Cari lettori,
Una mutazione genetica potrebbe finalmente spiegare la risposta immunitaria incontrollata ed infiammatoria vista in numerose malattie infiammatorie autoimmuni e croniche come la sclerosi multipla; questo secondo quanto riportato dagli scienziati presso l’Istituto di Ricerca del McGill University Health Center (Research Institute of the McGill University Health Centre RI-MUHC).

È una scoperta che, hanno detto, sembra essere “un grande passo nella giusta direzione”. Secondo lo studio, pubblicato nella rivista scientifica Science Immunology le alterazioni del gene FOXP3 influenzano specifiche cellule immunitarie chiamate cellule T regolatorie o T-regs. Queste mutazioni ostacolano le cellule T-regs nell’esecuzione di un ruolo cruciale di regolamentazione, portando ad una perdita di controllo sulla risposta del sistema immunitario ad una minaccia percepita.

FOXP3 (abbreviazione di forkhead box P3) è un fattore di trascrizione della famiglia forkhead espresso dai linfociti T regolatori. Ha una funzione fisiologica importante nel controllo della risposta immunitaria, garantendo la tolleranza immunologica ed evitando il fenomeno dell’autoimmunità. Mutazioni del gene FOXP3 sono state identificate in alcuni casi di malattie autoimmunitarie generalizzate, come le poliendocrinopatie, in cui il sistema immunitario causa la distruzione delle ghiandole endocrine.

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Ciriaco Piccirillo, autore principale dello studio ed immunologo nel programma di salute globale “Infectious Diseases and Immunity”, al RI-MUHC ha affermato in un comunicato stampa: “Abbiamo scoperto che questa mutazione nel gene FOXP3 influenza la capacità delle cellule T-regs di attenuare la risposta immunitaria, avendo come conseguenza che il sistema immunitario reagisce e provoca l’infiammazione.” 

Le cellule T-regs sono note  per la loro azione sul sistema immunitario e sono responsabili di mantenere sotto controllo le altre cellule immunitarie, impedendo loro di attaccare i tessuti propri dell’host, ovvero del nostro corpo, pur mantenendo una corretta risposta immunitaria contro gli agenti nocivi. L’attività normale delle cellule T-regs è dunque essenziale per prevenire eccessive reazioni immunitarie.

Il gene FOXP3 è anche noto e documentato per essere essenziale per una corretta funzione cellulare T-regolatoria. Tuttavia, i meccanismi con cui il gene FOXP3 è coinvolto nelle attività delle cellule T-regs sono ancora poco compresi.

Nello studio, dal titolo “Suppression by human FOXP3+ regulatory T cells requires FOXP3-TIP60 interactions,” ovvero “La soppressione da parte delle cellule T regolatorie umane-FOXP3 richiede interazioni di tipo FOXP3-TIP60”, il team di ricerca, in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Pennsylvania, la School of Medicine dell’Università di Washington e la School of Medicine della Teikyo University, ha valutato l’impatto di una mutazione del gene FOXP3 nella risposta autoimmunitaria.

Approfittando di una tecnologia all’avanguardia, il gruppo di scienziati ha studiato campioni da due pazienti che hanno una comune mutazione del gene FOXP3, la quale ha determinato un disturbo immunitario genetico noto come IPEX. La sigla IPEX sta per “disfunzione del sistema immunitario, poliendocrinopatia ed enteropatia legata al cromosoma X”: si tratta di una rarissima malattia genetica fortemente invalidante e spesso fatale già entro il primo anno di vita, in cui il sistema immunitario della persona malata reagisce contro i propri organi. Ha un esordio precoce, caratterizzato da diversi sintomi tra cui una gravissima forma di diabete neonatale, diarrea intrattabile, eczema, anemia e ipotiroidismo autoimmuni. IPEX è una malattia autoimmune letale, con ereditarietà legata al cromosoma X materno

È interessante notare che i ricercatori hanno scoperto che questa variante genetica non ha ridotto il numero di cellule T-regs o i livelli di proteine ​​FOXP3. Tuttavia, la mutazione ha alterato il modo in cui T-regs potrebbe sopprimere altre cellule immunitarie per prevenire l’eccessiva attivazione.

“Quello che era unico in questo caso di IPEX era che le cellule del T-regs del paziente erano pienamente funzionali a parte un elemento cruciale: la loro capacità di arrestare la risposta infiammatoria”, ha dichiarato Piccirillo.
“La comprensione di questa mutazione specifica ci ha permesso di scoprire numerose altre forme più lievi di malattie infiammatorie croniche o di malattie autoimmuni che potrebbero essere legate alle alterazioni delle funzioni di FOXP3”
, ha aggiunto Khalid Bin Dhuban, primo autore dello studio e ricercatore postdottorale nel laboratorio di Piccirillo. Il team di ricercatori ha sviluppato un composto in grado di controllare il sistema immunitario in presenza di questa specifica mutazione del gene FOXP3. Testato in modelli animali di colite e artrite, due malattie infiammatorie croniche, il composto riduce l’infiammazione e ripristina la normale funzione delle cellule T-regs. Gli scienziati ora intendono sviluppare farmaci simili che possono essere utilizzati in altre malattie in cui le cellule T-regs sono note per essere “difettose”, inclusa la sclerosi multipla, il diabete di tipo 1 e il lupus.

“Attualmente dobbiamo arrestare l’intero sistema immunitario con terapie aggressive soppressive in varie malattie autoimmuni e infiammatorie”, ha dichiarato Piccirillo. “Il nostro obiettivo è quello di aumentare l’attività di queste cellule T-regs in determinate condizioni, come nelle malattie autoimmuni, ma vogliamo applicare ciò anche in altri ambiti, come per il cancro”.
“Questa scoperta ci dà le intuizioni chiave su come nascono le cellule T-regs e come possono essere regolate”, ha aggiunto Piccirillo. “Con questa scoperta, stiamo facendo un grande passo avanti nella giusta direzione”.

Fonti

https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/07/07/foxp3-gene-mutations-may-cause-aggressive-immune-system-responses-in-multiple-sclerosis-other-diseases/
http://immunology.sciencemag.org/content/2/12/eaai9297
https://muhc.ca/newsroom/news/how-few-drops-blood-led-breakthrough-immunology

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