Cari lettori,
un trial clinico di fase 3 per valutare la sicurezza e l’efficacia del farmaco ozanimod (conosciuto anche con la sigla RPC-1063) nei pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR) indica che il trattamento riduce tasso annuale di recidive della malattia (ARR). Ciò è quanto segnalato dai ricercatori del nuovo studio. 

Il trial di fase 3 SUNBEAM (NCT02294058) che ha testato ozanimod, un farmaco per uso orale, un nuovo potente modulatore del recettore della già citata sfingosina 1-fosfato 1 (S1PR1) e 5 (S1PR5), progettato per il trattamento di condizioni immuno-infiammatorie, tra cui sclerosi multipla recidivante (SMRR) e malattie infiammatorie intestinali (IBD). Abbassare il ARR è stato l’obiettivo primario di questo studio per il trattamento, sviluppato da  Celgene Corporation.

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I pazienti con SMRR possono sperimentare ricadute più o meno regolari, chiamate anche flare-up o esacerbazioni, che peggiorano la loro funzione neurologica. Le ricadute sono generalmente seguite da periodi di recupero parziale o totale, chiamati remissioni, durante i quali i sintomi cessano o possono parzialmente migliorare, e la malattia sembra stabilizzarsi.

Ozanimod
Ozanimod è un nuovo modulatore selettivo del recettore della sfingosina 1-fosfato 1 (S1PR1) e 5 (S1PR5) attivo per via orale, in fase di sviluppo per indicazioni immuno-infiammatorie, tra cui sclerosi multipla recidivante, colite ulcerosa e morbo di Crohn.

Attraverso il legame selettivo con i recettori S1PR1 si ritiene di inibire un sotto insieme specifico di linfociti attivati dalla migrazione verso siti di infiammazione. Il risultato è una riduzione dei linfociti T e B circolanti che determina attività anti-infiammatoria. È importante sottolineare che, la sorveglianza immunitaria è preservata.

Attraverso il legame selettivo con i recettori S1PR5 si ritiene di poter attivare cellule specifiche all’interno del sistema nervoso centrale. Questo ha il potenziale per migliorare la rimielinizzazione e prevenire i difetti sinaptici. In ultima analisi, i danni neurologici possono essere prevenuti.

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Linfocita, cellula T

Nel Maggio 2015 erano stati pubblicati i primi risultati del trial randomizzato TOUCHSTONE, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha valutato l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di due dosi di ozanimod (0,5 mg e 1 mg) somministrate per via orale in 197 pazienti con colite ulcerosa moderata-severa (definita come un punteggio Mayo 6 a 12 e un punteggio parziale di endoscopia di almeno 2) provenienti da 57 centri in 13 Paesi. I pazienti erano stati randomizzati a ozanimod 0,5 mg, 1,0 mg o placebo.
Maria Abreu, dell’Università di Miami Health System, aveva espresso ottimismo circa l’uso di modulatori dei recettori SP1 nella colite ulcerosa e nelle patologie del sistema immunitario.

“Tali modulatori  sequestrano le cellule T in modo che non possano uscire dall’intestino”, spiegò. “Ozanimod interferisce sostanzialmente con la capacità delle cellule di riconoscere la via del ritorno al linfonodo. Presumibilmente si tratta di una nuova e migliorata versione di molecole che possono essere utilizzate in modo efficace nella sclerosi multipla”.

Nel recente studio SUNBEAM, condotto in pazienti con sclerosi multipla recidivante remittente, il farmaco sperimentale ozanimod ha raggiunto l’endpoint primario di efficacia. Il trial ha confrontato il nuovo farmaco sviluppato da Celgene con il collaudato interferone β-1a rispetto al quale ozanimod si è dimostrato superiore nel ridurre il tasso annuale di recidive (ARR). Celgene per ora ha anticipato i dati top line dello studio. Quelli definitivi saranno disponibili in un secondo tempo e saranno presentati in uno dei prosimi congressi internazionali di questa area terapeutica.

