Cari lettori,
ecco un altro articolo che arriva dal Forum ACTRIMS 2017 secondo cui i pazienti fumatori con sclerosi multipla (SM) hanno una qualità della vita significativamente peggiore rispetto ai pazienti affetti da SM non fumatori. Questo è quanto affermato in un nuovo studio presentato per l’appunto al noto Comitato Americano. Questa non è certamente una novità perché sappiamo tutti che fumare fa male, ed è ormai più che provato. Può provocare cancro ai polmoni, malattie cardiache, infezioni varie. Secondo dati recenti diffusi dal Ministero della Salute, in Italia ogni anno muoiono da 70.000 a 83.000 persone a causa del fumo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno muoiono più di 6 milioni di persone nel mondo perché fumano e circa il 50% dei fumatori accorcia mediamente la propria vita di 14 anni ed è affetto per più anni da condizioni precarie di salute. Non stupisce dunque che il fumo abbia un impatto negativo anche sulla sclerosi multipla.

In generale, come evidenzia un Dossier realizzato dall’Associazione USA della sclerosi multipla, emerge che:

1. I fumatori, e chi è esposto al fumo passivo, hanno un rischio maggiore di sviluppare la SM;

2. I fumatori progrediscono fino alla sclerosi multipla secondariamente progressiva ad una velocità maggiore rispetto ai non fumatori;

3. Il fumo espone a un maggior rischio di disabilità fisica e cognitiva;

4. Smettere di fumare ha un effetto protettivo ritardando il momento di passare a SM secondariamente progressiva.

 

Tra gli studi recenti è importante annoverare uno studio pubblicato nel 2009, effettuato in Canada su una coorte di 1465 persone con SM, con età media di 42 anni e una durata media di malattia di 9,2 anni, il quale ha confermato come le persone con SM che dopo la diagnosi continuavano a fumare progredissero molto più velocemente, rispetto ai non fumatori, verso una forma secondariamente progressiva di SM. Ma ha evidenziato un altro aspetto rilevante: già all’inizio della ricerca (baseline) le persone con SM che fumavano rispetto a quelle che non fumavano dimostravano un grado di disabilità significativamente superiore, che era stato misurato con scala EDSS (Expanded Disability Status Scale). Nel 2013, inoltre, un gruppo dell’Università di Nottingham (UK) ha studiato l’impatto del fumo sul peggioramento dei livelli di disabilità in un gruppo di 895 persone con SM del Regno Unito (270 maschi, 625 femmine).

smoke_smoke

 

I ricercatori di questo nuovo studio dal titolo  “Smokers with MS have greater decrements in quality of life and disability than non-smokers,” ovvero “I fumatori con SM hanno maggiori decrementi in termini di qualità della vita e della disabilità rispetto ai non fumatori”, hanno presentato nuovi dati allarmanti presso il Comitato americano per il trattamento e la ricerca nella sclerosi multipla (ACTRIMS) 2017, tenutosi dal 23 al 25 FEBBRAIO a Orlando, in Florida.


Il tabacco è noto per peggiorare la prognosi di una grande varietà di malattie tra cui la SM, tuttavia alcuni pazienti continuano a fumare anche dopo la comparsa dei sintomi della SM. In questo studio, i ricercatori hanno analizzato i legami tra l’abitudine al fumo e la qualità della vita connessa alla salute nei pazienti (HRQOL), l’attività della malattia e la disabilità globale in una coorte di pazienti statunitensi affetti da SM.

A tal fine, i ricercatori hanno confrontato i fumatori ai non fumatori in un campione casuale di 950 persone che hanno risposto a un sondaggio condotto dal Comitato di ricerca del Nord America per la SM. L’HRQOL includeva sia una componente fisica che una sintesi della componente mentale. Il team di ricerca ha utilizzato le scale di prestazione e funzionalità per valutare l’attività della malattia, e la scala Patient Determined Disease Steps (PDDS) per la valutazione della disabilità globale. I risultati che affrontano il legame tra lo stato del fumatore e gli esiti della malattia sono stati aggiustati per sesso dei pazienti, età di insorgenza della malattia, età al sondaggio, tempo dalla diagnosi, razza, indice di massa corporea e sottotipo di SM.

I ricercatori hanno riscontrato che l’11% dei pazienti analizzati erano fumatori attivi. Gli scienziati hanno registrato un valore più basso di tutti gli indicatori HRQOL rispetto ai non fumatori. Essi hanno inoltre riscontrato un valore inferiore della sintesi della componente mentale e fisica ed avevano inoltre più disabilità, misurata attraverso le scale di prestazione e funzionalità.

“I fumatori attivi avevano circa il 50% in più di probabilità di mostrare una maggiore disabilità e problemi della vescica e dell’intestino, sintomi sensoriali e spasticità rispetto ai non fumatori. “Per quanto concerne la manualità, la visione, la stanchezza, i sintomi cognitivi, la depressione, tremore / coordinazione e dolore, i fumatori avevano almeno il doppio della probabilità di riferire una maggiore disabilità rispetto ai non fumatori.”

Sesso, numero di sigarette fumate, o sottotipo della SM non ha influenzato alcuna delle tendenze osservate.

Nel complesso, i ricercatori hanno concluso che “il fumo attivo è significativamente associato a deficit in più ambiti nelle persone con SM, e tale studio si aggiunge alla sempre crescente letteratura sulla necessità di attuare dei programmi efficaci per smettere di fumare per i pazienti con SM”.

shutterstock_560433691-1000x480

E per concludere una buona notizia: chi smette di fumare migliora!

Ad aprile 2016, durante l’annuale Congresso dell’American Academy of Neurology negli Stati Uniti sono stati presentati i risultati di uno studio, non ancora pubblicato, secondo cui smettere di fumare ridurrebbe il tasso di atrofia cerebrale delle persone con SM. Un gruppo di ricercatori della Wayne State University (USA) ha condotto uno studio retrospettivo delle cartelle cliniche di persone con SM che avevano una storia di fumo: in tutto sono state seguite 254 persone  con sclerosi multipla che avevano fumato per più di 5 anni. Dei partecipanti, 148 hanno continuato a fumare mentre 106 hanno smesso di fumare. I risultati hanno indicato che smettere di fumare aiuta a rallentare la perdita di volume cerebrale. Gli autori hanno raccomandato dunque di “incoraggiare le persone con SM a smettere di fumare, se sono abituate a farlo,  subito dopo la diagnosi”.

Infine, un gruppo di ricercatori statunitensi, utilizzando un registro di malattia che si chiama “Veterans Affairs (VA) MS National Data Repository”, ha studiato tutte le cause di mortalità riscontrate in 1500 persone con SM decedute tra il 1999 e il 2013, analizzando la loro possibile correlazione con il fumo e l’attività fisica. Si è evidenziato che il fumo aumenta il rischio di mortalità tra le persone con SM, mentre il rischio diminuisce tra coloro che adottano una regolare attività fisica.

Non fumare ha dunque effetti positivi su diversi aspetti che riguardano la sclerosi multipla: sul rischio di sviluppare la malattia, sul suo decorso, sulla progressione della disabilità sia fisica che cognitiva.

Fonti

http://www.aism.it/index.aspx?codpage=2016_07_sts_dossier_fumo_sclerosi

https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/02/27/actrims2017-tobacco-smoke-enhances-disease-disability-in-ms-patients-study-shows/

https://app.core-apps.com/actrims2017/abstract/88e69d168ea60781d8c16efbccc56189

http://www.actrims.org/forum2017/

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s