Buongiorno a tutti,
chi mi conosce da tempo sa quanto io ami la psicologia e proprio ieri notte ho letto un articolo a mio avviso interessantissimo legato alla psicologia dei pazienti SM, ed in particolare al concetto di “cervello sociale”, di cui oggi vorrei parlarvi.
Secondo quanto riportato dalla Dottoressa Elena Comerio  nella sua tesi di Laurea, con “cervello sociale” si intendono “tutti i meccanismi neurali che presiedono sia alle nostre interazioni, sia ai nostri pensieri e sentimenti verso le persone e i rapporti, i moduli neurali che dirigono le nostre attività mentre ci relazioniamo. Il cervello sociale appare come uno tra i meccanismi più adattabili in natura per affrontare la sfida della sopravvivenza nella società.” Secondo l’autrice ad oggi non possediamo una “mappatura” del cervello sociale condivisibile da tutti. Tuttavia, vi sono degli studi che hanno iniziato a definire alcune aree del cervello attive durante le interazioni personali. Inoltre, grazie alla scoperta dei “neuroni specchio”, avvenuta negli anni ’90, si è potuta comprendere meglio la struttura del cervello sociale a livello cellulare.

different-brains2-1

Brothers (1990) descrive il cervello sociale come la somma dei sistemi affettivi e cognitivi più avanzati del cervello che si sviluppano come risultato della complessità della vita sociale di ciascun individuo. “Questi meccanismi sottolineerebbero – scrive la D.ssa Comerio – la nostra capacità di funzionare come essere sociali e ci fornirebbero i substrati neurali per la cognizione sociale, il comportamento sociale e la responsività affettiva.”
Il processo che guida verso un comportamento sociale ha origine dalla percezione di uno stimolo rilevante e richiede l’interazione di più aree del cervello interagenti tra loro.

Come la sclerosi multipla colpisca il “cervello sociale”, che governa pertanto la  nostra capacità di capire come gli altri pensano e sentono – un’abilità chiamata in particolare cognizione sociale – è legata a specifici tipi di danno cerebrale che si verificano nella Sclerosi Multipla. Questo è quanto è stato spiegato in uno studio realizzato da un team di ricercatori dell’Università di Coimbra, in Portogallo, i quali attraverso un ampio utilizzo dell’imaging a risonanza magnetica (MRI), ha riscontrato la presenza di una serie di lesioni e di cambiamenti microscopici che si verificano nella materia bianca del cervello, i quali colpirebbero la capacità di interpretare le emozioni degli altri nelle persone affette da sclerosi multipla.

brain-scans-point
Lo studio, intitolato “Disconnection as a mechanism for social cognition impairment in multiple sclerosis,” ovvero “Disconnessione come meccanismo per la compromissione della cognizione sociale nella sclerosi multipla”, ha identificato le aree colpite dalla malattia in ciò che i ricercatori ritengono la rete sociale del cervello. Per gli scienziati coinvolti in questo progetto di ricerca, il passo successivo sarà comprendere di più la funzione di queste aree e in quali modi sarà possibile rafforzare le abilità sociali di conoscenza del paziente. SM Il lavoro svolto fino ad ora è stato pubblicato nella rivista Neurology il 31 Maggio scorso.

Sonia Batista, autrice principale dello studio, ha affermato in un comunicato stampa:
“La comprensione di come la SM influenza il” cervello sociale” non è mai stata ben studiata, nonostante la capacità di interpretare i sentimenti e le intenzioni di altre persone può influenzare la capacità di mantenere un lavoro e le relazioni con la famiglia e gli amici. “Queste abilità sono molto importanti per le persone con SM poiché un buon sostegno sociale è uno dei fattori principali affinché i pazienti SM mantengano una buona qualità di vita.”

Il team di ricerca ha reclutato 60 pazienti SM e un numero uguale di persone sane della stessa età, sesso e livello di istruzione. Il gruppo di pazienti SM era stato malato per una media di 11 anni. La maggior parte di essi – 50 pazienti – aveva una SM recidivante-remittente, mentre i restanti 10 avevano una SM secondariamente progressiva.
La cognizione sociale è comunemente misurata usando due cosiddetti test “della teoria della mente”. In uno, i partecipanti sono invitati a descrivere lo stato mentale di qualcuno guardando le fotografie degli occhi di una persona. Essi dovevano scegliere tra quattro parole descrittive, come per esempio “ansioso” o “imbarazzato”, pensando a ciò che meglio catturava lo stato emotivo della persona così come appariva attraverso gli occhi.

