Cari lettori,
avrei potuto intitolare questo articolo con una bella frase sensazionale: “Forse svelata la causa della Sclerosi Multipla”, oppure Gli scienziati sono più vicini a scoprire la causa della SM”, ma come ormai avrete capito preferisco mantenere sempre il mio solito realismo nel presentarvi questa bella notizia. Ieri sono apparsi in rete numerosi articoli dai titoli promettenti, sia in lingua italiana (
Sclerosi multipla, mistero forse a una svolta”), sia in lingua inglese (Breakthrough in multiple sclerosis research as scientists discover possible cause of the disease”), e così ho fatto una mia ricerca sullo studio citato. Senza dubbio, man mano che la ricerca sulla biologia cellulare della sclerosi multipla va avanti, gli scienziati gradualmente stanno scoprendo i misteri della malattia, anche se le cause esatte restano di fatto ancora poco chiare. Tuttavia, questo nuovo studio aggiunge un importante tassello in questo intricato puzzle, marcando il progresso scientifico sulla SM con la significativa scoperta di un nuovo importante meccanismo cellulare.

Il primo fatto che ha immediato attirato la mia attenzione è che una notizia così importante sia stata pubblicata solo ieri, proprio nel primo giorno della Ms Awareness Week, ovvero la settimana per la consapevolezza sulla Sclerosi Multipla (24-30 aprile), quando in verità lo studio è stato pubblicato il 27 Gennaio 2017 senza grandi clamori da parte della stampa. Pertanto, senza ulteriori indugi, cominciamo a parlare dell’importante scoperta partendo dal vero protagonista della storia e cioè il mitocondrio. Gli scienziati, infatti, stanno interessandosi sempre più a queste componenti minuscole delle cellule addette a fornire energia per la cellula stessa.

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I ricercatori guardano più da vicino i mitocondri

Perchè gli scienziati sono sempre più interessati al ruolo dei mitocondri?
Innanzitutto va detto che questi piccoli organelli situati all’interno delle cellule producono unità di energia per alimentare la cellula stessa. Infatti, la funzione principale del mitocondrio è proprio quella di produrre energia e viene svolta utilizzando i principali prodotti della glicolisi: il piruvato ed il NADH. Essi vengono sfruttati in due processi: il
ciclo di Krebs e la fosforilazione ossidativa.

Il nuovo studio anglo-canadese, co-finanziato dal Royal Devon & Exeter Nhs Foundation Trust, dal titolo “Rab32 connects ER stress to mitochondrial defects in multiple sclerosis,” ovvero “Rab32 connette lo stress del reticolo endoplasmatico (ER) ad errori mitocondriali nella Sclerosi Multipla”, è il lavoro di un gruppo di ricercatori dell’Università di Exeter nel Regno Unito e dell’Università di Alberta in Canada. Essi hanno riportato i loro risultati nel Journal of Neuroinflammation.

Lo studio in questione suggerisce che livelli elevati della proteina Rab32 interferiscono nelle comunicazioni chiave che coinvolgono i mitocondri.  Tale azione di disturbo determina una “rottura”, la quale fa sì che queste “batterie cellulari” comincino a malfunzionare, portando agli effetti tossici osservati nelle cellule cerebrali delle persone con sclerosi multipla.

Il co-autore Paul Eggleton, immunologo e professore presso l’Università di Exeter Medical School, afferma che la sclerosi multipla può avere un “impatto devastante sulla vita delle persone” e tuttavia, purtroppo, la situazione attuale è che “tutti i farmaci possono offrire soltanto un il trattamento e una terapia per i sintomi.”
Come sappiamo, l
a sclerosi multipla è una malattia in cui il sistema immunitario attacca erroneamente il tessuto del sistema nervoso centrale, che comprende il cervello, il midollo spinale e il nervo ottico. Progredendo, la malattia distrugge sempre più la guaina di mielina che insula e protegge le fibre nervose che trasmettono i messaggi elettrici nel sistema nervoso centrale. Questa distruzione può portare a danni cerebrali, alterazioni della vista, dolore, alterazione della sensazione, fatica estrema, problemi con il movimento e la coordinazione e numerosi altri sintomi.

