Cari lettori,
come già sappiamo, fumare fa male e senza ripetere tutti i danni che il fumo procura all’organismo, vi ricordo soltanto che accelera il rischio di demenza, fa invecchiare prima il cervello, con un declino che inizierebbe già a 45 anni di età, e come se non bastasse uccide le cellule immunitarie che proteggono comunemente le persone dalla sclerosi multipla e da altre malattie autoimmuni.

Questo è quanto è emerso da una nuova ricerca dell’Università di Copenaghen; una constatazione questa che potrebbe condurre a nuovi modi di trattare tali malattie. Lo studio dal titolo “Smoking reduces circulating CD26hiCD161hi MAIT cells in healthy individuals and patients with multiple sclerosis,” ovvero “Il fumo riduce le cellule circolanti CD26hiCD161hi MAIT negli individui sani e nei pazienti con sclerosi multipla”, è stato pubblicato nel prestigioso Journal of Leukocyte Biology.

“È chiaro che il fumo è dannoso per la salute generale e può predisporre per molte malattie”, ha detto in un comunicato stampa il vice direttore del Journal of Leukocyte Biology, John Wherry. “Questi nuovi studi evidenziano come il fumo sia in grado di influenzare anche il sistema immunitario, un effetto che può avere implicazioni nell’autoimmunità e anche in altre condizioni come il cancro e numerose malattie infiammatorie croniche”.

I ricercatori hanno misurato i livelli di diverse popolazioni di cellule immunitarie in 16 persone sane, non fumatori, e li hanno confrontati con quelli di 16 fumatori. Hanno rilevato che i fumatori hanno maggiori concentrazioni nel sangue di granulociti, monociti e linfociti, anche se nessuno di questi sottogruppi di cellule immunitarie è stato associato ad una maggiore reazione infiammatoria o autoreattiva. Gli autori hanno anche scoperto che i fumatori avevano livelli più bassi nel sangue di cellule T invarianti (cellule MAIT – Mucosal Associated Invariant T cells), rispetto ai non fumatori.

Cosa sono le cellule MAIT?

Queste cellule sono dotate di potenti munizioni immunologiche che se dirette contro tessuti dell’organismo ne possono determinare la distruzione, rispetto ai non fumatori. Uno studio risalente a Giugno 2016, realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford, rivolse la sua attenzione proprio su queste cellule ancora poco studiate, le quali sono state identificate nel 1993 ma in gran parte trascurate fino ad oggi.

La ricercatrice Bonnie van Wilgenburg affermò: “Le cellule MAIT sono molto diverse rispetto a qualunque altra parte del sistema immunitario perché sono multiuso, e dunque non rispondono ad agenti patogeni particolari – i vari batteri, virus e qualsiasi altro microrganismo che possa causare la malattia.

Tutte le cellule T, infatti, riconoscono e distruggono le cellule umane “infettate” per impedire loro che si diffonda l’infezione. Le cellule T standard possiedono specifici recettori sulla loro superficie, ciascuno dei quali li permette di riconoscere un agente patogeno differente. La maggior parte delle cellule T ha una vasta gamma di tali recettori per coprire tutti gli agenti patogeni. Uno specifico recettore può riconoscere un’infezione particolare di un agente patogeno, mentre un altro recettore sarà attivato da un agente patogeno differente.

Le cellule MAIT hanno solo pochi recettori perché non riconoscono specifici agenti patogeni. Tuttavia, esse riconoscono una sostanza chimica prodotta da molti agenti patogeni diversi. Un gruppo di ricercatori di Melbourne, Australia, ha identificato questa sostanza chimica: una piccola molecola denominata 5-A-RU, che viene creata dalla maggior parte dei batteri. In effetti questo rende i recettori delle cellule MAIT multifunzione – individuando un’intera categoria di bug piuttosto che un insieme di agenti patogeni individuali.

fimmu-06-00303-g001
Per valutare se e quanto l’esposizione al fumo moduli le popolazioni di cellule immunitarie nei pazienti affetti da SM così come nella coorte sana, gli autori hanno analizzato i dati di 76 pazienti con SM (inclusi 20 con SM recidivante-remittente, 28 con SM secondariamente progressiva e 28 con SM primariamente progressiva) .

Il team di ricercatori ha confermato che l’esposizione al fumo ha effettivamente ridotto i livelli di cellule MAIT nei pazienti affetti da SM, mentre i partecipanti non fumatori con SM avevano livelli di cellule MAIT simili a quelli osservati nei soggetti sani e non fumatori.

“Crediamo che il nostro studio rappresenti un importante contributo alla comprensione delle alterazioni sistemiche delle cellule immunitarie nei fumatori”, ha dichiarato Cecilie Ammitzbøll, autrice principale dello studio. Va però detto che lei e gli altri ricercatori non sono ancora riusciti a trovare alcun legame tra la modulazione dei sottogruppi delle cellule immunitarie causata dal fumo e dai fattori di rischio associati alla SM, come ad esempio le mutazioni dei gene HLA-DRB1, HLA-A2 e NAT1.

Ammitzbøll ha anche aggiunto: “Noi speriamo che la ricerca mirata ad alcune popolazioni cellulari possa rivelare i meccanismi patogeni che contribuiscono alla comprensione delle malattie associate al fumo”.

E voi cosa ne pensate? Chi di voi fuma? Lasciatemi un commento o scrivetemi sulla pagina facebook. A presto 🙂

social-facebook-button-blue-icontwitterbirdyoutubeunnamedInstagram-APK

Fonti

https://eurekalert.org/pub_releases/2017-05/foas-sdm050217.php
http://www.jleukbio.org/content/101/5/1211.abstract
http://archivio.panorama.it/scienza/salute/Fumare-fa-male-Ma-i-vantaggi-per-chi-smette-iniziano-gia-20-minuti-dopo
https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/05/03/ms-patients-exposed-smoke-have-lower-levels-protective-immune-cells-danish-study-finds

4 thoughts

  1. Letta così, almeno dalla tua sintesi, come ricerca sembra non spiegare molto. Più che altro supposizioni basate su pochi dati e poche comparazioni. Ad esempio senza altri dati relativi al ritorno o meno a valori normali in persone che abbiano smesso di fumare, potrebbero solo aver trovato un link che spieghi la tendenza alla dipendenza da nicotina

    Like

    1. Lo studio è piccolo e non dice molto in più rispetto a quello che sapevamo già ma non credo sia uno studio inutile, in quanto ci spiega innanzitutto che il fumo intacca in qualche modo le cellule T MIAT, un gruppo di cellule estremamente importante di cui non si parla mai. Lo studio di cui parli dovrebbe essere uno studio di estensione che valuta il ritorno a una situazione di partenza dopo aver cessato di fumare. Spero venga fatto ma del resto già sappiamo che una volta smesso, piano piano l’organismo in qualche modo si “rigenera”, ovviamente è un processo che richiede tempo.

      Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s