Buongiorno cari lettori e buon inizio settimana,
oggi vi parlerò di due notizie che sono state discusse al 2017 Annual Meeting of the Consortium of Multiple Sclerosis Centers (CMSC),  (meeting internazionale del Consorzio dei centri SM), tenutosi a New Orleans dal 24 al 27 Maggio.

Un recente studio afferma che la stigmatizzazione sociale aumenta la depressione nei pazienti SM

stigma_shutterstock_105002045

Le persone con sclerosi multipla che si sentono stigmatizzate a causa della loro condizione fisica hanno maggiori probabilità di avere depressione; questo è quanto è emerso da una ricerca presentata presso il meeting internazionale del Consorzio dei centri SM.
Il team di ricerca della Pennsylvania State University ha dichiarato che l’impatto dello stigma può essere facilitato da un sostegno sociale, un maggiore senso di appartenenza e un senso di indipendenza.

Il loro studio è stato basato su informazioni del sondaggio semestrale del Comitato di ricerca nordamericano sulla sclerosi multipla, che ha riguardato 5.413 persone con SM. La presentazione è stata intitolata:  “The Contribution of Stigma to Depression Symptoms and Depression Status Among Individuals Living with Multiple Sclerosis”, ovvero Il contributo dello stigma ai sintomi e alo stato di depressione tra individui che vivono con la sclerosi multipla“. Sebbene gli studi precedenti abbiano concluso che le persone con SM presentino spesso stigmatismo sociale, non è stata mai fatta alcuna ricerca su come lo stigma colpisce i pazienti con SM. Nel frattempo, è noto che circa la metà di tutti i pazienti affetti da SM presentano depressione.
Il team di Penn State ha affermato che quel sentimento di stigma sulla malattia, renderebbe ancora più pesante il carico psichico della Sclerosi Multipla sul paziente.
Nel sondaggio, è stato chiesto ai pazienti se si sentissero stigmatizzati, attraverso una autovalutazione del loro livello di depressione. Dopo un anno, i ricercatori hanno ripetuto il sondaggio e rivalutato i livelli di depressione.

the-mindConsiderando i fattori di comportamento demografico e di salute che potrebbero influenzare la depressione, l’analisi del team di ricercatori ha mostrato che la sensazione di un paziente di stigma “prevedeva” la depressione sia nel primo anno che nell’anno seguente. L’impatto che la percezione dello stigma aveva sulla depressione in un anno di tempo era piuttosto significativo anche quando i ricercatori aggiustarono l’analisi considerando i livelli di depressione già presente all’inizio dello studio.
Il team ha scoperto che la sola percezione dello stigma contribuì al 39% dei fattori che influenzano la depressione. Per assicurarsi che la loro analisi fosse valida, i ricercatori hanno utilizzato anche un tipo di analisi più rigoroso. In questa seconda analisi, il team ha diviso i pazienti in due gruppi: depressi e non depressi e ha collegato la percezione dello stigma alla depressione.
La “riserva psicosociale” è un termine che gli scienziati comportamentali hanno coniato per individuare le risorse psicologiche e sociali o il supporto a cui una persona può attingere quando necessario. I ricercatori del Penn State hanno detto che quando una persona con SM ha una riserva psicosociale profonda, può ridurre l’impatto che la percezione dello stigma ha sulla sua depressione. Il team di scienziati ha dichiarato che la riserva psicosociale comprende anche il livello di sostegno sociale, il senso di appartenenza di una persona e la sua capacità di agire in modo indipendente e di scegliere liberamente.
Questo tipo di ricerca potrebbe contribuire ad aumentare la consapevolezza della malattia e ad affrontare la salute psicosociale e la depressione dei pazienti con sclerosi multipla.

Tysabri migliora lo stato mentale nei pazienti con SM secondariamente progressiva

The-default-mode-network-What-is-the-default-function-of-the-human-brain-e1452609262134

La terapia a lungo termine con Tysabri (natalizumab) ha significativamente migliorato lo stato mentale delle persone con sclerosi multipla secondariamente progressiva (SMSP); questo è quanto è emerso da uno studio condotto da Biogen in pazienti che assumono il farmaco da quasi due anni.
Biogen ha presentato lo studio dal titolo “The Impact of Natalizumab on Health-Related Quality of Life in Patients with Secondary Progressive Multiple Sclerosis,” ovvero “L’impatto del natalizumab sulla qualità della vita correlata alla salute dei pazienti con sclerosi multipla secondariamente progressiva”, all’Assemblea annuale del consorzio dei centri SM (CMSC).

Tysabri, che è raccomandato per il trattamento della SM recidivante remittente ad alto tasso di ricaduta appartiene ad una classe di farmaci che agiscono sul sistema immunitario – chiamati immunomodulatori. La terapia ha dimostrato di rallentare il peggioramento della disabilità nei pazienti con forme recidivanti di SM.  Questi pazienti hanno una qualità della vita ridotta, in quanto compromessa dalla salute.
Nello studio clinico AFFIRM (NCT00027300), Tysabri ha avuto un significativo effetto positivo sulla qualità della vita mentale e fisica dei pazienti SMRR. Il trial ASCEND, invece, (NCT01416181) mirava a valutare se Tysabri potesse avere un effetto simile sulle persone con SMSP.
Il team di ricercatori ha utilizzato un survey dell’analisi dello stato di salute a breve termine caratterizzato da 36 articoli (SF-36), un resoconto generico della vita medica dei pazienti realizzato al fine di quantificare il loro stato di salute. Altri parametri comprendevano i punteggi del sommario delle componenti primarie fisiche e mentali dell’SF-36, valutate all’inizio e alla settimana 96.
I partecipanti di ASCEND con SMSP hanno registrato un punteggio medio di 33.3 nel sommario delle componenti fisiche dell’SF-36 alla base, rispetto al punteggio di 43.9 dei pazienti SMRR. Entrambi i gruppi hanno avuto un punteggio analogo nel riepilogo delle componenti mentali.
Alla settimana 96, mentre il punteggio di sintesi mentale nei pazienti con SMSP trattati con Tysabri è rimasto stabile, quelli sul placebo hanno avuto un punteggio significativamente inferiore.
I pazienti trattati con placebo hanno ottenuto un punteggio inferiore anche al riepilogo delle componenti fisiche rispetto ai pazienti trattati con Tysabri, anche se le differenze non erano significative.

“Il peggioramento della qualità della vita relativa alla salute nei pazienti SMSP in un tempo superiore a due anni, è stata determinata dalla riduzione del punteggio di Riepilogo delle Componenti Mentali”, hanno concluso i ricercatori. “Sebbene non esistessero differenze significative nei punteggi di Riepilogo delle Componenti Fisiche, il trattamento con natalizumab in circa due anni di tempo ha dimostrato un significativo effetto di trattamento sulla qualità della vita mentale correlata nei pazienti con SM secondariamente progressiva rispetto al placebo”.

social-facebook-button-blue-icontwitterbirdyoutubeunnamedInstagram-APK

Fonti

https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/05/26/study-reports-multiple-sclerosis-patients-who-feel-stigmatized-likelier-to-be-depressed/
https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/05/26/cmsc2017-spms-patients-tysabri-report-significant-improvement-mental-outlook-study-shows/
https://clinicaltrials.gov/show/NCT00027300
https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01416181
http://www.ansa.it/web/notizie/postit/aism/2011/10/04/visualizza_new.html_695416648.html

One thought

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s