Cari lettori,
dopo una lunga pausa torna l’appuntamento con la rubrica delle curiosità bizzarre e talvolta inspiegabili del Venerdì, ovvero: “Friday Horror”. Oggi voglio parlarvi del fascino che il mistero esercita sulla mente umana, il quale è stato anche il motivo dell’estensione della nostra conoscenza del mondo che ci circonda e dello sviluppo della scienza moderna.

Per esempio, il nostro incessante desiderio di risolvere i misteri dello spazio ci ha spinto verso l’esplorazione del nostro sistema solare, delle stelle e dei pianeti del nostro e poi anche degli altri universi. La curiosità verso ciò che ancora non conosciamo, ci ha spinto anche ad esplorare il nostro pianeta e nel corso degli ultimi cinque secoli abbiamo pressoché esaurito l’esplorazione geografica della Terra.

In un mondo di smartphone, computer, robot, sofisticate armi da guerra, aerei super veloci, viaggi spaziali, ingegneria genetica, a un passo dalla creazione artificiale della vita, ci si chiede se ci siano ancora molti misteri da chiarire, oppure se, considerando i pericoli della guerra atomica e nucleare, ci rimarrà molto tempo per scoprire gli altri segreti dell’universo… prima che l’umanità venga spazzata via.

Tuttavia, nonostante l’evolversi della scienza, i già citati misteri dello spazio, del tempo, del concetto di “coincidenza”, delle manifestazioni paranormali e delle non poche eccezioni alle leggi naturali rimangono fatti e concetti elusivi, avvolti in una nuvola di mistero.

In questo appuntamento vi parlerò proprio di 2 fatti misteriosi accaduti in Inghilterra a cui è difficile credere e dove nessuno scienziato riuscì a dare una spiegazione credibile, approfondita, completa e soddisfacente. Vediamoli insieme.

Due spettri sulla scala

La Queen’s house è uno splendido complesso architettonico situato nel Parco di Greenwich a Londra, e oggi parte del Museo Marittimo Nazionale , meta ogni anno di migliaia di visitatori. Molti di loro ovviamente vi scattano foto ricordo.
Il reverendo R.W. Hardy, durante una sua visita al museo con la moglie, nel lontano 1966, cercò di fotografare con la sua macchina fotografica uno dei pezzi più popolari del museo, ovvero la Scala dei Tulipani, che fu costruita per la regina Anna di Danimarca nel 1616.

Anne and Denmark and Henrietta Maria

Prima di scattare la foto, però, attesè che gli altri membri del gruppo fossero saliti al piano superiore in modo da poter avere una netta inquadratura della balaustra della scala coi suoi motivi ornamentali in ferro battuto raffiguranti dei tulipani. Hardy, sua moglie e i custodi del museo dichiararono che la scala era vuota quando la foto fu scattata dal reverendo. Eppure, quando il pastore rientrò a casa, in Canada e fece sviluppare il rullino, una delle foto mostrò due inquietanti figure sulla scala (foto in basso).

Velate di bianco, esse chiaramente non erano esseri umani, ma piuttosto apparizioni fantasmatiche. Entrambe sembravano essere state colte dall’obiettivo nell’atto di salire la scala, con una mano sulla balaustra, senza avvedersi della presenza del fotografo. Sulla mano di una di loro era distinguibile un grosso anello.

Il reverendo Hardy non credeva negli spettri, ma in cerca di una spiegazione, si mise in contatto col London Ghost Club, un circolo che si occupa appunto di fantasmi e fece loro esaminare i negativi Kodak. I tecnici assodarono che le pellicole non erano state in alcun modo manipolate. I membri del gruppo interrogarono inoltre a fondo gli Hardy e giunsero alla conclusione che erano onesti e non stavano cercando assolutamente di perpetrare una frode o una burla.

Il Ghost Club, nel desiderio di far luce sullo strano fatto, organizzò poco dopo degli appostamenti notturni nel museo con l’impiego di macchine fotografiche, sensori elettronici, rilevatori termici e apparecchiature per la misurazione dei venti e delle condizioni atmosferiche.

Coloro che parteciparono all’indagine non tardarono a registrare una quantità di strani rumori, che identificarono come di passi e di pianto, ma non ottennero immagini su pellicola. Le apparizioni, concluse il Club, erano spettri che apparivano solo durante il giorno: non era possibile determinare, aggiunse, l’identità delle due figure della foto.

Ricordi di vite passate nei nastri di Bloxham

Durante le sedute di ipnosi regressiva tenute dal Dr. Bloxham, una paziente chiamata “Jane Evans” descrisse dettagliatamente sette differenti vite passate tra cui quella svoltasi a York, nell’Inghilterra settentrionale, sotto il regno di re Riccardo. Molti furono i riscontri ottenuti con fatti e circostanze realmente accaduti nel periodo in questione.

Arnall Bloxham era un esperto ipnoterapista che tentò di utilizzare la regressione nella vita passata come modo per curare i pazienti dai problemi d’ansia. Negli anni ’70 diffuse una serie di nastri riguardanti soggetti che avevano rivissuto incarnazioni precedenti sotto ipnosi. Di queste regressioni, le più convincenti erano quelle registrate sotto il nome Jane Evans, pseudonimo di una casalinga gallese che descrisse dettagliatamente sette vite precedenti, incluse quelle della matrona romana Livonia, sposata con il precettore del futuro imperatore Costantino (tardo III secolo d.C.), e dell’ebrea chiamata Rebecca, vissuta nel XII secolo a York, nell’Inghilterra settentrionale.

