Natale è notoriamente il periodo dell’anno in cui godiamo del tempo con i nostri cari e delle cose belle della vita. Inoltre, il Natale molto probabilmente rievoca i nostri ricordi più felici: le caldarroste sul fuoco, l’albero addobbato con tante lucine colorate, allestire un piccolo presepe, gustare i nostri cibi preferiti; e poi l’emozione dell’attesa di Babbo Natale quando arriva la vigilia… Tuttavia, molte tradizioni natalizie di tutto il mondo fondano le loro origini in un tempo lontano e oscuro, e se l’atmosfera natalizia nella sua accezione più buonista vi sta un po’ stretta, eccovi alcuni spunti sul lato più inquietante del Natale.

Non ci deve sorprendere che molti elementi del Natale erano mezzi di controllo per i genitori di convincere i loro figli a comportarsi meglio prima e durante il periodo festivo. Queste piccole bugie che i genitori ancora oggi raccontano ai loro piccoli sono cambiate parecchio nel corso degli anni e dei secoli. Oggi si racconta di un barbuto Babbo Natale accompagnato magari da simpatici elfi paffuti, ma prima vi erano figure ben più sinistre, una di queste è Krampus…

Krampus

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La leggenda dei Krampus è probabilmente il più noto relitto oscuro del Natale del passato. Originario dell’Austria, Krampus è un demone che viene utilizzato come uno “strumento” per favorire il buon comportamento nei bambini. La figura di Krampus ruota intorno a quella del “portatore di doni”, incarnato per noi italiani da Babbo Natale, che deriva da San Nicola – o Nicolò –, vescovo di Myra, e che nei Paesi anglofoni è chiamato Santa Claus da Sinterklaas, nome olandese di San Nicola.
«Se Babbo Natale porta regali ai bambini buoni, a quelli cattivi cosa succede?» Beh, la risposta è Krampus, che prima di Natale rapisce i bambini che si sono comportati male
 e li trascina con sé all’inferno. La notte di Krampus si celebra il 5 dicembre, la vigilia del giorno di San Nicola in Austria e in altre parti d’Europa. In alcune zone di lingua tedesca, soprattutto in Baviera, in Svizzera e in Italia (in Trentino-Alto Adige, nel Friuli e nel bellunese), da oltre 500 anni, la sera del 5 dicembre si svolge una sfilata che si apre appunto con San Nicola, a piedi o su un carro, che avanza distribuendo caramelle ai passanti. Dietro di lui, una frenetica accozzaglia di demoni, i Krampus per l’appunto, armati di fruste e catene. L’alcol ovviamente non manca. Gli infortuni degli ultimi anni hanno portato ad alcune riforme, come la richiesta che tutti i Krampus indossino dei numeri in modo che possano essere identificati in caso di comportamenti eccessivamente violenti.

Krampus può apparire come un diavolo, o una bestia selvaggia alpina, a seconda di ciò che viene usato per realizzare il costume tradizionale del demone. Nei tempi moderni, però, le persone possono spendere quanto vogliono per diventare il miglior Krampus della festa, e la tradizione si sta diffondendo oggi oltre ai confini europei. Molte città in America, per esempio, hanno le loro notti di Krampus, tra cui il nuovo Krampusfest che si è celebrato quest’anno a Los Angeles.

Perchta

Perchta è leggermente meno conosciuto come una più “gentile” alternativa ai Krampus – anche se usiamo la parola “kinder”, nel senso austriaco, che significa solo che il suo orrore è leggermente inferiore a quella alternativa. La Perchta è una strega dalle fattezze orribili che si mostra tradizionalmente ben prima di Babbo Natale e Krampus, e che ha il compito di punire i bambini cattivi e dissuaderli dal comportarsi male prima che Krampus li porti all’inferno. Perchta per quanto possa apparire spaventosa, non è un demone, anche se il suo soprannome effettivamente è inquietante. E’ nota, infatti, come la “Signora delle Bestie”, che vaga nella notte e guarda dentro le case dalle finestre. A chi si è comportato male o con pigrizia, taglia la pancia e sostituisce le viscere con rifiuti. 

