John Christie è stato catturato in flagrante per l’omicidio della moglie e successivamente è stato condannato a morte per impiccagione nel 1953. Tuttavia, era solo una delle sue otto vittime conosciute, e alcuni credono che potrebbe aver ucciso molto di più.

Nato nello Yorkshire nel 1899, Christie si è unito all’esercito britannico all’età di 17 anni e ha combattuto nella prima guerra mondiale, dove è stato ferito dal gas iprite nel 1918. Christie è stato segnato per tutta la vita da questo evento e ha chiaramente sofferto di quello che potremmo riconoscere oggi come disturbo post traumatico da stress. Ha trascorso un mese dopo il suo infortunio in un ospedale militare e poi è stato rapidamente riarruolato nell’esercito. Tuttavia, egli avrebbe poi affermato che i gas lo resero momentaneamente cieco e muto oltre a renderlo incapace di parlare ad alta voce in maniera permanente. Anche se non vi è alcuna traccia della sua cecità, le corde vocali di Christie sono state chiaramente danneggiate dall’attacco coi gas; non ha mai potuto fare molto di più che sussurrare per il resto della sua vita!

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Christie sposò Ethel Simpson nel 1920, e i due alla fine si trasferirono in uno sporco e squallido appartamento in affitto a 10 Rillington Place a Londra. Il suo matrimonio con Ethel fu difficile. Christie ha lottato con l’impotenza per tutta la vita e si credeva fosse in grado di eccitarsi sessualmente solo con le prostitute. Nei loro primi anni insieme, Christie fu regolarmente arrestato e condannato per una serie di piccoli reati, tra cui furto di vaglia postali, aggressione a una prostituta, e persino per aver rubato l’auto di un sacerdote.

Quando la seconda guerra mondiale scoppiò in Europa, Christie entrò nel corpo di polizia ausiliaria londinese, nonostante la sua fedina penale. Fu durante questo periodo che egli commise il suo primo omicidio nel 1943 (o almeno il primo omicidio che conosciamo) … Ruth Fuerst,  immigrata austriaca e prostituta occasionale. Christie dichiarò di aver conosciuto la Fuerst mentre si trovava in uno snack bar di Ladbroke Grove. Secondo quanto da lui confessato, la strangolò impulsivamente mentre stavano facendo sesso a Rillington Place durante l’agosto del 1943 e la moglie era fuori città in visita a dei parenti. Egli seppellì il cadavere della Fuerst in una fossa scavata nel giardino sul retro della sua abitazione. L’anno seguente trovò un nuovo lavoro come impiegato in una fabbrica di apparecchi radio. Lì incontrò la sua seconda vittima, la collega Muriel Amelia Eady. Nell’ottobre 1944, invitò la donna a casa sua con la promessa di somministrarle una “medicina speciale” che le avrebbe risolto i problemi di bronchite. Tale “tecnica” fu in seguito impiegata da Christie per molte altre sue vittime. La Eady inalò la mistura da una tazza attraverso un tubo di gomma. La mistura era in realtà un semplice balsamo che Christie usava per mascherare l’odore del gas domestico. Appena la Eady iniziò ad inalare dal tubo, Christie inserì un secondo tubicino nella tazza collegato all’attacco del gas.
Inalando il gas, la Eady perse presto conoscenza (il gas domestico in uso negli anni quaranta aveva un concentrato di monossido di carbonio pari al 15%). Christie violentò la donna e poi la strangolò, seppellendone il corpo in giardino vicino a quello della Fuerst.

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Ruth Fuerst

 

Questa rievocazione rituale della propria esperienza con il gas iprite durante i suoi anni da soldato, mostra una vera e propria frustrazione profonda e la necessità di esercitare un potere sugli altri. Christie ovviamente si sentì impotente e debole durante quelle sue esperienze di vita e così scelse di esercitare un controllo su chi era più vulnerabile di lui, costringendo le sue vittime a soffrire nei modi in cui lui aveva sofferto. E’ probabile che gli aspetti sessuali dei suoi crimini siano stati motivati anche dall’inadeguatezza e dall’incapacità di Christie di appagare la moglie sessualmente.

Nel mese di marzo del 1953, Christie si trasferì in 10, Rillington Place (Londra). A quel punto egli aveva fatto ancora più vittime, nascosto tre corpi all’interno di una parete della cucina e seppellito molti altri nel giardino sul retro della casa. Fu l’affittuario che seguì Christie a scoprire i corpi delle tre vittime finali all’interno del muro della cucina. Ciò portò l’attenzione verso questo caso.

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La cucina di Christie, dove nascose i resti di almeno due delle sue vittime

Per quanto macabri possano sembrare i crimini commessi da John Christie, il suo arresto rivelò anche un altro fatto inquietante: un suo vicino di casa che abitava al piano di sopra, fu ingiustamente giustiziato per omicidio. Le vittime furono Beryl Evans e la figlioletta Geraldine, che insieme al marito di Beryl, Timothy, erano inquilini di Rillington Place durante il 1948 e 1949. Questo caso sollevò parecchie polemiche quando Timothy Evans venne incriminato per entrambi i delitti, condannato per essi ed impiccato nel 1950. Christie fu uno dei testimoni principali dell’accusa al processo, ma quando i suoi stessi crimini furono scoperti tre anni dopo, sorsero seri dubbi sulla fondatezza della sua testimonianza e sulla condanna di Evans. Christie stesso ammise in seguito di aver ucciso Beryl Evans per violentarla, ma non la piccola Geraldine.

