Cari lettori, la terapia investigativa della TG Therapeuticsublituximab (TG-1101), ha portato ad una deplezione quasi totale delle cellule B nei pazienti con forme recidivanti di sclerosi multipla (SMRR), che stanno partecipando alla fase 2 ancora in corso di uno studio clinico per valutare l’efficacia del farmaco per la Sclerosi Multipla.

Inoltre, la società ha dichiarato che ublituximab ha avuto un tempo di infusione breve pari ad un’ora, senza effetti collaterali eccessivi e con livelli simili di deplezione delle cellule B.

Gli effetti positivi in campo medico ed in particolare nell’efficacia di deplezione cellulare di questo farmaco non sono sconosciuti. Il nuovo anticorpo monoclonale anti-CD20 ublituximab, infatti, si è dimostrato sicuro e dotato di una buona attività antitumorale in pazienti con linfoma non-Hodgkin a cellule B o leucemia linfatica cronica già trattati in precedenza con rituximab, in uno studio di fase I/II pubblicato di recente sul British Journal of Haematology.

Ublituximab è un anticorpo progettato glico-ingegnerizzato in modo da avere un basso contenuto di fucosio. Questa caratteristica aumenta la citotossicità cellulare anticorpo-dipendente rispetto ad altri anticorpi anti-CD20, in particolare contro i tumori che mostrano una bassa espressione di quella proteina, come può verificarsi quando si sviluppa una resistenza a rituximab.

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Nello studio, quasi la metà dei 35 pazienti arruolati ha ottenuto una risposta completa o parziale a ublituximab, compreso quasi un terzo di quelli refrattari a rituximab. Gli eventi avversi principali sono stati le reazioni correlate all’infusione, stanchezza, piressia e diarrea, ma quasi tutti sono stati di grado lieve. La percentuale di risposta ottenuta è molto simile a quella osservata con altri due anticorpi anti-CD20 – obinutuzumab e ofatumumab – in popolazioni di pazienti simili, ma ublituximab potrebbe avere dei vantaggi in termini di incidenza inferiore di reazioni correlate all’infusione e tempi di infusione più brevi.

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I dati del trial attualmente in corso sono stati presentati al 3° Congresso dell’Accademia Europea di Neurologia (EAN), tenutosi dal 24 al 27 giugno a Amsterdam.

Edward Fox, MD, principale autore dello studio, ha presentato i dati sotto forma di una presentazione su poster, intitolata  “Rapid and Robust B Cell Depletion in Preliminary Results of Phase 2 Multicenter Study of Ublituximab (UTX), a Novel Glycoengineered Anti-CD20 Monoclonal Antibody (mAb), in Patients with Relapsing forms of Multiple Sclerosis (RMS).” ovvero “Depressione cellulare rapida e solida nei risultati preliminari dello studio multicentrico di fase 2 di Ublituximab (UTX), un nuovo anticorpo monoclonale anti-CD20 glico-ingegnerizzato (mAb), nei pazienti con forme recidivanti di sclerosi multipla (SMRR).”

Lo studio clinico di fase 2 (NCT02738775) sta valutando quanto efficacemente ublituximab depleta le cellule B, e sta anche valutando la sicurezza e la tollerabilità del farmaco.

Ventiquattro pazienti sono stati trattati finora. I partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi, ciascuno ricevente la stessa dose di ublituximab o un placebo, ma in tempi di infusione accelerata. L’obiettivo era quello di raggiungere in modo sicuro un tempo di infusione di un’ora, che la prova ha dimostrato essere possibile nella seconda infusione.

Quattro settimane dopo le prime due infusioni, tutti i pazienti hanno avuto una deplezione delle cellule B pari ad oltre il 95%. Infatti, la deplezione mediana in questo momento è pari al 99%, riferisce Fox, che è anche il direttore della Clinica di Sclerosi Multipla del Texas centrale e professore assistente clinico alla University of Texas Medical Branch di Round Rock.

Gli effetti collaterali più comuni hanno comprese alcune reazioni correlate all’infusione, che erano lievi o moderate. Durante lo studio clinico non sono stati riportati eventi avversi gravi.

I risultati sono paragonabili a quelli ottenuti con Ocrevus (ocrelizumab), la terapia depletiva delle cellula B recentemente approvata dalla FDA, ha riferito Fox.

Lo studio in corso includerà anche analisi delle valutazioni cliniche e di risonanza magnetica cerebrale (MRI), che l’azienda prevede di segnalare nelle future riunioni scientifiche. Il trial dovrebbe finire nel mese di novembre.

Ublituximab è simile ad Ocrevus in quanto è un anticorpo monoclonale che punta alla molecola CD20 presente sulle cellule B. Tuttavia, non è un farmaco identico, in quanto si rivolge ad un’altra parte della molecola CD20. Questo, insieme ad altre differenze tra gli anticorpi, può dare origine a proprietà diverse in farmaci con gli stessi meccanismi di azione.

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Fonti
http://www.tgtherapeutics.com/2017%20EAN%20TG1101%20Ed%20Fox.pdf
https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/06/28/tg-therapeutics-ublituximab-effectively-depletes-ms-patients-b-cells-also-by-rapid-infusions/
https://www.ean.org/amsterdam2017/3rd-Congress-of-the-European-Academy-of-Neurology-Amsterdam-2017.2844.0.html

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