I nastri registrati della Evans narrano la vita di Rebecca nei minimi particolari, fino agli sviluppi drammatici che portarono alla sua morte. La donna datò gli ultimi anni della sua esistenza in modo piuttosto preciso, menzionando l’ascesa al trono di re Riccardo (1189-1199) e citando l’anno specifico, il 1189. A quanto riferì “Rebecca”, la comunità ebraica a York era vittima di una persecuzione selvaggia. Temendo per la propria vita, Rebecca si rifugiò con uno dei suoi figli in una piccola chiesa “accanto ad un grande cancello di rame“. Dal tetto della chiesa vide le fiamme devastare ogni cosa. Presagendo la propria fine, Rebecca ed il bambino si nascosero nella cripta sotto la chiesa, ma furono scoperti e brutalmente assassinati.

La storia della Evans era talmente piena di dettagli che il caso diventò famoso in Inghilterra, tanto che venne realizzato un documentario della BBC nel 1976, ed alcuni storici ne verificarono i fatti concordando che la storia di Rebecca rientrava perfettamente nel contesto dei tumulti antisemiti verificatisi a York nel 1189. Furono persino in grado di identificare la chiesa nella quale la donna si era nascosta come St. Mary vicino a Coppergate a York. L’unico problema era dato dal fatto che la chiesa non aveva cripte, come invece descritto nei nastri. Ma nel 1975, durante i lavori di ristrutturazione, ne venne effettivamente scoperta una, confermando in tal modo il racconto della Evans. Grazie a tale prova, il caso di Rebecca e della cripta fece il giro del mondo quale conferma della reincarnazione.

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Chiesa di St. Mary a York

Tuttavia, per tale episodio esiste un’altra possibile spiegazione. Arnall Bloxham stesso ammise che gli individui erano molto suggestionabili durante l’ipnosi e che potevano elaborare informazioni acquisite in precedenza, che in qualche modo erano state rimosse. L’indagine del ricercatore medianico Melvin Harris ha poi dimostrato come i ricordi della Evans potessero avere un’origine molto più semplice. La matrona romana Livonia somiglia sorprendentemente ad un personaggio del romanzo storico intitolato The Living Wood” di Louis de Wohl. Harris identificò fonti convincenti per altre due delle sette vite descritte da Jane Evans. In ogni caso il confronto rivelò che nei nastri di Bloxham appaiono situazioni tipicamente romanzesche. Si potrebbe concludere che la Evans, in un modo o nell’altro, fosse a conoscenza di tali libri.

Va detto che nessun romanzo certo è stato ancora individuato come possibile fonte della vita di Rebecca, ma vi sono certamente forti echi dell’Ivanhoe di sir Walter Scott (scritto nel 1820). In tale libro, ambientato nello Yorkshire, una delle due eroine è un’ebrea chiamata Rebecca, figlia di Isacco di York. Nei nastri, “Rebecca” menziona un anziano ebreo di nome Isacco, anch’egli abitante a York. Inoltre, la vicenda di Ivanhoe si svolge esattamente nello stesso periodo, nei primi anni del regno di Riccardo I, la cui lunga crociata in Terra Santa venne parzialmente finanziata dagli usurai ebrei. Uno dei punti cruciali di Ivanhoe è l’episodio in cui il castello in cui è imprigionata Rebecca viene distrutto dal fuoco, e la donna sfugge fortunatamente alla morte. Non è difficile osservare che gli elementi del romanzo sono stati riordinati in modo caleidoscopico nell’inconscio della Evans, fino a creare una versione lievemente diversa.

Resterebbe ancora un punto da chiarire, che sembrava confermare clamorosamente la storia di Rebecca, e cioè la scoperta della cripta nella chiesa di St. Mary. A tal proposito, ho realizzato una piccola ricerca online e ho appurato che la presunta cripta era stata scoperta da un muratore che per ragioni di sicurezza, fu ricoperta frettolosamente prima che potesse aver luogo una vera ricerca archeologica. Di conseguenza, quello che abbiamo è semplicemente la parola dell’uomo. Che fosse una vera cripta e non un semplice buco nel pavimento, non ci è dato sapere. Tuttavia, pur supponendo che la chiesa di St. Mary abbia davvero una cripta, la sua esistenza difficilmente confermerebbe una rivelazione paranormale: le cripte sono infatti una delle caratteristiche più comuni delle chiese medioevali.
La precisione storica dei “ricordi” di Jane Evans riflette dunque il modo in cui gli scrittori di romanzi storici eseguono ricerche sugli argomenti di cui trattano e pertanto non un fenomeno paranormale, eppure ancora oggi c’è chi crede nei famosi nastri di Arnall Bloxham.

Fonti

https://valentinagurarie.wordpress.com/tag/arnall-bloxham/
https://seeksghosts.blogspot.co.uk/2016/05/queens-house-and-tulip-staircase.html
http://www.viaggionelmistero.it/fede-mistero/reincarnazione/i-nastri-di-bloxham-e-gli-strani-ricordi-di-vite-passate#sthash.ixDglr99.dpuf
https://www.abebooks.co.uk/9780285622395/Lives-Evidence-Remarkable-Bloxham-Tapes-0285622390/plp
https://www.trivia-library.com/b/history-and-cases-of-reincarnation-six-lives-of-jane-evans-part-1.htm
http://archive.randi.org/site/index.php/swift-blog/1621-the-bloxham-tapes.html

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