Cari lettori,
buongiorno. Dopo la pausa di 9 giorni in cui ho visitato la mia famiglia in Sardegna, ecco un nuovo articolo informativo su Ocrevus (Ocrelizumab). 
Il farmaco recentemente approvato, dovrebbe essere ora disponibile a livello nazionale negli Stati Uniti per i pazienti a cui è stata prescritta la nuova terapia. Tuttavia, come accade per tutti i nuovi trattamenti, non mancano le preoccupazioni circa la sicurezza e le questioni pratiche che interessano i numerosi pazienti SM.
Multiple Sclerosis News Today ha dunque realizzato un’intervista al dottor Jack Burks – neurologo e ricercatore che lavora come capo consulente medico per l’Associazione Sclerosi Multipla d’America (http://mymsaa.org/ MSAA) – sulle varie preoccupazioni espresse dai lettori, molti dei quali sono pazienti affetti da SM.

Con la sua notevole esperienza, Burks è in una posizione eccellente per rispondere alle varie questioni correlate alla SM. Burks ha infatti lavorato per oltre 40 anni sulla Sclerosi Multipla in vari centri SM e ha scritto numerosi libri di testo sulla patologia.
“C’è grande interesse [in Ocrevus] da parte dei pazienti con SM primariamente progressiva (SMPP), nonché da quelli con le forme recidivanti di SM (SMRR),” ha detto Burks.
Il farmaco sviluppato da Genentech, si presenta sotto forma di un’infusione e viene somministrato due volte l’anno. L’unica eccezione è la prima dose, suddivisa in due dosi somministrate a due settimane di distanza l’una dall’altra.
“Dividendo la dose iniziale in due mezze dosi si riduce il rischio di reazioni all’infusione. Sei mesi dopo la prima infusione suddivisa in due parti, viene somministrata l’intera dose di 600 mg in un’unica infusione e successivamente si continua tale dosaggio ogni sei mesi”, ha affermato Burks. Poi, riferendosi ad una delle numerose preoccupazioni dei pazienti, ha aggiunto che nessuno deve preoccuparsi di eventuali problemi alla vescica durante l’infusione.
Dato che la somministrazione del farmaco avviene in un lasso di tempo di almeno 3,5 ore, alcuni pazienti si sono chiesti se i problemi alla vescica potrebbero impedire loro di assumere il trattamento.
“I centri di infusione sono ben attrezzati per aiutare i pazienti con problemi di controllo della vescica, compresi quelli in sedia a rotelle”, ha detto Burks.

Pro e contro

La preoccupazione principale di molti pazienti, tuttavia, è la sicurezza. Oppure, in altre parole, se il rischio di effetti collaterali giustifica i benefici a cui il trattamento è destinato.
Quando si tratta di benefici, Burks ripone la sua fiducia nei dati provenienti dai numerosi studi clinici. Egli ha affermato: “I dati sull’efficacia del farmaco sono notevoli e statisticamente significativi nelle forme recidivanti di Sclerosi Multipla (SMRR) – che includono sia la SM secondariamente progressiva che la SM con ricadute – così come per la forma primariamente progressiva.”31780_wide
Mentre il trial in pazienti SMPP ha mostrato una riduzione del 24% del rischio di progressione della disabilità, Burks ha sottolineato che altre misure, maggiormente sensibili, potrebbero rivelare di più sull’efficacia del farmaco nei pazienti SMPP.

“Il rischio di progressione della disabilità probabilmente non è così drammatico come appare attraverso la risonanza magnetica (MRI) ed altri esami, dal momento che molti pazienti non trattati potrebbero non peggiorare drammaticamente nel corso di un periodo di tempo di due anni,” ha detto Burks, aggiungendo che le differenze significative nella disabilità sono state osservate quando Ocrevus è stato messo a confronto con pazienti trattati con placebo, a distanza di due anni.
Burks ha riferito che la risonanza magnetica ha rivelato che il gruppo trattato con Ocrevus ha avuto una diminuzione del volume delle lesioni cerebrali durante il trial, mentre coloro i quali erano stati trattati con placebo hanno avuto un incremento costante delle lesioni.

