Salve amici, 
Ecco un nuovo video informativo settimanale. Oggi parleremo delle forme della Sclerosi Multipla, un argomento noto ma per il quale persistono alcuni dubbi. La sclerosi multipla è una malattia con un decorso cronico che ha diverse forme cliniche, con esordio ed evoluzione nel tempo diversi da persona a persona; per questa ragione diagnosticare la sclerosi multipla è molto complesso. Gli esperti hanno individuato cinque forme di SM, ciascuna con un proprio decorso clinico e caratteristiche specifiche.
A seconda del tipo di decorso si distinguono diverse forme cliniche:

  • sclerosi multipla recidivante-remittente
  • sclerosi multipla secondariamente progressiva
  • sclerosi multipla primariamente progressiva
  • sclerosi multipla recidivante progressiva

Sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR)

La sclerosi multipla recidivante-remittente è la forma più frequente di sclerosi multipla. La diagnosi di SMRR rappresenta circa l’85% di tutte le forme di sclerosi multipla1. Nei pazienti con SMRR la malattia si manifesta con episodi (ricadute o recidive) che alterano le funzioni neurologiche. Le ricadute sono seguite da recupero funzionale parziale o totale e da un periodo di relativa stabilità (remissione) fino all’episodio successivo. I periodi di remissione hanno durata variabile da persona a persona; in genere all’inizio sono molto lunghi.
La sclerosi multipla può però essere attiva anche in assenza di segni o sintomi specifici, anche per anni. Questo è il motivo per cui la diagnosi può essere tardiva.

Sclerosi multipla secondariamente progressiva (SMSP)

Questa forma è considerata uno stadio avanzato e colpisce circa il 75% dei soggetti1 con forma recidivante-remittente dopo un periodo di circa 10 anni (variabile da individuo a individuo). In questa forma le ricadute non sono seguite da remissione completa e la disabilità progredisce anche tra un attacco e l’altro.

Sclerosi multipla primariamente progressiva (SMPP)

La forma primariamente progressiva colpisce circa il 10% dei soggetti e presenta un andamento caratterizzato da un costante peggioramento delle funzioni neurologiche fin dall’esordio. I pazienti affetti da questa forma non mostrano fasi di remissione e di recidive; la malattia peggiora costantemente. Il livello di gravità di questa forma di sclerosi multipla varia, come sempre, da persona a persona.

Sclerosi multipla recidivante progressiva (SMRP)

La percentuale di pazienti affetti da questa forma di sclerosi multipla è molto bassa (5%). In questo caso, dopo la diagnosi della malattia si rileva un costante peggioramento dei sintomi che possono manifestarsi con episodi evidenti e gravi (con o senza remissioni).

rrms-and-ppms-stats

Non è possibile, però, al primo manifestarsi dei suoi sintomi o alla prima “recidiva”, classificare la malattia in una forma piuttosto che in un’altra.
E’ molto difficile, dopo una prima manifestazione clinica, capire come essa evolverà nel tempo. Il decorso clinico della sclerosi multipla varia da paziente a paziente e può altresì mutare nel corso della vita di uno stesso paziente.

Sarebbe bello se i pazienti SM potessero prevedere quando, e in che forma, la malattia si esprimerà alla prossima ricaduta. Purtroppo, non si è in grado di conoscere quale area del sistema nervoso centrale verrà colpita, con che intensità, o in quali tempi.

La prognosi dell’evoluzione della Sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR) verso una forma progressiva sembra però dipendere da fenomeni che avvengono durante i primi due anni di malattia. È la conclusione alla quale è giunto uno studio pubblicato recentemente online sulla rivista scientifica Brain.

Gli autori hanno analizzato il database di London, Ontario (Canada), che rappresenta una delle raccolte disponibili più complete di dati clinici sui pazienti con sclerosi multipla (SM). Le persone con SM inserite in questo database, infatti, sono state seguite per 28 anni (dal 1972 al 2000).

Per questo studio sono stati utilizzati i dati di 806 persone affette da SMRR. Questa forma esordisce con un episodio acuto, seguito da periodi senza sintomi, alternati a nuovi episodi acuti. Uno schema, questo, che si ripete per molti anni, anche decenni: la persona passa da fasi acute, nelle quali si presentano i sintomi, a fasi di remissione, con i sintomi che scompaiono (ma possono residuare conseguenze della fase di acuzie, in termini di disabilità). 

L’analisi ha dimostrato che le persone che avevano subito un maggior numero di ricadute durante il primo e il secondo anno dall’esordio della malattia avevano maggiori probabilità, in tempi più brevi, di sviluppare una SMSP e raggiungere stadi più gravi di disabilità. Il valore delle ricadute nel predire l’evoluzione, in questa ricerca, ha riguardato solo i primi due anni di malattia.
Vi invito dunque a visionare il video completo! A presto!

Redazione Fondazione Cesare Serono
http://www.sclerosimultipla-e.it/capire/forme-sm/

Fonte: The natural history of multiple sclerosis, a geographically based study 10: relapses and long-term disability; Brain. 2010 Jul;133(Pt 7):1914-29. Epub 2010 Jun 9.

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