Buongiorno cari lettori,
Molti di voi sanno quanto io ami la musica. La musica è, infatti, una costante della mia vita, una vera e propria necessità primaria, necessità di lasciarmi trasportare da qualcosa che mi faccia sentire bene, necessità di esplorare le emozioni umane attraverso la conoscenza della poesia che si nasconde dentro i suoni.
E dunque oggi ho deciso di parlarvi di musica e Sclerosi Multipla. Numerosi sono gli studi che suggeriscono come l’ascolto della musica possa apportare numerosi benefici al nostro organismo. Per esempio, la musica fa bene all’umore, contrastando importanti problemi quali depressione e ansia, può alleggerire le nostre faticose giornate, lenire lo stress o accompagnare i momenti di relax, ma fa bene anche e soprattutto al cervello e al cuore. Sono davvero tanti, dunque, i benefici che la musica può apportare al nostro benessere quotidiano, sia a livello fisico che mentale e, altresì, spirituale. Nelle antiche culture, infatti, la musica era un mezzo di elevazione spirituale e soprattutto di meditazione. In Oriente, ma anche in Occidente (e.g., i canti Gregoriani) la musica ha elevato gli spiriti dei nostri antenati per migliaia di anni. Il mito greco di Orfeo, cantore e musico per antonomasia che ricevette in dono dal dio Apollo una lira, sottolinea il carattere mistico della musica come mezzo per adorare gli dei. Anche Platone parla della musica nel regno delle vibrazioni celesti e degli archetipi divini, e molti altri grandi personaggi della storia hanno avuto familiarità con il linguaggio spirituale della musica come mezzo privilegiato di comunicazione con il divino: da pensatori e filosofi come Pitagora e Kierkegaard a musicisti come Mozart e tanti altri compositori classici, come Bach, Beethoven, Liszt e tanti altri che alla musica sacra hanno dedicato una parte centrale della loro produzione.

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È ben noto quanto tenere in allenamento il nostro corpo sia importante per il nostro benessere e la nostra salute, meno noto è che anche il cervello va considerato al pari di altri organi o muscoli e per questo motivo va tenuto in forma: la ricerca scientifica conferma che un ruolo chiave può essere giocato anche dalla stimolazione sonora.
Uno studio della Kaohsiung Medical University e pubblicato su BMC Complementary and Alternative Medicine mostra come la musica di Mozart possa ridurre le crisi epilettiche. La Medicina Tradizionale Cinese ritiene che la musica sia un vero e proprio strumento di guarigione. Un altro studio dell’Università del Missouri afferma che ascoltare musica migliora l’umore e promuove la felicità e poi ancora, una ricerca della McGill University di Montreal (Canada) si spinge oltre suggerendo che a livello cerebrale ascoltare musica è come fare sesso. E, per finire, ma l’elenco di studi potrebbe andare avanti, vorrei citare un altro studio della McGill University il quale mostra come ascoltare o comporre musica fa bene alla salute, sia mentale che fisica, stimolando enormemente il sistema immunitario, riducendo l’ansia e lo stress, prevenendo il declino cognitivo e la demenza senile.
Ma veniamo ora a capire come la musica possa costituire un’ulteriore alleato in grado di affrontare, in modi forse inaspettati, patologie anche importanti come la Sclerosi Multipla. Come abbiamo detto, una sempre crescente evidenza scientifica suggerisce che la musica può avere un certo numero di effetti importanti sul corpo, tra cui il potenziamento delle capacità intellettuali.

Il cervello è costituito da due metà (o emisferi) e vi è evidenza che entrambi gli emisferi hanno diverse specializzazioni funzionali. diversi compiti, tra cui l’elaborazione matematica o la risoluzione dei problemi, attivano differenti aree del cervello. Un tempo si pensava che la musica fosse puramente un’attività dell’emisfero destro del cervello. Tuttavia, le tecnologie di imaging di ricerca (come la risonanza magnetica funzionale e la tomografia ad emissione di positroni) hanno permesso agli scienziati di studiare il cervello in tempo reale, dimostrando il contrario! Ora sappiamo che l’ascolto di musica porta ad attività in entrambi i lati del cervello, comprese le aree responsabili per il linguaggio.

Se per esempio qualcuno di voi è anche in grado di suonare uno strumento, allora i vostri vantaggi sono ancora maggiori. La lettura e la riproduzione di musica coinvolge quasi ogni parte del cervello. Inoltre, la pratica regolare può effettivamente rendere il cervello più efficiente aumentando il volume del corpo calloso, ossia il ponte che collega i due lati del cervello. Questo aumento della connettività, può essere il motivo per cui in uno studio recente si è stabilito che i musicisti hanno un maggiore ‘funzionamento esecutivo’ rispetto alle persone che non suonano strumenti, ed altri studi hanno dimostrato che i musicisti sono anche in grado di elaborare e conservare meglio le informazioni, così come possono risolvere i problemi in modo più efficace e creativo. L’impegno regolare di entrambi i lati del cervello sembra anche migliorare la memoria, aumentare la capacità di creare, archiviare e recuperare i ricordi più velocemente e in modo più efficace rispetto a quelli che non suonano alcun strumento.