Human brain scan in a neurology clinic

Altri dati, tra i quali un test di deambulazione, ha dimostrato che Ocrevus ha fatto la differenza.
In modo simile, Burks ha riferito che i miglioramenti osservati nei pazienti in ricaduta sono stati “sorprendenti”. Ocrevus ha infatti ridotto i tassi di ricaduta del 46% e del 41%, ha diminuito il rischio di progressione della disabilità del 47% e del 37%, le lesioni infiammatorie visibili attraverso MRI si sono ridotte del 94% e 95%, e nuove e più estese lesioni in MRI sono diminuite del 77% e il 83%, ha osservato Burks.
Mentre Genentech non ha rilasciato dati specifici per i pazienti con SM secondariamente progressiva, Burks ha sottolineato che l’efficacia in questi pazienti era congruente con quella dei pazienti con SM recidivante-remittente. La sicurezza è stata pertanto simile in tutti i trials clinici.

“Ocrevus è considerato un farmaco efficace sia per il trattamento SMRR che per la SMSP recidivante”, ha affermato Burks. Tuttavia, non è ancora stato studiato se i pazienti con SM secondariamente progressiva, senza ricadute, potrebbero trarre beneficio dal trattamento.
Come per ogni trattamento, i benefici vengono con il rischio di effetti collaterali. E mentre Burks pensa che “i due anni di dati ottenuti fino ad ora sono incoraggianti” in termini di sicurezza, non v’è alcuna garanzia che nuovi effetti collaterali non possano comparire in futuro, come spesso accade nelle persone che vengono poi trattate per un lungo periodo in studi di estensione.
“Come per qualsiasi sperimentazione clinica, dobbiamo essere vigili per indagare gli effetti collaterali e gli eventi avversi nel corso del tempo,” ha affermato Burks, aggiungendo che ha trovato rassicurante che nessun effetto negativo è stato riscontrato finora su grandi organi, quali i reni, il fegato, la tiroide, o il cuore, durante i trials.
“Gli avvertimenti della FDA hanno riguardato pincipalmente l’epatite B attiva e alcune severe restrizioni da infusione. Tuttavia, i gravi effetti indesiderati complessivamente non erano diversi rispetto ai gruppi di controllo, ad eccezione delle reazioni all’infusione. Tuttavia, meno dell’1% dei pazienti trattati con Ocrevus ha avuto reazioni da infusione gravi.”

Molti avranno sicuramente letto che gli studi clinici hanno mostrato che alcune delle persone trattate col farmaco Ocrevus, rispetto ai gruppi di controllo, hanno sviluppato il cancro – in particolare il cancro al seno. Pur continuando ad indagare questo risultato, Genentech ha affermato che i tassi di cancro riscontrati nello studio erano all’interno della norma di popolazione – una dichiarazione che trova in accordo anche il Dr. Burks.

“È stato rilevato un numero maggiore di pazienti trattati con cancro al seno [rispetto ai controlli sani], tuttavia il numero non supera il tasso medio di popolazione per le donne in questa fascia di età. Il cancro al seno è infatti piuttosto comune nella popolazione femminile generale. In realtà, al 12% della normale popolazione femminile è-stato diagnosticato un cancro al seno”, ha affermato Burks.

Sin dal completamento dei 3 trials di fase 3 di Ocrevus, non è stato riportato alcun nuovo aumento del rischio di cancro. “Tuttavia, non possiamo predire il rischio futuro, e per tale ragione FDA raccomanda l’adesione ai protocolli di screening del cancro al seno standard,” ha affermato Burks.

