Gilenya (Fingolimod) un farmaco per la sclerosi multipla (SM) sviluppato per agire sul sistema immunitario e sul controllo dell’infiammazione, può anche ridurre l’azione negativa degli astrociti, andando a controllare ulteriormente l’infiammazione. Questo è quanto è emerso da un nuovo studio pubblicato online lo scorso 12 Gennaio.

L’articolo, “Sphingosine 1-Phosphate Receptor Modulation Suppresses Pathogenic Astrocyte Activation and Chronic Progressive CNS Inflammation,” ovvero “La modulazione del recettore Sfingosina 1-fosfato sopprime l’attivazione degli astrociti patogeni e l’infiammazione cronica progressiva del sistema nervoso centrale,” è apparso sulla rivista PNAS. Essa porta una nuova visione della patologia della sclerosi multipla e può aiutare nella progettazione di nuove terapie anti-infiammatorie per curare la malattia.

Il Fingolimod (INN con il nome in codice FTY720) è un farmaco ad azione immunosoppressiva, che venne dato in licenza dalla Mitsubishi Tanabe Pharma Corporation e successivamente sviluppato nei laboratori della Novartis International AG, che ha aperto un nuovo e promettente approccio terapeutico nella sclerosi multipla (SM). Esso deriva dal miriocin o myrocin (ISP-1) che è un metabolita dai funghi Isaria sinclairii e Myrothecium verrucaria. Si tratta di una struttura analoga alla sfingosina che viene fosforilata dalle sfingosina kinasi della cellula (soprattutto la sfingosina chinasi 2).

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Il farmaco agirebbe sequestrando i linfociti dei linfonodi, impedendo loro di migrare nel sistema nervoso centrale per determinare le risposte autoimmuni come accade nella sclerosi multipla. Esso è stato originariamente proposto come un farmaco antirigetto, indicato nel decorso del post-trapianto.
Il 22 settembre 2010 il fingolimod è diventato il primo farmaco orale approvato dalla Food and Drug Administration con il nome Gilenya, capace di ridurre le recidive e la progressione della disabilità nei pazienti con forme recidivanti di sclerosi multipla. Il 20 gennaio 2011 il Committee for Medicinal Products for Human Use CHMP dell’EMA ha espresso parere positivo all’approvazione di fingolimod, che così diventerà la prima terapia orale per la sclerosi multipla (SM) approvata nei paesi dell’Unione europea. Il parere positivo si applica alla terapia dei pazienti con sclerosi multipla di tipo recidivante-remittente (la più frequente) ad alta attività di malattia nonostante il trattamento con interferone beta o di pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente grave a rapida evoluzione.

Gli astrociti, di cui ho parlato nell’articolo https://flipout4ms.com/2017/01/24/gli-astrociti-possono-diventare-aggressivi-e-uccidere-i-neuroni-una-scoperta-potenzialmente-rivoluzionaria/, sono cellule cerebrali in genere note per il loro ruolo protettivo verso i neuroni a seguito di un ictus e delle lesioni del midollo spinale. Tuttavia, queste cellule possono anche danneggiare i neuroni se in presenza di alcuni fattori specifici rilasciati dai microglia (mediatori dell’infiammazione del cervello).

Si pensa che gli astrociti contribuiscano a innescare la sclerosi multipla secondariamente progressiva (SMSP), una seconda fase della SM che segue la sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) ed è caratterizzata da perdita neuronale e progressione della malattia. I trattamenti per RRMS si sono dimostrati inefficaci contro la SMSP, e solo poche terapie esistenti possono essere indirizzate verso questa forma di malattia.

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“Una delle più importanti esigenze cliniche non soddisfatte nella SM è quella di progettare approcci terapeutici per la fase progressiva della malattia,” così ha affermato in un comunicato stampa Francisco Quintana, PhD, autore principale dello studio e ricercatore del Ann Romney Center for Neurologic Diseases al Brigham and Women’s Hospital di Boston. “E una domanda chiave che non ha ancora trovato risposta relativa a questo argomento è: quali sono i processi biologici che guidano la patogenesi della malattia verso questa fase progressiva?”

Utilizzando un modello murino di sclerosi multipla secondariamente progressiva su cavie di laboratorio e astrociti umani, i ricercatori hanno osservato che il farmaco Gilenya blocca l’attività di un gruppo di proteine chiamate recettori sfingosina-1-fosfato (S1PRs), sopprimendo in tal modo i processi infiammatori e la morte neuronale mediata dagli astrociti, microglia, e altre cellule del sistema immunitario.

Sebbene l’effetto neuroprotettivo di Gilenya non era così forte come quello riportato per altri farmaci, il team di ricercatori ritiene che questi risultati indicano che il farmaco può almeno migliorare alcuni aspetti della SMSP.

Novartis, compagnia farmaceutica produttrice di Gilenya, sta attualmente conducendo uno studio clinico di fase 3 (NCT01665144) che indagherà l’efficacia e la sicurezza di siponimod (BAF-312) in pazienti SMSP (vedi articolo https://flipout4ms.com/2016/09/06/novartis-annuncia-gli-incoraggianti-risultati-della-fase-iii-dello-studio-expand-siponimod/). Il trattamento consiste in una terapia sperimentale immunomodulante, per mezzo di un modulatore selettivo di tipi specifici del recettore per la sfingosina-1-fosfato, situato sulla superficie di specifiche cellule che risiedono nel sistema nervoso centrale, ed è destinato ad essere più selettivo del Gilenya. Negli studi realizzati fino ad ora, tale farmaco ha portato risultati molto promettenti. Lo studio al momento coinvolge più di 1.600 pazienti in 31 paesi, e si concluderà solo alla fine del 2020.

Come sempre, non ci resta che aspettare.

Fonti

http://www.pnas.org/content/early/2017/02/01/1615413114.abstract

https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/02/15/new-treatment-may-hold-promise-for-progressive-form-of-multiple-sclerosis-study-suggests/

http://www.aboutpharma.com/blog/2016/08/25/sclerosi-multipla-secondaria-progressiva-incoraggianti-risultati-siponimod/

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