Durante il processo, Timothy Evans affermò che Christie aveva ucciso Beryl nel corso di una testimonianza piuttosto pasticciata. Più tardi, sotto interrogatorio della polizia, Evans stesso confessò l’omicidio dichiarandosi colpevole, anche se la sua confessione conteneva una serie di incongruenze preoccupanti, tra cui il fatto che Timothy era a conoscenza del luogo in cui i corpi erano stati effettivamente nascosti. Una volta che fu accusato di omicidi, Evans ritirò la sua confessione e ancora una volta diede la colpa a Christie. Nonostante questo, Evans venne riconosciuto colpevole ed impiccato nel 1950.

Tre lunghi anni dopo, Christie fu arrestato e confessò l’omicidio di molteplici donne, tra cui Beryl Evans, anche se, stranamente, non Geraldine. Prima ancora, fu rivelato che, quando la polizia perquisì la proprietà di Christie alla ricerca dei corpi di Beryl e Geraldine nel 1949, venne fatta la macabra scoperta dei cadaveri delle prime vittime di Christie nel suo giardino. Al momento del suo arresto, Christie ammise di aver compiuto sette omicidi in totale – non rivendicando la responsabilità per la morte della piccola Geraldine. In realtà, ci sono prove che suggeriscono che egli uccise molte più donne nel corso degli anni, ma non sapremo mai il numero esatto delle sue vittime.

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John Christie viene portato in tribunale dopo la cattura

 

La polizia poi scoprì che Christie aveva conservato i peli pubici di molte delle sue vittime, come fossero dei trofei. Nell’appartamento, infatti, fu rinvenuta una scatola di latta contenente distinti ciuffi di peli pubici prelevati da almeno quattro donne diverse (che però non appartenevano a nessuna delle vittime accertate di Christie). E’ chiaro che questi peli pubici possono appartenere alle vittime di John Christie che non saranno mai identificate.

La motivazione principale degli omicidi di Christie sembra essere stato un trauma che lo tormentò per tutta la vita. Non solo durante la seconda guerra mondiale, ma anche durante la sua pubertà, quando la sua impotenza sessuale gli fece affibbiare il soprannome di “can’t-do-it-Christie” (non posso farlo-Christie). Fu canzonato per la maggior parte della sua vita perché la sua impotenza divenne di dominio pubblico. Eppure il fatto che poteva avere normali rapporti sessuali, solo con prostitute, dimostra che avrebbe potuto davvero fare sesso se solo fosse stato in pieno controllo della persona. John Christie stesso in seguito dichiarò che “per tutta la mia vita ho avuto questa paura di apparire ridicolo come amante.” Forse i suoi atti criminali sadici erano il suo modo di punire gli atti di bullismo di cui era vittima e che furono a lungo perpetrati per i suoi handicap sessuali.

Il 15 luglio 1953, John Christie fu impiccato nella prigione di Pentonville per l’omicidio della moglie. In un’inchiesta ufficiale condotta nel 1965-66, il giudice Sir Daniel Brabin stabilì che Evans  era stato giustiziato  pur essendo innocente,  e per questo gli venne concessa la grazia postuma. L’erronea condanna di Timothy Evans e la sua esecuzione colpirono fortemente l’opinione pubblica britannica, ed  è anche in seguito a questa vicenda che la pena di morte per omicidio venne prima sospesa e poi abolita in Gran Bretagna: Evans è stato infatti uno degli ultimi condannati ad essere giustiziato nel Regno Unito. Pertanto, dopo una vita di male e perversione, il risultato ultimo degli atti di Christie fu una più ampia compassione nazionale.

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John Christie was caught red handed for the murder of his wife and was subsequently sentenced to death by hanging in 1953. However, she was only one of his eight known victims, and some believe that he may have killed many more.

Born in Yorkshire in 1899, Christie joined the British army at the age of 17 and fought in the First World War, where he was injured by mustard gas in 1918. Christie was scarred for life from this event in his life and clearly suffered from what we would recognise today as Post Traumatic Stress Disorder. He spent a month after his injury in a military hospital and then was quickly re enlisted into the army. However, he would later claim that the attack left him blind and mute for three years. Though there is no record of his blindness, Christie’s vocal chords were clearly damaged by the gas attack; he never spoke much above a whisper for the rest of his life!

Christie married Ethel Simpson in 1920, and the two eventually moved into a dirty and squalid rented flat at 10 Rillington Place in London. His marriage with Ethel was difficult. Christie struggled with impotence throughout his life and it’s believed he was only able to perform sexually with prostitutes. In their early years together, Christie was frustrated and was routinely arrested for and convicted of a variety of petty crimes, including stealing postal orders, assaulting a prostitute, and even stealing the car of a priest.

