Cari amici,
oggi torniamo a parlare di disturbi psicologici e sclerosi multipla. In particolare oggi vorrei trattare un argomento di cui si parla tanto: l’ansia.
Rispetto alla depressione, l’ansia associata alla sclerosi multipla, è stata oggetto di un minore numero di ricerche, nonostante anch’essa rappresenti un importante problema per i malati SM. La sua frequenza varia moltissimo a seconda della casistica che viene considerata, ma i dati presenti nella letteratura scientifica, che vanno da un 19 ad un 90%, amplificano probabilmente tale variabilità, forse perché gli studi che li hanno raccolti hanno impiegato metodi diversi per individuare il problema. Prendendo in considerazione il momento della diagnosi, molto critico nella vita delle persone con sclerosi multipla, alcune ricerche hanno dimostrato la presenza dell’ansia nel 34% dei malati e nel 40% dei loro coniugi. Seguendo per due anni persone alle quali è stata comunicata una diagnosi di sclerosi multipla e i rispettivi coniugi, si è osservato che, anche dopo un anno da quel momento il livello di ansia delle prime e dei secondi è rimasto comunque molto alto. Un’altra ricerca ha rilevato che forme di ansia di qualsiasi tipo erano presenti nel 36% dei malati di sclerosi multipla e, in particolare, il disturbo d’ansia generalizzato riguardava il 10% dei soggetti.

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In particolare, il lavoro, condotto dal dottor A. Giordano, borsista FISM presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico C. Besta di Milano, coordinato dalla dottoressa A. Solari della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico C. Besta di Milano, in rappresentanza del gruppo SIMS-Trial, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the Neurological Sciences nel 2011, afferma che i disturbi dell’umore sono molto comuni nelle persone con SM. Il periodo che accompagna la diagnosi è pregnante dal punto di vista psicologico, ma l’evidenza disponibile è scarsa.
Per monitorare gli eventuali effetti psicologici sfavorevoli dovuti all’intervento, le persone che hanno partecipato a questo trial, hanno compilato un questionario per la valutazione dell’ansia e della depressione, denominato HADS (Hospital Anxiety and Depression Scale), prima della diagnosi, al momento della diagnosi e durante il follow-up.

Gli autori di questo lavoro hanno analizzato i sintomi di ansia e depressione nella popolazione del SIMS-Trial – dall’inizio a sei mesi dopo la comunicazione della diagnosi -monitorando le caratteristiche cliniche e generali associate a tali sintomi psichiatrici e anche le proprietà di misurazione dei suddetti disturbi (psicometriche) della scala HADS.

Delle 197 inizialmente persone analizzate, 120 hanno ricevuto una diagnosi di SM. Pertanto solo queste ultime sono state incluse nello studio. I risultati hanno dimostrato che l’ansia è molto frequente nel periodo che accompagna la scoperta della diagnosi di SM (era presente in 4 persone su 10), particolarmente nelle donne, con una piccola ma significativa riduzione dopo sei mesi dalla diagnosi. La depressione è meno comune (era presente in una persona su 10) e stabile nel tempo. Il fatto che solo il 10% delle persone abbia iniziato terapie psicofarmacologiche è indicativo della scarsa attenzione ai disturbi dell’umore in questo momento della malattia. Gli autori hanno concluso segnalando l’importanza di riconoscere tali sintomi, allo scopo di istituire i supporti atti a migliorare il coping e ridurre la comparsa dei sintomi depressivi nel lungo termine.

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I fattori che sembrano aumentare il rischio della comparsa dell’ansia sarebbero: il sesso femminile, la presenza concomitante di depressione e un inadeguato supporto sociale. Abbastanza frequente è anche l’associazione fra ansia e depressione e ambedue le alterazioni del tono dell’umore sarebbero, secondo alcuni esperti, associate non al grado di attività della sclerosi multipla, ma alla durata e alla gravità della malattia. Altri fattori che aumenterebbero, secondo la letteratura, il rischio di comparsa dell’ansia nelle persone con sclerosi multipla sono rappresentati dalla presenza in famiglia di problemi psicologici e psichiatrici e l’abuso di bevande alcoliche.

Come già sappiamo, depressione e ansia compaiono spesso nei malati di sclerosi multipla, ma non sarebbero semplicemente una reazione emotiva al loro stato di disabilità crescente. Secondo gli studi più recenti, infatti, alla base ci sarebbe lo stesso meccanismo infiammatorio che crea i disturbi del movimento tipici della malattia. Una ricerca condotta dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia, l’Università Tor Vergata e altri Istituti scientifici italiani ed europei, chiarisce ora uno dei meccanismi di questo fenomeno. Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Neuroinflammation, ha evidenziato come, in animali da esperimento, l’interleuchina-1 beta (IL-1beta), una molecola coinvolta nei processi infiammatori, agisca sul recettore cannabinoide di tipo 1, modificando in questo modo il comportamento di alcuni neuroni. E’ ben noto che l’infiammazione in atto durante la sclerosi multipla porta alla perdita di mielina, la sostanza che riveste le fibre nervose, causando problemi nella conduzione degli impulsi nervosi. Ma ora il processo evidenziato da questa ricerca mostra come la stessa infiammazione sia alla base di cambiamenti nell’umore come, appunto, ansia e depressione. “Alla luce di queste osservazioni – ha affermato il professor Diego Centonze, Responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia I e dell’Unità di Neuroriabilitazione del Neuromed – possiamo pensare che farmaci in grado di agire sul sistema endocannabinoide rappresenterebbero una valida opzione terapeutica. Non solo per il trattamento della spasticità e del dolore cronico, tipici della sclerosi multipla, ma anche dei disturbi dell’umore, migliorando quindi la qualità di vita dei pazienti”. Scoperti circa venti anni fa, gli endocannabinoidi sono molecole presenti in diversi organi, dove svolgono una funzione di messaggeri tra le cellule. Devono il loro nome al fatto che si legano agli stessi recettori usati dai fitocannabinoidi, le ben note sostanze presenti nella canapa indiana.