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Si pensa che la figura di Perchta discenda da una leggendaria dea alpina della natura, la divinità germanica Perchta (Percht, detta anche Holda, Oriente, Berthe, Berta, Berchta), associata a Diana e dea della fertilità e della vegetazione. Perchta si occupa della foresta durante l’anno e solo durante il periodo natalizio si occupa degli esseri umani. Nella tradizione tedesca e austriaca moderna, Perchta o una figura molto simile ad essa, appare in processione durante Fastnacht, il festival alpino che si celebra appena prima della Quaresima. Pare che possa esistere una qualche connessione tra Frau Perchta e la nostra strega italiana nota come “Befana“, ma la Befana però non è davvero un mostro: lei è infatti una strega brutta ma buona che porta regali ai bimbi buoni e carbone a quelli cattivi.

Gli omini di Yule

Nei 13 giorni che precedono il Natale, 13 personaggi scanzonati simili a troll escono allo scoperto in Islanda. I simpatici Jólasveinar, riconoscibili dal tradizionale costume islandese che indossano, fanno visita ai bambini nelle 13 notti che precedono il Natale. Ogni sera della festa di Yule, i bambini lasciano le loro scarpe più belle alla finestra e, ogni notte, un diverso Jólasveinar lascia doni ai bambini buoni e patate marce a quelli cattivi.

I nomi di questi personaggi richiamano il tipo di problema che possono causare: Stekkjastaur (Palo di recinto, ovvero colui che tormenta le pecore), Giljagaur (Colui che fissa i canali), Stúfur (Tozzo), Þvörusleikir (Colui che lecca il cucchiaio), Pottaskefill (Gratta-pentole), Askasleikir (Colui che lecca le scodelle), Hurðaskellir (Colui che sbatte le porte), Skyrgámur (Goloso di formaggi), Bjúgnakrækir (Colui che ruba le salsicce), Gluggagægir (Colui che spia dalle finestre), Gáttaþefur (Colui che annusa le fessure delle porte), Ketkrókur (Uncina-carne) e Kertasníkir (Colui che ruba le candele). Sembrano molto simpatici, ma c’è un aspetto inquietante. 

Il loro gatto nero gigante, Jólakötturinn, li aiuterebbe ad identificare i bambini che si sono comportati male. Il Jólakötturinn, infatti, ha un temperamento famelico e dei lucidi baffi bianchi, i cui occhi brillano come carboni ardenti e la cui lunga coda gli permette salti spaventevoli, che si aggira tra i paesi d’Islanda durante la notte della Vigilia. È una figura temibile, perché va a caccia non di topi ma di uomini. Le sue vittime sono variate nel corso dei secoli, ma hanno tutte quante una qualità in comune: non sono riuscite a procurarsi, in regalo o producendolo con le proprie mani, un capo di abbigliamento nuovo da indossare a Natale, nemmeno una singola calza.

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Un’altra lettura del Jólakötturinn lo dipinge sì come un essere soprannaturale che va a caccia di chi sia privo, la Vigilia di Natale, di un capo di abbigliamento nuovo, ma in questa versione non sono gli sfortunati umani la sua preda, bensì semplicemente la loro cena della Vigilia. Questo gattone gigante è una figura maligna? Direi di sì. Se, però, si legge tutto con una certa prospettiva, la sua figura apparentemente maligna esorta anche ad aiutare i meno fortunati facendo loro un dono natalizio, affinché possano sfuggire a quelle temibili fauci feline. Un messaggio estremamente attuale, ora che la povertà è ovunque.

