Cari lettori, è arrivato il momento di parlare della notizia che è stata pubblicata su numerose riviste online a partire dal 29 Maggio scorso: per la prima volta al mondo un paziente con sclerosi multipla progressiva ha ricevuto una terapia a base di cellule staminali neurali.

Ho immediatamente letto questo articolo su Wired.it, e prima di riportarvi la notizia ho voluto assicurarmi se si facesse riferimento a un trattamento rivolto ai soli pazienti con SMSP o SMPP (a breve pubblicherò i criteri di inclusione in un secondo articolo).
La notizia di per sé stessa è davvero importante ed è rimbalzata da un social media all’altro alla velocità della luce, in quanto per la prima volta in tutto il mondo prende il via uno studio clinico con un programma di sviluppo eccezionale

Un comunicato stampa dell’Ospedale San Raffaele riporta: un paziente affetto da sclerosi multipla cronica in stadio avanzato ha ricevuto una terapia a base di cellule staminali neurali presso l’unità operativa di Neurologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, una delle 18 strutture di eccellenza del Gruppo Ospedaliero San Donato. La terapia (STEMS) è frutto di oltre 10 anni di ricerca svolta dal gruppo del professor Gianvito Martino, Direttore Scientifico dell’Ospedale San Raffaele e capo Unità di ricerca in Neuroimmunologia, mentre l’implementazione del protocollo clinico è stata a cura del Centro Sclerosi Multipla, diretto dal professor Giancarlo Comi, primario e direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale. L’infusione costituisce l’avvio del primo studio clinico di questo tipo al mondo, un’ulteriore prova della vocazione traslazionale dell’Ospedale San Raffaele: qui infatti sono stati compiuti tutti i passi necessari per arrivare dalle evidenze ottenute in laboratorio fino ai primi pazienti.”

Ma vediamo innanzitutto in cosa consiste la terapia STEMS. Sempre secondo quanto riportato nel comunicato stampa, si tratterebbe di un’infusione  di cellule staminali neurali, cellule progenitrici in grado di specializzarsi in tutti i tipi di cellule nervose. L’infusione avviene attraverso una puntura lombare che le immette direttamente nel liquido cerebrospinale, attraverso il quale possono raggiungere il cervello e il midollo spinale che sono i luoghi deputati allo svolgimento della loro azione. Le cellule destinate al trapianto sono di origine fetale e sono state preparate grazie alla collaborazione con il Laboratorio di Terapia Cellulare Stefano Verri, sostenuto dalla Fondazione Matilde Tettamanti e Menotti De Marchi Onlus. Dopo l’infusione i pazienti saranno tenuti sotto osservazione in ambito ospedaliero per un periodo di tempo limitato. Al termine di questo periodo potranno tornare a casa, verranno seguiti a stretto contatto per i primi 2 anni e poi in modo continuativo negli anni successivi.
Le cellule staminali hanno una sorta di “plasticità terapeutica” e cioè combattono l’infiammazione tipica della malattia e stimolano la produzione di sostanze neuroprotettive, che possono prevenire e ridurre il danno della mielina.

NeuralStemCells

[Cellule staminali già differenziate in cellule neurali. Queste cellule potenzialmente possono essere utilizzate nel trattamento di numerose malattie neurodegenerative
University of Wisconsin-Madison All rights reserved]

Pioniere della ricerca è il professore Gianvito Martino, direttore scientifico dell’Ospedale San Raffaele di Milano: il progetto è infatti iniziato più di 15 anni fa, ed è stato da sempre sostenuto e finanziato dalla FISM, la Fondazione di Aism. L’annuncio è stato ufficializzato durante il Congresso scientifico dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e della sua Fondazione (FISM), che si è concluso ieri, 31 maggio, Giornata Mondiale dedicata alla Sclerosi Multipla. Per tale occasione, circa 250 ricercatori nazionali e internazionali si sono riuniti a Roma per parlare del presente e del futuro della sclerosi multipla.

“Una volta trapiantate attraverso la puntura lombare, le cellule staminali sono in grado di raggiungere le lesioni cerebrali e midollari proprio perché attirate dall’infiammazione. Una volta raggiunte tali lesioni, le cellule prima agiscono come sostanze immunomodulanti, e, successivamente, come sostanze neuroprotettive. Non sappiamo però quante di queste cellule verranno impegnate a combattere l’infiammazione nelle meningi e quante invece riusciranno ad entrare nel tessuto per proteggerlo. Proprio per cercare di valutare ciò, eseguiremo diversi test dopo il trapianto, tra cui risonanza magnetica, potenziali evocati, ed esami del sangue. Infine, a 3 mesi dal trapianto eseguiremo anche una puntura lombare per controllare se all’interno del sistema nervoso ci sono stati cambiamenti sostanziali”, ha spiegato il professore.