In precedenti lavori, lo stesso team di ricercatori è stato il primo a fornire una spiegazione per il ruolo dei mitocondri difettosi nei pazienti SM attraverso esperimenti clinici e di laboratorio. Nella loro nuova indagine, analizzando campioni di tessuto cerebrale umano di pazienti affetti da SM e individui sani, essi hanno monitorato e quantificato i livelli di una proteina chiamata Rab32, nota per essere coinvolta in alcuni processi mitocondriali ed hanno così scoperto che i livelli di Rab32 sono molto più alti nei cervelli delle persone con SM e difficilmente rilevabili nei cervelli delle persone senza la malattia. Il team di ricercatori ha anche scoperto che la presenza di Rab32 coincide con l’interruzione di un sistema di comunicazione che causa il malfunzionamento dei mitocondri, provocando effetti tossici nelle cellule cerebrali delle persone con SM.

“Gli scienziati hanno identificato nei mitocondri il possibile collegamento con la SM, ma non sono stati in grado di decifrare in che modo funzionano male”, ha detto Thomas Simmen, autore maggiore dello studio, in un comunicato stampa. “Il nostro è il primo studio che combina esperimenti clinici e di laboratorio al fine di spiegare come i mitocondri diventano difettosi nei pazienti con SM”.

La disfunzione sarebbe causata da un compartimento cellulare, il già citato reticolo endoplasmatico (ER) troppo vicino ai mitocondri. Il reticolo endoplasmatico è un sistema di canali allineati a membrane e forzate tra loro, situato all’interno del citoplasma. Questi canali assumono varie forme, tra cui quelle di cisterne (sacchi appiattiti), tubuli e vescicole. Il reticolo endoplasmatico è coinvolto nella produzione di nuove proteine, produce, elabora e trasporta molti composti utilizzati all’interno e all’esterno della cellula ed inoltre immagazzina il calcio.

Lo studio può portare a nuovi trattamenti per la SM che mirano la proteina Rab32

I ricercatori, dunque, sanno che una delle funzioni del reticolo endoplasmatico (ER) è quella di immagazzinare il calcio e se la distanza tra ER e i mitocondri è troppo breve ne risulta una cattiva comunicazione fra le centrali energetiche cellulari e le scorte di calcio, che indurrebbe i mitocondri a funzionare male producendo infine un effetto tossico sulle cellule cerebrali dei pazienti.

“Una parte della cellula che immagazzina il calcio (ER o reticolo endoplasmatico) si avvicina troppo alla parte della cellula che crea energia quando grandi quantità di Rab32 sono presenti nel cervello dei pazienti SM”, ha detto Simmen. “La miscommunicazione risultante con l’approvvigionamento di calcio innesca il malfunzionamento dei mitocondri, causando in ultima analisi tossicità nelle cellule cerebrali dei pazienti con SM”.

Anche se non hanno ancora scoperto che cosa provoca esattamente l’aumento dei livelli di Rab32, i ricercatori ritengono dunque che il problema possa trovarsi in un difetto alla base del reticolo endoplasmatico. Insieme, questi risultati supportano l’idea che lo stress di ER sia fortemente associato con l’aumento dei livelli di Rab32, che porterebbe alla morte mitocondriale e alla morte neuronale. Questi risultati potrebbero rivelarsi utili nel progettare nuove strategie per prevenire la perdita neuronale nella SM.

Lo studio, infatti, potrebbe aiutare gli scienziati a trovare dei metodi per utilizzare Rab32 come obiettivo di trattamento, oltre che a cercare altre proteine ​​che potrebbero causare disordini simili. Ulteriori studi sono pertanto necessari per capire meglio le proteine ​​che mediano il legame tra ER e mitocondri.

“Rab32 è solo una delle proteine ​​che ha l’effetto di far avvicinare troppo il reticolo endoplasmatico e i mitocondri”, ha detto Simmen. “Ci sono decine di altre possibilità.”

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Fonti

http://www.medicalnewstoday.com/articles/317077.php
https://jneuroinflammation.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12974-016-0788-z
https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/03/28/ms-progression-linked-high-levels-rab32-protein-canadian-study-finds/
http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2017/04/24/sclerosi-multipla-mistero-forse-una-svolta_1Xw3AOTZELzchEfAJxoJLN.html?refresh_ce

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