Zwarte Piet

I Paesi Bassi hanno una versione di Babbo Natale molto simile al nostro, con una sola eccezione: ha uno schiavo o “spalla”. Il suo nome è Zwarte Piet o Pietro, il moro. Si tratta di un personaggio ricollegabile ad altre figure di aiutanti “scuri”, come Père Fouettard (Francia), Hans Trapp (Alsazia), Knecht Ruprecht (Germania del Nord), Houseker (Lussemburgo), Klaubauf (Baviera e Austria), Belsnickel o Pelznickel (Germania sud-occidentale), Schmutzli (Svizzera), ecc., tutti personaggi che la Chiesa cristiana identifica con il diavolo (e “Zwarte Piet” era proprio un’espressione che nel gergo olandese medievale indicava  appunto il diavolo). La coppia arriva in barca ogni Natale a consegnare i regali a tutti i bambini buoni. I bambini cattivi, tuttavia, vengono rapiti da Zwarte Piet che li porta nel suo paese d’origine, la Spagna, come punizione.

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Ad oggi sono numerosi i tentativi di interrompere questa tradizione folcloristica dei Paesi Bassi, comprensibilmente, ma i tradizionalisti sostengono che Zwarte Piet è qualcosa di simile ad uno “spazzacamino”. Lui è quello che va su e giù per il camino a  consegnare i regali a nome di Sinterklaas; è pertanto naturale che è coperto di fuliggine, giusto? Tuttavia, i capelli afro e la bocca di grandi dimensioni sono chiare indicazioni che questa tradizione ha in realtà raccapriccianti origini razziste …

Hans Trapp

In Alsazia, Babbo Natale non esiste, i bambini buoni avranno comunque i loro regali nel caso in cui si siano comportati bene. Se così non fosse, il terribile Hans Trapp, è l’“anti-Santa” che distribuisce punizioni ai bambini cattivi nelle regioni dell’Alsazia e della Lorena in Francia. La leggenda narra che Hans Trapp sia stato un uomo ricco, avido, vano e malvagio, che ha cercato il potere a lungo per arricchire la propria vita in ogni modo possibile, nel 15° secolo. Si avvicinò alla magia nera e all’adorazione di Satana al fine di ottenere più ricchezza. Quando il Papa sentì parlare di questo, Hans Trapp fu scomunicato dalla Chiesa cattolica e la popolazione locale lo esiliò nella foresta dove iniziò a predare bambini, travestito da spaventapasseri con la paglia che sporgeva dal suo abbigliamento.

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Vivere in solitudine nella foresta, lo fece impazzire e cominciò così a fantasticare di mangiare carne umana. Stava proprio per mangiare un ragazzo che aveva appena catturato, quando venne colpito da un fulmine e ucciso, una punizione di Dio stesso. Si ritiene che ancora oggi, Hans Trapp visiti i bambini prima di Natale, vestito come uno spaventapasseri, per spaventarli a morte quando non si comportano bene.

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Christmas time is the season where we enjoy time with our loved ones and indulge in the finer things in life. Christmas most likely conjure up happy memories for us; roasting chestnuts on an open fire, eating our favourite foods and the excitement of waiting for father Christmas to arrive on Christmas Eve. However, many Christmas traditions from around the world are made of a much darker substance, and once you peel back the layers it all becomes a bit disturbing.

Many elements of Christmas are means of control for parents to convince their children to behave better over the festive period. These little white lies that parents tell can range from santa claus and elves to more sinister characters such as Krampus ..

Krampus

The legend of Krampus is probably the best known dark relic of Christmas past. Originating from Austria, Krampus is a demon who is used a tool to encourage good behavior in children. If you were naughty, he would steal you away and drag you to hell. Krampus Night is celebrated on December 5, the eve of St. Nicholas Day in Austria and other parts of Europe. Public celebrations that night have many Krampuses walking the streets, looking for people to beat. Alcohol is also involved. Injuries in recent years have led to some reforms, such as requiring all Krampuses to wear numbers so they may identified in case of overly violent behaviour.