L’altro test usava video silenziosi di persone che interagivano tra loro. I partecipanti anche in questo caso dovevano scegliere una delle due parole che meglio descriveva l’interazione a cui stavano assistendo. Tale test esamina la capacità di una persona di dedurre le intenzioni, le disposizioni e le credenze di un’altra persona.
Tutti i partecipanti venivano anche sottoposti a scansioni del cervello, sia scansioni a risonanza magnetica (MRI) utilizzate comunemente per valutare le lesioni cerebrali nei pazienti SM, sia scansioni molto più avanzate capaci di tracciare i cambiamenti microscopici nella materia bianca del cervello.
Le persone con SM avevano sempre i punteggi più bassi in entrambi i test rispetto agli individui sani: le loro risposte erano corrette il 59% delle volte per quanto riguarda il test sugli occhi e il 75% nel test dei video. Le loro controparti sane, in confronto, hanno ottenuto 82% e 88% risposte corrette nei due test.

can-us-military-brain-scans-being-tested-on-troops-screen-police-for-racial-bias2

È interessante notare che i deficit di riconoscimento dello stato e delle intenzioni emotive di un altro non erano legati alla durata della malattia, alla depressione, ai livelli di stanchezza o alla disabilità nei pazienti con SM. Piuttosto, era il volume delle lesioni cerebrali rilevate nelle scansioni che sembravano legate alla difficoltà di cognizione sociale.
Allo stesso modo, le anomalie microscopiche nella materia bianca dei pazienti SM erano evidenti in varie aree del cervello, e più diffuse in quelle che si pensa siano legate alla cognizione sociale.
Queste aree costituiscono ciò che il team di ricerca ritiene sia il social network del cervello – e che nei pazienti SM, potrebbe essere difettoso. “Sembra che ci sia una disconnessione nella rete sociale del cervello”, ha detto la D.ssa Batista.
Quando poi le immagini correlate alle lesioni T1 e T2 sono state eliminate dall’analisi, i ricercatori avevano osservato anche delle anomalie strutturali nella materia bianca, e cioè quel tessuto che collega le diverse aree del cervello. Ciò ha portato due ricercatori presso l’Università di Manchester, in UK, a pensare che diversi meccanismi potrebbero contribuire ai problemi di cognizione sociale.

nogender_brain

Questi ultimi hanno scritto in una nota per l’editoriale di Neurology:
“Ciò suggerisce che sia l’effetto acuto delle lesioni sia la patologia più sottile diffusa in tutti i tessuti cerebrali apparentemente normali, possono avere almeno effetti parzialmente indipendenti sulla cognizione sociale. “Questi risultati convergono con studi precedenti per suggerire la presenza di una rete sociale nel cervello, che può essere vulnerabile alla patologia SM, anche in stadi relativamente precoci della malattia”.

I ricercatori sia del Portogallo che del Regno Unito hanno anche concluso che sarà necessario altro lavoro per capire meglio la cognizione sociale e come questa viene colpita dalla malattia, poiché quest’area di “personalità e interazione sociale” sta  iniziando solo adesso a ricevere attenzione da parte della comunità scientifica.
Secondo Batista, gli studi futuri dovranno esaminare se diversi tipi di SM influenzano in modo diverso la cognizione sociale e se i problemi cognitivi sociali sono legati anche ad altre problematiche cognitive, come ad esempio le difficoltà di memoria o la capacità di pensiero.

social-facebook-button-blue-icontwitterbirdyoutubeunnamedInstagram-APK

Fonti:
http://www.neurosociologia.it/il%20cervello%20sociale%20empatia%20e%20assertivit%C3%A0%20prima%20parte.html
http://www.neurology.org/content/suppl/2017/05/31/WNL.0000000000004060.DC2/WNL.0000000000004069.pdf
http://www.neurology.org/content/early/2017/05/31/WNL.0000000000004060
https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/06/06/brain-damage-in-multiple-sclerosis-linked-to-problems-with-social-cognition-skills/
http://www.intelligenzaemotiva.it/Tesi/Tesi_Comerio_Elena.pdf

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s