuni decenni nella terapia della SM, somministrato per via orale. Gli studi clinici hanno dimostrato una discreta capacità nel prevenire le ricadute ma non è mai stata dimostrata una azione sulla disabilità a lungo termine. E’ in corso uno studio di confronto tra questo farmaco e gli interferoni.

I pazienti affetti da SM non trattati con immunosoppressori presentavano rischi cancerogeni simili a quelli della popolazione generale, secondo lo studio dal titolo “Association between multiple sclerosis, cancer risk, and immunosuppressant treatment: a cohort study”, ovvero “Associazione tra sclerosi multipla, rischio di cancro e trattamento immunosoppressore: uno studio di coorte”. L’articolo è stato pubblicato nella rivista BMC Neurology.

Prima di sviluppare nuove terapie per modificare il decorso della malattia, ai pazienti SM che non avevano precedentemente risposto a interferoni e Copaxone (glatiramer acetato), veniva proposto un trattamento più duro. I moderni trattamenti, infatti, hanno come target specifici elementi del sistema immunitario. Al contrario, i farmaci immunosoppressori, come l’azatioprina, il mitoxantrone e la ciclofosfamide, eliminano un intero spettro di cellule immunitarie. E sfortunatamente la ricerca medica ha in seguito appurato che tali farmaci alterano in modo permanente anche l’attività dei geni che causano il cancro.

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Per approfondire il ruolo dei farmaci immunosoppressori nei pazienti con SM che sviluppano il cancro, i ricercatori dell’Università di Palermo in Italia hanno reclutato 531 persone con SM che avevano utilizzato le terapie indicate. Il gruppo era composto da 346 donne e 185 uomini.

Come controlli, il team di ricerca ha reclutato 531 pazienti con SM che non erano mai stati trattati con immunosoppressori. Hanno paragonato entrambi i gruppi a persone della stessa età nella popolazione generale della stessa zona.

I ricercatori hanno seguito i pazienti che hanno usato immunosoppressori per una media di nove anni e pazienti non trattati circa 10 anni.
Essi hanno scoperto che il rischio del gruppo che ha utilizzato in modo continuativo i farmaci immunosoppressori ha riscontrato un rischio di sviluppare il cancro di 11 volte superiore a quello dei pazienti non trattati durante il periodo di follow-up. Quanto più giovane era il paziente nel momento in cui aveva iniziato ad assumere un immunosoppressore, e quanto più lungo è stato il tempo di assunzione, tanto maggiore è il rischio che il team di ricercatori ha riscontrato.
I tumori all’intestino, al seno nelle donne e la leucemia erano i tipi più comuni di cancro tra questi pazienti.

Guardando poi i farmaci specifici utilizzati, nessun paziente trattato con ciclofosfamide ha sviluppato un cancro, anche se i ricercatori hanno osservato che lo studio ha incluso solo pochi pazienti trattati con quest’ultimo.

Quelli invece che hanno assunto l’azatioprina e il mitoxantrone avevano quattro volte più probabilità di sviluppare il cancro rispetto ai pazienti che non erano stati trattati con immunosoppressori. E i pazienti trattati per periodi più lunghi erano a rischio di gran lunga più elevato di quelli trattati per un breve periodo.

Un’altra constatazione importante è che i pazienti affetti da SM che non erano mai stati trattati con immunosoppressori non avevano tassi di cancro più alti della popolazione generale.

I ricercatori hanno pertanto concluso che i medici dovrebbero porre una maggiore attenzione al rischio di sviluppo del cancro nei pazienti trattati con farmaci immunosoppressori in modo tale che i tumori possano essere rilevati in largo anticipo e trattati immediatamente.

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Fonti

https://bmcneurol.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12883-017-0932-0

https://www.aism.it/index.aspx?codpage=terapia_immunomodulante

https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/08/17/ms-study-links-older-immunosuppressants-to-higher-cancer/

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