 “Cosa provoca cosa”

I sintomi con i quali si può manifestare l’ansia in generale, si presentano anche con frequenza variabile quando il problema riguarda le persone con sclerosi multipla:

  • facile affaticamento
  • dolori muscolari
  • mani che tremano
  • irritabilità eccessiva
  • sudorazione troppo abbondante
  • sensazione di mancanza d’aria,
  • vampate di calore.

Frequenti sono anche l’aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, già citati a proposito dell’ansia in generale. Altre manifestazioni, quali le vertigini, la difficoltà a mantenere una posizione stabile, svenimenti e sensazione che le gambe non reggano, possono essere provocate dall’ansia, ma anche dalla sclerosi multipla stessa. Per tali motivi è molto difficile stabilire, di volta in volta, quale sia l’origine del disturbo d’ansia. Per tali motivi, è importante che le persone con sclerosi multipla, nelle quali questi sintomi si presentino, siano valutate da un punto di vista psicologico.

Nelle persone con sclerosi multipla il livello dell’ansia può variare nelle diverse fasi della malattia, come segnalato in precedenza. Il livello dell’ ansia, quando presente, tende a essere molto alto al momento della diagnosi, ma anche quando si presentano le ricadute oppure se il grado di disabilità peggiora o non migliora dopo una ricaduta. Il livello di ansia generalmente diminuisce nelle fasi di remissione e se il soggetto compensa le sollecitazioni psicologiche alle quali è sottoposto per opera della malattia. Da segnalare anche la possibile associazione fra ansia e alterazione delle funzioni cognitive, in quanto i due problemi si possono sommare e, se non affrontati adeguatamente, dare luogo a circoli viziosi e quindi a situazioni cliniche più complesse.

Varie ricerche hanno dimostrato che il livello di ansia provocato dalla sclerosi multipla ha un effetto molto rilevante sulla qualità della vita dei malati. Tale effetto può essere diretto o indiretto. Infatti, l’ansia, di per sé, può determinare un malessere che diminuisce la qualità della vita ma, secondo alcuni esperti, essa può peggiorare sintomi come l’astenia e questi, a loro volta, penalizzare la qualità della vita.

I meccanismi

Alla base dell’associazione fra sclerosi multipla e ansia c’è sicuramente un meccanismo psicologico innescato dal senso di incertezza che la prima, per il suo andamento variabile e non prevedibile, suscita nella mente dei malati.

Alcuni studi eseguiti negli ultimi anni hanno dimostrato, sia in animali di laboratorio sia nell’uomo, le relazioni fra la localizzazione del danno provocato dalla sclerosi multipla in particolari zone del cervello e livelli di ansia particolarmente elevati. Ulteriori approfondimenti aiuteranno a chiarire i meccanismi “biologici” dell’ansia che si presenta nei malati di sclerosi multipla.

Diagnosi e cure

Per individuare l’ansia, sarebbe opportuno che i malati di sclerosi multipla fossero sottoposti a una valutazione psicologica, che comprenda anche la somministrazione di appositi questionari. Essi, mediante semplici calcoli,, permettono di ottenere punteggi che sono indicativi della presenza e della gravità dell’ansia. Una volta individuate le dimensioni del problema, l’ansia potrà essere trattata e gestita sia con farmaci sia con cure non farmacologiche. Fra queste ultime, è stata dimostrata una buona efficacia di una terapia  definita cognitivo-comportamentale e approcci che hanno come obiettivo il rilassamento. I trattamenti farmacologici e psicologici per la depressione sono efficaci nel ridurre i sintomi depressivi nei pazienti affetti da sclerosi multipla (SM), mentre non ci sono sufficienti dati per determinare l’efficacia dei trattamenti per l’ansia. Queste le conclusioni di una revisione sistematica e di una meta-analisi effettuate da un team di esperti canadesi, pubblicate su Multiple Sclerosis and Related Disorders nel mese di Marzo del 2016.

“Le comorbilità psichiatriche sono frequenti nei pazienti affetti da SM con una prevalenza, lungo l’intero decorso della vita, di depressione e di ansia che arrivano ad attestarsi rispettivamente al 24% e al 21,9%”, hanno affermato gli autori, coordinati da Ruth Ann Marrie, del Dipartimento di Medicina Interna della University of Mannitoba, a Winnipeg (Canada).

La sclerosi multipla è una malattia cronica che accompagna il malato lungo tutta la sua vita e lo mette alla prova anche da una punto di vista psicologico. E’ stato ampiamente dimostrato come le cure disponibili migliorino l’andamento della malattia e rallentino l’evoluzione della disabilità. Tuttavia, la mente delle persone con sclerosi multipla è sollecitata da pensieri negativi e quindi è indispensabile fornire loro un supporto che sia utile per imparare a convivere con queste problematiche e a compensarne gli effetti per evitare che determinino un livello di ansia tale da limitare la qualità della vita dei malati.

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Fonti
quotidianomolise.com/neuromed-scoperta-la-causa-di-depressione-ed-ansia-nella-sclerosi-multipla/
www.formazionepsichiatrica.it/rivista/pag-19.html
www.fondazioneserono.org/sclerosi-multipla/depressione-ansia-sclerosi-multipla/ansia-sclerosi-multipla/
http://www.pharmastar.it/index.html?cat=32&id=20928

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