Un aspetto della sicurezza ancora da determinare è il rischio di leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML): un’infezione virale del cervello che può anche determinare la morte del paziente, legato ad altri trattamenti SM. Ad esempio, alcuni pazienti utilizzando Tysabri (natalizumab), Gilenya (fingolimod), e Tecfidera (dimetil fumarato) hanno sviluppato la PML. Anche il noto Rituxan (rituximab) – simile, ma non identico ad Ocrevus – è stato altresì collegato a tale condizione.
Finora, tuttavia, nessun paziente trattato con Ocrevus ha sviluppato la PML. Burks tuttavia riconosce che questo primo risultato non è una garanzia ed
incoraggia i pazienti a parlare con il loro neurologo sui sintomi di nuovi eventuali effetti collaterali – o benefici.

“I pazienti SMRR hanno ora una più ampia scelta tra diverse terapie SM, ciascuna con il proprio set di benefici e di effetti collaterali. Ogni paziente dovrebbe discutere col proprio medico sui potenziali rischi a lungo termine, così come sui benefici della terapia eventuale. Questo processo decisionale condiviso (medico e paziente), potrà far aumentare il successo del trattamento e  la vigilanza verso i fattori di rischio futuro.”

Per i pazienti SMPP Ocrevus è l’unico trattamento approvato disponibile al momento. I neurologi dovrebbero consigliare ed aiutare i pazienti che stanno gestendo una transizione da un altro trattamento ad Ocrevus, ha afffermanto Burks, dal momento che tale passaggio non è stato ancora valutato negli studi clinici. Studi con la finalità di valutare la sicurezza a lungo termine di Ocrevus sono attualmente in corso.

Aspetti pratici

Il peso dei potenziali rischi e benefici costituisce una parte importante delle considerazioni che i pazienti fanno prima di inziare un trattamento. Per la maggioranza di quelli che non possono permettersi di pagare Ocrevus $ 65,000 all’anno – di tasca propria, il prezzo del farmaco ha un peso molto elevato. MS News Today ha chiesto al Dr. Burks se pensava che questo costo potesse costituire un ostacolo all’accesso ad Ocrevus.

“Questo dipende dalla copertura assicurativa dei pazienti e dal supporto ricevuto attraverso i vari programmi di sostegno ai pazienti,” ha detto, aggiungendo che il costo di Ocrevus è simile a molti altri trattamenti SM.
“Fortunatamente, non è un prezzo esorbitante proprio perché questo è l’unico trattamento disponibile per la popolazione dei pazienti SMPP,” ha detto.
Burks è convinto che numerosi piani di assicurazione sanitaria americani includeranno qualche tipo di copertura per Ocrevus. Egli ha anche affermato che, per i pazienti privi di una copertura assicurativa sufficiente o addirittura senza alcuna assicurazione, Genentech ha un programma di sostegno del paziente e l’MSAA ha stilato un elenco di compagnie farmaceutiche che hanno attivato dei programmi di supporto per i pazienti SM.

Polemiche sulla similitudine con Rituxan

Dal momento della sua approvazione, moltissimi hanno commentato che Ocrevus è molto simile a un farmaco che Genentech aveva elaborato in precedenza, Rituxan – un altro anticorpo monoclonale che ha come target le cellule B del tipo CD20. Anche su questo punto Burks ci ha dato la sua opinione referendosi alle due terapie affermando che “ogni terapia con anticorpi monoclonali è diversa. Non v’è alcun MAB [anticorpo monoclonale] per la SM in una forma ‘generica’. Rituxan è derivato da tessuto murino ed è ben diverso da quello di Ocrevus che è invece di derivazione umana”.Rituximab-rituxan
Egli ha anche sottolineato che Rituxan, talvolta utilizzato off-label per il trattamento della SM, non è stato adeguatamente studiato nella SM, ed è, quindi, non approvato per questa patologia.
“Dal momento che Ocrevus è un anticorpo monoclonale umanizzato anti-CD20, esso può essere meglio tollerato con effetti collaterali meno importanti e una minore frequenza di reazioni da infusione.” Burks ha anche sottolineato l’importanza di guardare i dati esistenti quando si parla di trattamenti SM.
“Anche se non siamo in grado di predire il futuro, i dati attuali supportano l’uso di Ocrevus nel trattamento della Sclerosi multipla”, ha concluso.

 

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Fonti

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