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Professor G. Martino

Le basi della sperimentazione di oggi sono state gettate in una serie di lavori realizzati dal gruppo del professor Martino apparsi tra il 2003 ed il 2006 su prestigiose riviste internazionali, quali Nature e Nature Review. In questi lavori i ricercatori dell’Ospedale San Raffaele hanno dimostrato l’efficacia del trapianto di cellule staminali neurali nei topi affetti da una malattia, in acronimo EAE (modello sperimentale della SM, nota come encefalomielite autoimmunitaria sperimentale), che esprime caratteristiche simili alla sclerosi multipla e ne costituisce il miglior modello sperimentale. Infatti, già dai risultati dello studio del 2003, nei topi trattati con l’infusione di cellule staminali neurali, si osservarono una parziale ricostruzione della guaina mielinica e la riduzione dello stato infiammatorio. Gli studi successivi hanno, invece, evidenziato come le cellule staminali trapiantate fossero in grado di raggiungere le aree di tessuto danneggiate dalla malattia in modo autonomo, rigenerando i tessuti colpiti dalla malattia.

Un’altra delle strategie su cui la ricerca sta puntando è il processo di rimielinizzazione, ovvero il processo che porta alla progressiva riduzione della mielina nelle persone con SM. In una delle sessioni del Congresso AISM svoltosi a parlarne è stata una delle massime esperte del campo, Catherine Lubetzki, direttrice del Dipartimento delle malattie del sistema nervoso dell’Hôpital Pitié-Salpêtrière, a Parigi, e membro del Comitato Scientifico della FISM.

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[In questa immagine si vede un cluster (HuCNS-SC™) di cellule staminali neurali umane purificate. L’immagine è stata generata con un microscopio confocale Leica SP2. Genetic Engineering & Biotechnology News All rights reserved]

Per quanto riguarda i finanziatori della ricerca, si tratterà principalmente di AISM e FISM, che da sempre si occupano di ricerca sulla SM. Mario Alberto Battaglia, presidente della FISM, ha dichiarato nel comunicato stampa:

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Mario Alberto Battaglia

La sclerosi multipla, anche grazie ad AISM, negli ultimi 20 anni, ha vissuto una vera rivoluzione terapeutica. AISM con la sua Fondazione ha lavorato e investito in aree di ricerca innovative. Siamo stati pionieri nella ricerca di terapie per la SM basate sulle cellule staminali. Nel 2000 ancora non si investiva nella ricerca in questo campo e noi ci abbiamo fortemente creduto finanziando il percorso di ricerca con le staminali neurali, mesenchimali ed ematopoietiche. Con il passare degli anni la scienza ci ha dato ragione. Oggi siamo a un punto di svolta molto importante per conoscere il potenziale del trattamento con cellule staminali neurali.

Nel comunicato stampa, riferendosi alla sperimentazione con le staminali neurali, il professor G. Martino ha spiegato che “è uno studio di fase I, cioè che valuta la sicurezza del trattamento e non la sua efficacia. Sulla base degli studi condotti in precedenza sappiamo che i presupposti sono solidi, ma è solo alla fine di questo studio, almeno fra 3 anni, che potremo dire che il trapianto è sicuro. A oggi è stata eseguita la prima infusione su un paziente, ma lo studio coinvolgerà in tutto 12 persone con SM progressiva, con disabilità tale da comprometterne la piena capacità di deambulare, con una durata di malattia non superiore a 20 anni, che abbiano già sperimentato le terapie a oggi disponibili con scarso o nessun successo, e che abbiano avuto un peggioramento della malattia nell’ultimo anno. I pazienti saranno suddivisi in 4 gruppi di 3 pazienti l’uno, che riceveranno, con un’unica puntura lombare, un numero di cellule crescente, da circa 50 milioni di cellule per il primo gruppo fino ad arrivare a 400 milioni per l’ultimo. Ci vorrà un anno per completare la fase di somministrazione, a cui seguiranno due anni di controlli dei pazienti trapiantati per valutare l’insorgenza di eventuali effetti collaterali”.

È importante ricordare che l’obiettivo dello studio clinico, trattandosi del primo del suo genere, è testare sicurezza e tollerabilità del trattamento, non la sua efficacia. Per questo coinvolge pochi pazienti accuratamente selezionati”, ha precisato Gianvito Martino.

Tra i ricercatori che hanno partecipato al Congresso AISM, c’era anche il Dottor Paolo Muraro, neurologo italiano che al momento dirige il gruppo di Neuroimmunologia presso il Centro di Neuroscienze nella Divisione Brain Sciences, del Dipartimento di Medicina dell’Imperial College di Londra.
Dr. Muraro
si era gentilmente offerto di rispondere ad alcune mie domande che pubblicai  su questo sito in un’intervista in relazione alla sua ricerca sulle cellule staminali ematopoietiche nella SM. A lui ho chiesto ieri un parere via email su questa ricerca. Ecco le sue parole qui di seguito:

“Un momento molto significativo che apre finalmente la fase di sperimentazione clinica da lungo attesa e che ha richiesto preparativi laboriosi sia di tipo tecnico che regolatorio. Mi sono complimentato vivamente con Gianvito Martino (quale rappresentante della squadra numerosa) di persona, e faccio a loro e ai pazienti che parteciperanno tanti auguri di successo nello sviluppo di questa eccitante strategia terapeutica.”

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Fonti

http://www.hsr.it/press-releases/al-san-raffaele-il-primo-studio-clinico-per-il-trattamento-della-sclerosi-multipla-con-infusione-di-cellule-staminali-neurali/
https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/05/29/sclerosi-multipla-infusione-cellule-staminali-neurali/
http://www.vita.it/it/article/2017/05/30/infusione-di-staminali-contro-la-sm-progressiva-la-prima-volta-e-itali/143570/
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=51254

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