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Christie and his wife Ethel

When the Second World War broke out in Europe, Christie got a job as a special police constable with the War Reserve Police – in spite of his criminal record. It was during this time that he committed his first murder in 1943 (or at least the first murder that we know about). Ruth Fuerst was a munitions worker and part-time prostitute. According to Christie, he strangled her impulsively during sex at his home. Initially, Christie hid Fuerst’s body beneath the floorboards in his living room. He then moved the remains to a shallow grave in his back garden. In 1944, Christie claimed his second victim, a woman named Muriel Eady. Christie killed her using a technique that he would later employ on many of his other victims: rendering the person unconscious with domestic gas. Once Eady passed out, Christie sexually assaulted her, and then strangled her to death. He buried her body in the back garden, beside Fuerst’s remains.

This ritualistic reenactment of his own experience with mustard gas during his time as a soldier shows a real deep seated frustration and a need to exert power over other. Christie was obviously made to feel helpless and weak by his life experiences and so he chose to exercise control over those who were more vulnerable than him, and force then to suffer in the ways he suffered. It is likely that the sexual aspects of his crimes were also motivated by Christie’s inadequacy and inability to sexually pleasure his wife.

In March 1953, Christie moved out of 10 Rillington Place. By then he had claimed more victims, hiding three bodies in a kitchen wall and burying several more in the back garden. It was the following tenant’s discovery of those three bodies in the kitchen wall—Christie’s final victims—that cracked the case and led to his apprehension.

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As grisly as John Christie’s crimes were, his arrest revealed yet another casualty: an upstairs neighbor, who was wrongfully executed for murders now widely believed to have been the work of Christie. The murder victims were Beryl Evans and her 13-month-old daughter Geraldine. Beryl had moved into the top-floor flat at 10 Rillington Place with her husband Timothy in 1948, where she gave birth to Geraldine. Just over a year later, both Beryl and Geraldine were dead, and Timothy went on trial for their slayings. Christie served as a principal witness, knowing full well that he himself was responsible for the crimes.

Timothy Evans claimed that Christie had killed Beryl during a botched abortion procedure. Later, under police questioning, Evans confessed to the murder himself, though his confession contained a variety of troubling inconsistencies, including the fact that Timothy was unaware of where the bodies were actually hidden. Once he was charged with the murders, Evans withdrew his confession and once again blamed Christie. In spite of this, Evans was found guilty and hanged in 1950.

Three long years later, Christie was arrested and confessed to the murder of multiple women, including Beryl Evans—though, oddly, not Geraldine. Earlier still, it was revealed that as police searched the property for the bodies of Beryl and Geraldine in 1949, the remains of Christie’s initial victims were exposed in his garden. According to Christie, a dog dug up a human skull from the backyard shortly after a police visit, and a human femur was later found propping up a fence. The police missed this huge piece of evidence by a matter of hours. Had the police investigated Christie at the time of the Evans murders, they very well could have prevented the deaths of at least four other women, including the one for which Christie was ultimately tried and hanged; that of his wife, Ethel.

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A neighbor points to the area where Christie buried the bodies of his victims

Upon his arrest, Christie admitted to seven murders in total — never claiming responsibility for the death of the infant Geraldine. There is some evidence to suggest that he killed several more women over the years but we will never know the true figure.

 

Police later discovered that Christie had kept pubic hair from several of his victims as trophies. While he had four distinct clumps of hair, only one, belonging to his wife, matched the bodies of any of the victims that had been recovered. Even if two of the other clumps belonged to Ruth Fuerst and Muriel Eady—whose bodies had by then decomposed to little more than bones—that would still leave one potential victim unaccounted for. Therefore there are obviously victims of John Christie which will now never be identified.

The main motivation for Christie’s murders appears to have been trauma which happened to him throughout his life. Not only during the Second World War, but also during his puberty, where he earned the nickname “can’t-do-it-Christie”. He was teased about sex throughout most of his life as it was public knowledge that he was mostly impotent. The fact he could only have sex with prostitutes shows that he could really only have sex if he was fully in control of the other person. It seems that he formed a hatred and dread of being intimate with a woman. John Christie himself later stated that “all my life I’ve had this fear of appearing ridiculous as a lover.” Perhaps his sadistic murderous acts were his way of punishing those who bullied him for his sexual handicaps.

On July 15, 1953, John Christie was hanged at Pentonville Prison for the murder of his wife. His string of slayings left a lasting impact on England’s public consciousness and how the United Kingdom punished its murderers. Christie’s trial revealed that the execution of Timothy Evans was a miscarriage of justice. Along with several other cases, the Evans execution contributed to the eventual abolition of capital punishment for murder cases in the United Kingdom. Evans was posthumously pardoned in 1966. Therefore, after a life of evil and perversion, Christie’s lasting impact was one of wider compassion.

Fonti

www.stalbansreview.co.uk/nostalgia/crimelibrary/johnchristie/
en.wikipedia.org/wiki/John_Christie_(murderer)
www.radiotimes.com/news/2016-11-28/who-was-john-christie-the-real-story-of-the-rillington-place-serial-killer
www.the-line-up.com/john-christie-whispering-killer/

 

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