Cari lettori,
oggi parliamo di esami clinici, ed in particolare della risonanza magnetica nucleare (RMN), tecnica ampiamente diffusa in vari campi diagnostici, assieme ad altre tecniche. 
La RMN, infatti, è molto usata nel follow-up, ossia nel monitoraggio regolare del paziente. Tale tecnica di visualizzazione di immagini mediche (tecniche di imaging) consente, infatti, di visualizzare e monitorare nel tempo le lesioni da demielinizzazione (a carico del cervello e del midollo spinale) tipiche della sclerosi multipla. Questo test diagnostico è assolutamente non invasivo e non prevede l’uso di radiazioni (cosa che avviene invece nelle radiografie o nella TAC). La RMN viene quindi utilizzata per valutare l’andamento della malattia o l’efficacia dei trattamenti.

La risonanza magnetica è anche una tecnica estremamente sensibile e specifica nel rilevare sia la presenza di lesioni da SM, sia la loro “attività”, ossia la comparsa di nuove lesioni. Alcuni studi hanno dimostrato che l’entità delle lesioni rivelate con tale tecnica è correlata con il rischio di sviluppare una malattia conclamata. Tuttavia, per emettere una diagnosi certa di SM è necessario escludere altre patologie che potrebbero avere un quadro clinico neurologico simile a quello della SM. In certi casi inoltre, la RMN non riesce ad evidenziare tutte le lesioni, soprattutto quelle più piccole che si hanno nelle fasi iniziale della malattia. 

ISMRM2017-004925_Fig2

Oggi pare che la disabilità fisica può non avere alcun legame con il volume delle lesioni cerebrali in alcuni pazienti con sclerosi multipla: questo è quanto è emerso in un recente studio condotto dal Dr. Rohit Bakshi, professore di neurologia e radiologia presso la Harvard Medical School.

Lo studio, dal titolo “Characterizing Clinical and MRI Dissociation in Patients with Multiple Sclerosis,” ovvero “Caratterizzazione della dissociazione tra esami clinici e risonanza magnetica in pazienti con sclerosi multipla”, è stato pubblicato recentemente nella rivista Journal of Neuroimaging.

I pazienti SM manifestano la loro malattia in molte forme, che vanno dalla disabilità limitata anche molti anni dopo la diagnosi a gravi limitazioni fisiche all’inizio dello sviluppo della patologia.

Esami clinici e le scansioni a risonanza magnetica del cervello (MRI) sono due strategie comuni per determinare la gravità della malattia nella sclerosi multipla. Anche se i risultati della valutazione della gravità della malattia con entrambe le tecniche sono simili nella maggior parte dei pazienti, alcuni pazienti mostrano una dissociazione tra esami clinici ed MRI, portando dunque ad una complicazione della loro prognosi.

Era già ben noto che in certi casi la RM non evidenzia tutte le lesioni, soprattutto nelle fasi precoci della malattia. Alcune altre malattie, inoltre, possono causare lesioni simili del sistema nervoso. La risonanza magnetica, però, evidenza con certezza dimensione, numero e distribuzione delle lesioni visibili nel cervello e nel midollo spinale ed è anche da sempre considerata uno strumento utile per valutare nel tempo le alterazioni causate dalla SM.

Tuttavia, lo studio in questione ci fornisce qualche informazione piuttosto interessante. La ricerca effettuata dal team di Bakshi ha arruolato 533 pazienti con SM da un centro di cura completo dove venivano effettuati gli esami clinici di routine insieme alla risonanza magnetica ad encefalo e midollo spinale. I ricercatori hanno classificato i pazienti in tre gruppi basati su una scala della disabilità e sul volume delle lesioni cerebrali iperintense in T2 (T2LV), che rappresentano eventi infiammatori presenti nelle scansioni cerebrali che possono essere correlate alla Sclerosi Multipla.

Il primo gruppo ha incluso 22 pazienti con basso carico lesionale e alta disabilità (LL / HD) e il secondo gruppo ha avuto 50 pazienti con elevato carico lesionale e bassa disabilità (HL / LD). Un terzo gruppo comprendeva pazienti classificati come non dissociati (carico lesionale e disabilità congruenti).

I ricercatori hanno scoperto che il 13,5% dei pazienti presentava una evidente dissociazione clinica con gli esami di risonanza. I soggetti del gruppo LL / HD avevano più probabilità di sviluppare una forma progressiva di SM, un numero maggiore di lesioni a carico del midollo spinale cervicale e una qualità fisica della vita più bassa. Gli autori dicono che questo  fatto può essere correlato alla concentrazione delle lesioni nel midollo spinale piuttosto che nel cervello. Ulteriori studi futuri dovrebbero determinare l’importanza dell’atrofia del midollo spinale.

gr1_lrg

Al contrario, i soggetti del gruppo HL / LD hanno presentato un numero di lesioni captanti gadolinio estremamente maggiore; tali lesioni sono tipicamente attive e correlate con processi infiammatori. È interessante notare che la spiegazione di un carico lesionale maggiore e di una disabilità clinica insufficiente indichi la presenza di “meccanismi compensatori che permettono al paziente di mantenere il funzionamento fisico nonostante una grande quantità di danni strutturali”, scrivono gli autori.

Bisogna dire che anche se in questo studio le differenze nella cognizione non hanno raggiunto risultati significativi, gli autori ipotizzano che con l’impiego di campioni di studio più grandi e di una batteria di test più completa, si potrà dimostrare che i pazienti del gruppo HL / LD presentano anche una notevole riduzione cognitiva.

“Si può verificare una dissociazione tra la disabilità fisica e il volume della lesione cerebrale in entrambe le direzioni nei pazienti con SM. Il tipo di patologia, l’atrofia cerebrale e le lesioni del midollo spinale possono contribuire a determinare questa dissociazione”, ha concluso Bakshi, che è anche un neurologo senior presso il Brigham and Women’s Hospital e direttore del Laboratorio per la Ricerca in Neuroimaging presso il Boston Multiple Sclerosis Center Partners.

Fonti

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jon.12433/full
https://www.ms-diagnose.ch/it/diagnosi/procedure-diagnostiche/#MRI
https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/06/21/multiple-sclerosis-patients-physical-disability-mri-dissociation-lesions/
http://www.sclerosimultipla-e.it/capire/diagnosi-sm/risonanza-magnetica.shtml

One thought

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s