Cari lettori,
oggi parliamo di dieta e stile di vita. L’anno scorso in particolare, abbiamo sentito parlare di diete miracolose ma tanti sono stati gli studi scientifici che nel corso degli anni hanno cercato di individuare quale tipo di alimentazione possa prevenire la sclerosi multipla e soprattutto rallentarne la progressione. I dati a oggi disponibili sono ancora parzialmente incompleti, ma in ogni caso ci permettono di avere delle indicazioni dietetiche di ordine generale. Alcune categorie alimentari avrebbero infatti un rapporto con la sclerosi multipla, e l’alimentazione sembrerebbe avere un impatto su alcuni dei sintomi più frequenti della patologia.
Ad oggi non ci sono prove scientifiche che la sola alimentazione possa avere un impatto sulla patologia.

A tal proposito, la National Multiple Sclerosis Society ha selezionato i risultati dell’attuale ricerca scientifica da una recente conferenza sulla SM, nel tentativo di contribuire a rendere la vita con la malattia meno gravosa.
Le presentazioni che si sono tenute tra il 24 e il 27 Maggio scorso durante la riunione annuale del Consorzio dei centri di sclerosi multipla (CMSC) a New Orleans, e che hanno spaziato dai consigli sulle applicazioni per lo smartphone alle conoscenze sulla dieta e sulla cucina, hanno mostrato che la ricerca sulla Sclerosi  Multipla non riguarda solo nuovi farmaci.

Ad esempio, un recente studio condotto su pazienti affetti da Sclerosi Multipla con sindrome clinicamente isolata (CIS), ha concluso che seguire una dieta alimentare ricca di sale non dovrebbe peggiorare o accelerare i sintomi della sclerosi multipla. Ciò contraddice gli studi precedenti realizzati dai ricercatori provenienti da Argentina, Vermont etc, e che hanno riscontrato la presenza di un possibile legame tra il consumo di sodio e la SM.

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L’ultimo studio, dal titolo “Sodium intake and multiple sclerosis activity and progression in BENEFIT,”  ovvero “Assunzione di sodio e l’attività e la progressione della sclerosi multipla in BENEFIT”, è apparso il 26 Maggio scorso nella rivista Annals of Neurology.

La sindrome clinicamente isolata, di cui si trova spesso l’acronimo inglese CIS (Clinically Isolated Syndrome), è uno dei possibile decorsi della sclerosi multipla. Si tratta della comparsa di un episodio neurologico (sintomo o segno), che duri almeno 24 ore e che sia dovuto a un processo demielinizzante (perdita della mielina che ricopre gli assoni dei nostri neuroni) del sistema nervoso centrale.

Esistono due tipi di CIS: monofocale e multifocale. 

Monofocale: la persona ha un solo singolo sintomo neurologico, per esempio una neurite ottica retrobulbare causato da una singola lesione.

Multifocale: la persona presenta più segni o sintomi contemporanei, causati da più lesioni cerebrali.I soggetti con una CIS non svilupperanno necessariamente la SM. Tale rischio, infatti, dipende da più fattori: dal tipo di CIS (la forma multifocale presenta un rischio maggiore), dal numero di lesioni del cervello e del midollo spinale alla Risonanza Magnetica, al tipo di lesioni ed alla loro sede.

Il BENEFIT di fase 3 (Betaferon / Betaseron come terapia iniziale per le neodiagnosi di SM; NCT00185211) ha registrato 465 pazienti con CIS, di cui 150 (39%), convertiti in SM clinicamente definita, entro un periodo di cinque anniLo studio, condotto dai ricercatori della Harvard School of Public Health, della Johns Hopkins School of Medicine di Baltimore e di varie altre istituzioni, ha monitorato i livelli di sale nell’urina dei partecipanti circa 14 volte per ciascuno in cinque anni. Essi hanno stimato il contenuto di sale nell’urina nell’arco di 24 ore dai campioni di urina, poiché la quantità di sale nell’urina riflette la quantità di sale consumata. 

I ricercatori hanno scoperto che livelli più elevati di sodio nelle urine non hanno portato a tassi di conversione più rapidi a SM dopo sei mesi. Né i livelli elevati di sodio hanno influenzato il tasso di ricaduta della SM dai sei mesi fino alla fine dello studio, al termine dei cinque anni. Usando la risonanza magnetica (MRI) per misurare l’attività delle lesioni della SM nel cervello, i ricercatori non hanno riscontrato alcuna relazione tra i livelli di sodio nelle urine e l’attività di risonanza. Né gli alti livelli di sodio hanno previsto lo sviluppo di nuove lesioni durante lo stesso periodo.

I ricercatori hanno così concluso:
“In questo grande studio prospettico tra i pazienti con CIS, i livelli di urina sodica stimati per 24 ore non sono stati associati con la conversione a SM definita, o con l’attività della malattia o la progressione precoce come indicato sia dai risultati clinici che dalle immagini di risonanza MRI nei cinque anni di follow- up. “Anche se i nostri risultati suggeriscono che non vi sia alcuna associazione tra l’assunzione di sodio e la prognosi della SM, non possiamo sapere se l’assunzione di sodio modifichi il rischio di sviluppare la SM”.
Hanno poi aggiunto: “Inoltre, i pazienti nella sperimentazione BENEFIT erano principalmente caucasici e risiedevano in Europa e in Canada, e attualmente non è noto se risultati uguali si applicherebbero anche ad altre popolazioni e etnie”.

