Secondo una nuova ed importante ricerca internazionale, le molecole di MicroRNA nel sangue potrebbero servire come biomarcatori per monitorare la progressione della sclerosi multipla (SM), così come potrebbero aiutare ad identificare quali meccanismi sono in atto in ciascun paziente, come ad esempio l’infiammazione e i danni ai tessuti.

I risultati sono stati riportati nell’articolo dal titolo “Association Between Serum MicroRNAs and Magnetic Resonance Imaging Measures Of Multiple Sclerosis Severity,” ovvero “Associazione tra microRNA in siero e tecniche di Risonanza Magnetica per immagini atte a misurare la gravità della sclerosi multipla.” Tale ricerca è stata pubblicata il 23 Gennaio scorso sulla rivista JAMA Neurology.

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I microRNA (miRNA) sono piccole molecole endogene di RNA non codificante a singolo filamento riscontrate nel trascrittoma di piante, animali ed alcuni virus a DNA. Si tratta di polimeri codificati dal DNA nucleare eucariotico lunghi circa 20-22 nucleotidi e principalmente attivi nella regolazione dell’espressione genica a livello trascrizionale e post-trascrizionale. I miRNA vengono inglobati nel complesso di silenziamento indotto da RNA (RISC) ed inducono il silenziamento genico tramite sovrapposizione con sequenze complementari presenti su molecole di RNA messaggero (mRNA) bersaglio. Tale legame comporta una repressione della traduzione (sintesi proteica) o la degradazione della molecola bersaglio, bloccando la produzione di una data proteina. I microRNA sono dunque in grado di controllare l’espressione genica e regolare la produzione di proteine. Essendo capaci di legarsi a molte molecole di mRNA, i microRNA sono dei potenti regolatori.

Anche se i microRNA vengono generalmente prodotti all’interno delle cellule, dove compiono la loro funzione, alcuni possono essere secreti in differenti fluidi corporei. Questi ultimi sono altamente resistenti alla degradazione, pertanto i microRNA circolanti potrebbero essere dei biomarcatori ideali per comprendere la progressione di alcune malattie.

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Recentemente, infatti, i microRNA hanno acquisito molta notorietà per essersi rivelati degli utilissimi biomarcatori, ovvero indicatori di specifici stati patologici.

Il vantaggio dell’utilizzo dei microRNA come biomarcatori risiede nella facilità ed accuratezza con la quale possono essere misurati e nella loro estrema specificità: alcuni microRNA specifici si ritrovano enormemente aumentati o diminuiti in particolari malattie. Inoltre, queste piccole molecole sono eccezionalmente stabili ai trattamenti cui sono normalmente soggette le biopsie, ad esempio la fissazione in formalina e l’inclusione in paraffina, a differenza delle molecole di RNA più grandi come le molecole di RNA messaggero.

L’importanza dei microRNA in medicina non è solo dovuta al loro crescente impiego come marcatori nella diagnostica, ma anche alle recenti scoperte che dimostrano come controllando i livelli di specifici microRNA nel tumore si possa ridurre la crescita delle cellule tumorali.

Keren Regev, MD, della Harvard Medical School, ed i suoi colleghi avevano dimostrato in precedenza che i pazienti con sclerosi multipla possiedono un insieme specifico di microRNA nel sangue, e che tali molecole potrebbero essere i biomarcatori per la diagnosi della malattia. Utilizzando la risonanza magnetica (MRI), hanno ora scoperto che questi microRNA sono correlati con il cervello e con i danni al midollo spinale.

Il loro studio ha arruolato due gruppi di pazienti con sclerosi multipla (41 in un gruppo, 79 nell’altro); i ricercatori hanno confrontato i microRNA nei campioni di sangue dei pazienti al cervello e alle lesioni spinali rilevate nella risonanza magnetica.

I risultati hanno dimostrato che alcuni microRNA erano protettivi (associati dunque a una quantità inferiore di danni), mentre altri erano nocivi e collegati al cervello e alle lesioni al midollo spinale. Inoltre, diversi microRNA sono stati associati a diverse posizioni del danno.prof277

Il team di scienziati ha anche scoperto che microRNA specifici sono stati associati a lesioni o atrofia. La loro presenza potrebbe aiutare i medici ad identificare i meccanismi che sono in atto in ogni paziente e che determinano la progressione della malattia. Rohit Bakshi (nella foto a destra), MD, MA, uno degli autori senior dello studio e Neuorologo, ha detto in un comunicato stampa:

“Questi risultati ci dicono che la malattia è eterogenea. “C’è una complessa serie di meccanismi in gioco, che può variare da paziente a paziente.”

“Un’altra importante implicazione di questa ricerca è che essa potrebbe portarci ad identificare uno specifico esame del sangue atto a individuare il sottotipo di SM di un paziente, per aiutare a guidare le decisioni terapeutiche e la prognosi”, ha aggiunto.

I ricercatori hanno anche sottolineato che ulteriori studi sono necessari per convalidare i loro risultati. Roopali Gandhi, PhD, altro autore dello studio, ha affermato:

“I microRNA potrebbero servire come biomarcatori dei sottostanti processi patologici della SM, una volta validati e standardizzati clinicamente. “Inoltre, questi indicatori hanno il potenziale di fornire obiettivi di trattamento nuovi.”

Fonti
http://jamanetwork.com/journals/jamaneurology/article-abstract/2599071
https://multiplesclerosisnewstoday.com/2017/01/27/blood-micrornas-could-serve-as-biomarkers-for-monitoring-progression-of-multiple-sclerosis-study-says/
http://researchfaculty.brighamandwomens.org/BRIProfile.aspx?id=152

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