Lo studio SUNBEAM ha arruolato 1.346 pazienti di 152 siti in 20 paesi diversi. I ricercatori hanno confrontato la sicurezza, l’efficacia e la tollerabilità di due dosi orali di ozanimod – 0,5 mg e 1 mg – con una iniezione intramuscolare del già collaudato interferone beta-1a (Avonex) una volta a settimana per almeno 12 mesi.

I dati hanno mostrato che entrambe le dosi di ozanimod sono risultate essere molto più efficaci (mostrando un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo) rispetto ad Avonex nel raggiungimento dell’obiettivo dell’endpoint primario – un tasso di recidiva più basso (ARR) – e degli endpoint secondari che consistevano nel numero di lesioni captanti il gadolinio MRI e il numero di nuove o più estese lesioni T2 MRI valutate al mese 12.

Come concordato con la Food and Drug Administration in un protocollo di valutazione speciale, un’analisi pre-specificata sul tempo di insorgenza della progressione della disabilità sarà condotta utilizzando i risultati raccolti dagli studi SUNBEAM e RADIANCE, entrambi di fase III.

Il profilo generale di sicurezza e tollerabilità globale di Ozanimod si è mostrato coerente con i risultati riportati per gli studi precedenti, come ad esempio nella sperimentazione di fase 2-3 RADIANCE (NCT02047734) condotte in pazienti con SM, e nello studio di fase 2 in pazienti con colite ulcerosa TOUCHSTONE.

Bruce Cree, professore associato di neurologia presso l’Università della California di San Francisco, ha afermato in un comunicato stampa:

“Questi dati si aggiungono al crescente numero di evidenze scientifiche che supportano l’uso di ozanimod come terapia DMT per le forme recidivanti di sclerosi multipla. “Non vediamo l’ora di continuare lo studio di ozanimod e di presentare i risultati completi dello studio di fase III nella prossima riunione scientifica internazionale.”

Secondo la National Multiple Sclerosis Society, attualmente in Usa ci sono 13 farmaci approvati per la SM, ma solo tre vengono somministrati per via orale. Il farmaco di Celgene regola i recettori per la sfingosina 1-fosfato, che, tra le altre cose, controllano il movimento dei linfociti e giocano un rotolo nello sviluppo della sclerosi multipla. Basandosi su risultati clinici finora disponibili, molti considerano ozanimod il best-in-class per questo tipo di terapia.

Al momento è in corso uno studio di estensione (NCT02576717) a lungo termine e “open label” (studio “in aperto”, ovvero in cui sia lo sperimentatore sia il partecipante sanno che cosa si sta somministrando. È il contrario del “doppio-cieco”), che coinvolge circa 2.350 pazienti SMRR provenienti da studi precedenti. Questo studio che verificherà la sicurezza e l’efficacia del farmaco si concluderà nel giugno 2020.

I ricercatori inoltre, nell’ambito di un accordo con la Food and Drug Administration degli Stati Uniti (FDA), analizzeranno anche il tempo necessario affinchè la condizione dei pazienti porti ad una progressione della disabilità. La loro unità di misura sarà un peggioramento di 1 o più punti nel punteggio della Expanded Disability Status Scale (EDSS) del paziente, confermato dopo tre e sei mesi. Questa analisi utilizzerà i dati di entrambi i trials di fase 3 SUNBEAM e RADIANCE.

“Le persone che vivono con la sclerosi multipla hanno bisogno di terapie aggiuntive, e siamo lieti che il farmaco orale ozanimod ha mostrato ancora una volta miglioramenti significativi in tutti gli endpoint primari e secondari misurati in questo studio”, ha detto Scott Smith, presidente di Celgene Inflammation and Immunology. “Siamo ansiosi di visionare i dati finali di conferma dello studio di fase III RADIANCE nel secondo trimestre, che ci porteranno alla presentazione della regolamentazione del farmaco prevista entro la fine dell’anno.”

Fonti

http://www.businesswire.com/news/home/20170217005323/en/Celgene-Announces-Positive-Results-Phase-III-SUNBEAM

http://www.medscape.com/viewarticle/845008

http://www.pharmastar.it/?cat=32&id=23361

https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/02/20/trial-show-ozanimod-reduces-multiple-sclerosis-relapse-rate/

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