Parliamo ora di stile di vita, partendo dal mondo multimediale. Le applicazioni per lo Smartphone, ad esempio, sono modi molto popolari per gestire i comportamenti correlati alla salute. Tuttavia, secondo la Dottoressa Amy Sullivan  della Cleveland Clinic dell’Ohio, non tutte le applicazioni sono valide. La Food and Drug Administration americana non esamina le applicazioni sulla salute, ha affermato; il che significa che alcune potrebbero offrire consigli sbagliati o pericolosi – e possono anche NON mantenere riservate le informazioni personali che vengono fornite dagli utenti.

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Sullivan ha invitato i pazienti a farsi molte domande per compiere una scelta informata. Tali domande dovrebbero includere se le funzioni dell’app sono supportate da prove scientifiche, se il suo sviluppatore ha una politica sulla privacy, se è facile da usare anche per le persone disabili, se le pubblicità sono presenti e qual è il costo dell’applicazione.
Diverse presentazioni al CMSC 2017 si sono concentrate sulla riabilitazione e sui fattori che possono influenzare la disabilità nei pazienti SM. 

In una di queste, La Dottoressa Cecilie Fjeldstad e i suoi colleghi della Oklahoma Medical Research Foundation, MS Center of Excellence, hanno studiato 30 pazienti affetti da SM in un programma di riabilitazione individuale. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: uno veniva monitorato solo attraverso sessioni di video-chat, mentre l’altro attraverso visite a domicilio. Il loro studio ha dimostrato che i risultati, compresi i miglioramenti nella stanchezza cronica, nella fiducia in sé, nella postura, nell’ambulazione e nell’equilibrio, erano del tutto sovrapponibili. Sebbene piccolo, lo studio ha suggerito che le chat video potrebbero essere un modo relativamente economico e conveniente di fornire programmi di riabilitazione e di esercizio ai pazienti SM.

In un’altra presentazione al CMSC 2017, la Dottoressa Ruchika S. Prakash dell’Ohio State University di Columbus ha mostrato che quattro settimane di corso di formazione sull’attenzione guidata, ha aiutato notevolmente i pazienti affetti da SM con difficoltà a modulare le loro emozioni. L’ansia infatti può impedire alle persone con SM di apprendere. Caroline Altaras, dell’Università Yeshiva di New York, ha riferito che nel suo studio di 134 pazienti affetti da SM, quelli che erano più ansiosi eseguivano i test di apprendimento visivo nel modo peggiore.

Altre presentazioni al recente CMSC 2017 hanno riguardato la dieta e la cottura dei cibi. Karolina Krozeniewski, una dietista, ha collaborato con la occupational therapist Megan Parker per progettare laboratori di cucina interattivi per le persone con SM. Questi workshop hanno riguardato i limiti fisici e cognitivi spesso visti nella SM, ma si sono anche focalizzate su come affrontare le informazioni alimentari fuorvianti.

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Tra i 109 partecipanti che hanno valutato questi laboratori interattivi, la maggior parte sono stati soddisfatti e hanno ritenuto di aver imparato molti concetti nuovi. Questo feedback ha permesso ai ricercatori di progettare un altro workshop che si concentrerà sull’utilizzo di dispositivi di cottura adattati per i pazienti con SM.

La dieta era anche il tema di una vasta indagine tra 7.418 pazienti nel registro NARCOMS. La Dottoressa Kathryn Fitzgerald dell’ospedale Johns Hopkins di Baltimora ha scoperto che i pazienti che mangiano molta frutta, verdure, legumi e cereali integrali, evitando il più possibile lo zucchero e la carne rossa hanno subito meno disabilità e depressione.

Non tutte le presentazioni su come vivere con la SM hanno affrontato il tema del cibo. La Dottoressa Kathleen Healey dell’Università del Nebraska ha progettato e valutato un programma dal nome “MS at Home Access“. Questo programma si è concentrato sui pazienti con disabilità gravi e ha offerto telefonate quotidiane a domicilio, formazione e istruzione dei familiari e degli assistenti sanitari, nonché un controllo settimanale del piano.
Il programma aveva 44 pazienti entro la fine del 2016. I ricercatori avevano osservato una tendenza che indicava una riduzione consistente dei tassi di complicazioni e dei ricoveri. Ancora più evidente è che sia i pazienti che i caregivers avevano riferito di essere molto soddisfatti del programma.

Infine, la National MS Society ha evidenziato l’opera di Gale Byars, del Salt Lake Community College, nello Utah, il quale ha presentato una ricerca che suggerisce che la riabilitazione è più efficace quando le persone sviluppano nuove abitudini, basandosi su quello che avevano appreso nel loro programma di riabilitazione. Per farlo, Byars ha dichiarato che i pazienti dovrebbero prestare attenzione ai segnali interni legati alle cattive abitudini. Migliori abitudini, invece, dovrebbero essere “costruite” utilizzando segnali positivi e persistenti ripetizioni.

E voi cosa ne pensate?

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Fonti

https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/06/15/multiple-sclerosis-symptoms-prognosis-not-affected-by-high-sodium-intake-study-finds/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28556498
http://www.aism.it/index.aspx?codpage=cosa_e_cis
https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/06/19/multiple-sclerosis-research-on-living-well-is-focus-of-national-ms-society-project/
https://mscare.sharefile.com/share?#/view/s660c0f7fb0945719

 

 

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