Se anche voi, come me, fate parte di chi ama solamente ascoltare la musica, non temete, perché l’ascolto della musica ha un effetto positivo sulla mente, in particolare quando si tratta di umore. La musica agisce come un antidolorifico naturale aumentando i livelli di dopamina nel cervello e la dopamina a sua volta abbassa la nostra percezione del dolore. Non è sorprendente, dunque, che la musicoterapia stia oggi guadagnando l’interesse da parte dei medici, in particolare nella gestione delle patologie neurologiche come la sclerosi multipla. Sta diventando sempre più chiaro che la musicoterapia detiene importanti benefici sociali ed emotivi per le persone con SM. La ricerca nei pazienti con morbo di Alzheimer o di Parkinson suggerisce che potrebbe anche aiutare a migliorare temporaneamente le prestazioni cognitive e le capacità motorie. E tutto senza effetti collaterali di sorta!

Il Prof. Giancarlo Comi, Direttore del Dipartimento Neurologico e dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) presso l’Istituto Scientifico San Raffaele, Università Vita e Salute di Milano, ha affermato: “Il cervello è l’essenza della nostra persona e della nostra vita e più la nostra vita è ricca di relazioni, emozioni, contatti e stimoli, meglio si mantiene il nostro cervello. Tra questi stimoli quello sonoro è sicuramente uno dei più importanti e la ricerca scientifica ce lo conferma, sia per un migliore invecchiamento cognitivo sia in presenza di patologie come quelle neurodegenerative, la Sclerosi Multipla in primis”.

Mai come in questi ultimi tempi, grazie alla comodità delle nuove tecnologie, la musica fa da sottofondo alla maggior parte delle nostre giornate. In auto, in treno, mentre si cammina o si mangia, la musica è sempre con noi. Si tratta di un’arte che dà piacere, che stimola i ricordi, che ci fa vivere emozioni e spesso ci aiuta nella concentrazione e forse non è un caso che l’apparato uditivo, responsabile della raccolta degli stimoli sonori esterni, sia così vicino al cervello.

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È su tutte queste basi che Novartis, con il patrocinio di SIN – Società Italiana di Neurologia e l’AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, ha ampliato la piattaforma Brainzone con una nuova sezione dedicata al tema Cervello e Musica. Il sito www.brainzone.it, dopo averci introdotto alla conoscenza del cervello e all’importanza del mantenimento delle sue funzionalità tramite l’allenamento costante, permette ora di scoprire come si può trarre benefici anche dall’ascolto della musica inteso come vero e proprio training atto a stimolare le nostre capacità cognitive.

Permettetemi di approfittare di questa occasione per parlarvi brevemente di questa iniziativa che una divoratrice di musica come me non poteva non trovare davvero unica ed incredibile.
La nuova sezione della piattaforma Brainzone “Cervello e Musica” contiene diverse aree di approfondimento. Oltre alle informazioni e alle evidenze sulla relazione musica-cervello-Sclerosi Multipla, gli esperti hanno individuato i cinque suggerimenti utili per tenere il cervello attivo e sano grazie alla musica. Proprio seguendo questi consigli sono state realizzate con Deezer, il portale per l’accesso illimitato e totalmente gratuito ad album e tracce di ogni genere specifiche playlist, disponibili sul sito, differenziate a seconda dei benefici che si vogliono ottenere. La piattaforma mette anche a disposizione di tutti un Braintraining Musicale, un set di esercizi sviluppato in collaborazione con Wired per mantenere attiva, attraverso la musica, la funzione cerebrale e mentale ad ogni età.

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Alcune delle playlists disponibili gratuitamente sul sito
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Una delle tante playlists disponibili

“La musica è una rivelazione, diceva Beethoven, e oggi tanto più, se nella nostra convivenza con la Sclerosi Multipla può essere quell’ulteriore alleato che ci aiuta ad affrontare, in modi forse inaspettati, le nostre sfide quotidiane, ha osservato Angela Martino, Presidente Nazionale AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla. “Proprio perché i tanti colori della musica fanno parte della vita di tutti, credo che sia un’ottima leva informare e sensibilizzare le persone sulle difficoltà provocate dalla Sclerosi Multipla, e su come alcune corrette abitudini possono rallentarne lo sviluppo, anche grazie alla musica”.

Alessandra Dorigo, Head Business Franchise Neuroscience di Novartis, ha affermato: “Rock Your brain!” continua a promuove l’importanza di tenere il cervello attivo e sano e lo fa a partire dalla musica, un elemento particolarmente caro ai giovani. Questo progetto si inserisce, insieme alla ricerca, nel nostro impegno a lavorare a fianco delle associazioni pazienti e delle società scientifiche per migliorare la qualità di vita delle persone affette da patologie legate al cervello”.

Personalmente sento di dovermi complimentare con Novartis per questa iniziativa che va oltre la farmacologia e  oltre la malattia. Indipendentemente dal genere musicale a cui scegliamo di appassionarci, è noto che gli stimoli sonori, passando dai timpani ai nostri tessuti nervosi, vanno dritti al cuore e riescono a permeare parti molto intime di noi toccando la nostra sensibilità nel profondo, incidendo sul nostro umore e sulla nostra creatività.
Ringrazio Francesca Liguori della Havas PR Milan per avermi fatto conoscere questa importante iniziativa.

www.brainzone.it

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