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Krampus may look like a devil, or like a wild alpine beast, depending on what is used to make a traditional Krampus costume. In modern times, people can spend as much as they like to become the best Krampus around—and the tradition is spreading beyond Europe. Many cities in America have their own Krampus Nights now, including the new Krampusfest in Los Angeles this year.

Perchta

Perchta is the slightly lesser known and kinder alternative to Krampus – though we use the word “kinder” in the Austrian sense, which only means that her horror is slightly less than the alternative. She is an ugly witch that traditionally shows up during the 12 days of Christmas, before Santa and Krampus, to pre-punish misbehaving children and deter them from being naughty before Krampus arrives. Perchta is not a demon though and won’t necessarily drag you to hell. Her nickname is “the belly-slitter” – she slits open your belly if you’ve been bad and replace your insides with rubbish.

Perchta’s story is thought to have descended from a legendary Alpine goddess of nature, who tends the forest most of the year and deals with humans only during Christmas. In modern German and Austrian tradition, Perchta or a close relation may show up in processions during Fastnacht, the Alpine festival just before Lent. There may be some connection between Frau Perchta and the Italian witch La Befana, but La Befana isn’t really a monster: she’s an ugly but good witch who leaves presents.

The Yule Lads

In Iceland, they have a traditional cast of characters as well. They’re referred to as the “Yule Lads” and they’re a kind of x-rated seven dwarves: each named after their primary character trait. There are such lovable characters as Spoon-Licker, Pot-Scraper, Door-Sniffer and most worryingly, Window-Peeper and Sausage-Swiper. As their names suggest, they have such habits as stealing food and spying on children. If children behave over the festive period, they will receive a gift from the Yule Lads on each of the 13 days of Christmas. And if they misbehave, well they will get eaten by their giant black cat!

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Their cat, Jólakötturinn, identifies badly behaved children because they will not be wearing new clothes which their parents have bought them for good behaviour. It is encouraged for children to help out the poor and less fortunate so that they too will have new clothing in time for the cat’s visit.

Even more horrifying still, if you want to stay on the Yule Lad’s good side, you can always volunteer to join them in their annual bath. You just can’t make this stuff up.

Zwarte Piet

The Netherlands have a version of Santa Claus much like our own, with one exception: He has a slave or “sidekick”. His name is Zwarte Piet or black Peter. The pair arrives by boat every Christmas to hand out gifts to all the good children. The bad children, however, are abducted by Zwarte Piet who takes them back to Spain as punishment.

There are efforts in the Netherlands to discontinue the tradition, understandably, but traditionalists argue that Zwarte Piet is something like a chimney sweep. He’s the one who goes up and down the chimney delivering presents on behalf of Sinterklaas, so it’s only natural that he would be covered in soot, right? However, the afro hair and oversized mouth are clear indications of this traditions creepy racist origins …

Hans Trapp

Hans Trapp is another “anti-Santa” who hands out more punishments to bad children in the Alsace and Lorraine regions of France. Legend goes that Trapp was a real man in the 15th century. He was a rich, greedy, vain and evil man, who sought power and to enrich his own life in every way possible. He turned to black magic and worshiped Satan in order to obtain more wealth. When the Pope heard of this, he was excommunicated from the Catholic Church and the local people exiled him into the forest where he preyed upon children, disguised as a scarecrow with straw jutting out from his clothing.

Living in solitude in the forest, he became insane and began to fantasise about eating human flesh. He was about to eat one boy he captured when he was struck by lightning and killed—a punishment from God himself. It is believed that still, he visits young children before Christmas, dressed as a scarecrow, to scare them into good behaviour.

References

mentalfloss.com/article/54184/8-legendary-monsters-christmas
www.gcomegatto.it/jolakotturinn-il-gatto-di-natale-dislanda/
www.cracked.com/article_18941_5-creepy-christmas-traditions-from-around-world.html
www.scaryforkids.com/hans-trapp/

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