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Cari lettori,

negli ultimi giorni ne abbiamo sentito parlare più e più volte e dopo il boom dovuto alle apparizioni televisive sul famoso programma Le Iene, la dieta del Mima Digiuno è diventato un vero e proprio tormentone. Ed infatti nelle ultime settimane ho letto tantissimi commenti e post pubblicati da svariate pagine web che trattavano di diete miracolose, digiuni saltuari e quant’altro. Purtroppo il grande pubblico sottovaluta i danni che può causare  al nostro organismo un regime alimentare improvvisato senza sottoporsi ad adeguati controlli medici durante il trattamento e limitati soltanto al dimagrimento di qualche chilo in pochissimo tempo.

E dato che l’argomento è assai complesso e a me piace ricercare tra tante fonti e spiegarvi le cose nel modo più chiaro possibile, partiamo dal principio. Il padre di questa rivoluzione alimentare è il Professor Valter Longo, genovese di nascita e americano di adozione. Approda a soli 16 anni negli USA, dapprima a Chicago e poi nel Texas, con l’intenzione di studiare musica – soprattutto blues, be-bop e rock – ma di fronte all’opportunità di dirigere la banda dell’Università del Texas, decide di prediligere un’altra sua passione: la biochimica e lo studio dell’invecchiamento in particolare. Valter Longo non è un nutrizionista che ha come obiettivo quello di far dimagrire i propri clienti, è bensì un Professore di Biogerontologia e Direttore dell’Istituto sulla Longevità all’USC (University of Southern California) – Davis School of Gerontology di Los Angeles e direttore del programma di Oncologia e longevità dell’IFOM di Milano. 

Valter Longo

La Dieta del Mima Digiuno è il frutto di 25 anni di ricerca condotta dall’USC Longevity Institute e dall’IFOM di Milano, i quali hanno dimostrato che la dieta è capace di indurre un processo di “riparazione corporea” che avrebbe grossi benefici tra cui la riduzione dei sintomi della SM.

Il primo assioma del Dr. Longo rivede sostanzialmente il valore delle proteine. Lo scienziato ha dimostrato, con uno studio pubblicato su Cell Metabolism nel mese di Marzo 2014, che chi consuma oltre il 20% delle sue calorie sotto forma di proteine ha il 75% di rischio di mortalità in più (negli under 65, dopo la correlazione perde gradualmente rilevanza). Questo è dovuto al semplice fatto che le proteine sono il principale mediatore dell’ormone della crescita GH: vale a dire, più proteine si consumano, più ormone della crescita il corpo produce. Se questo meccanismo è utile nella fase di sviluppo di un adolescente, diventa pericolosa in fase adulta. Infatti, l’ormone della crescita è il predecessore dei fattori di crescita (IGF-1 e IGF-2), i quali fomentano la divisione cellulare aumentando la possibilità di sviluppare tumori, diabete e velocizzare i processi d’invecchiamento. Lo studio prende spunto da una scoperta fatta in Ecuador dallo scienziato Jaime Guevara. Il ricercatore era rimasto colpito dalla singolarità di una piccola comunità di nani (i Laron, dalla sindrome da cui sono affetti) nella località di Quito, che tendeva a non sviluppare né diabete né cancro. L’anomalia ha incuriosito anche il Dr. Longo, con cui è nata una collaborazione nel 2002. Le ricerche hanno svelato che i Laron soffrono di una deficienza del ricettore dell’ormone della crescita, che impedisce la sua conversione in IGF-1, il potente fattore di crescita fondamentale nella fase di sviluppo. La carenza indiretta di IGF-1 li rende nani, ma allo stesso tempo li protegge in modo straordinario da tutte le malattie più comuni del nostro tempo, nonostante adottino un’alimentazione non particolarmente salutare e vivano in un’area dell’Ecuador dove le neoplasie hanno un’incidenza elevata. Morale della favola: o avete una carenza del ricettore dell’ormone della crescita, o risolvete la questione a monte, facendo sì che il vostro corpo produca meno ormone della crescita.

Il secondo assioma tratta del digiuno. Longo e la sua équipe hanno dimostrato, per la prima volta nella storia in modo estremamente ampio e approfondito, ciò che accade al nostro corpo quando non si mangia. La più importante conseguenza, oggetto di un secondo studio tuttavia in corso, è il ringiovanimento degli organi: «Da alcune prime indicazioni l’organismo torna a non essere resistente all’insulina, principale causa del diabete. Come a 18 anni. E la cosa migliore è che i benefici durano per almeno tre mesi». Il digiuno sembra portare il nostro corpo in uno stadio di rigenerazione, in cui si attiva la produzione interna di cellule staminali. Ciò provocherebbe anche un formidabile reset del sistema immunitario («Circa un terzo viene distrutto, e viene ricostituito durante il refeeding, quando ricominci a mangiare»). Dopo tre cicli di dieta mima digiuno, in altrettanti mesi, il 50% del nostro sistema immunitario dovrebbe essere completamente nuovo.

Lo stesso Longo spiega che: «Durante la dieta che imita il digiuno si produce del cortisone e ciò dà inizio a una soppressione di cellule autoimmuni. Questo processo porta anche alla produzione di nuove cellule sia immunitarie che del sistema nervoso» ed ancora: «Di fronte alle evidenze rilevate ci siamo chiesti: se uccide molte cellule del sistema immunitario e attiva le cellule staminali, forse potrebbe uccidere quelle cattive per generarne di buone. Così abbiamo avviato questo studio».

Somministrando tre cicli di dieta mima digiuno ad un gruppo di topi affetti da malattia autoimmune si è constatato la riduzione della patologia in tutti i topi ed addirittuta portato al recupero totale nel 20% degli animali evidenziando miglioramenti nei linfociti ‘cellule T’, responsabili dell’autoimmunità.

Longo spiega ancora che: «Da un lato, questa dieta che imita il digiuno uccide le cellule nocive del sistema immunitario poi, una volta che i topi ritornano alla dieta normale, si generano le cellule buone del sistema immunitario ma anche le cellule che producono mielina, consentendo a una percentuale di topi di raggiungere lo stato di indenne da malattia».

La dieta mima digiuno è una dieta ipocalorica?

Ho trovato un interessante articolo che ci permette di comprendere la differenza tra la dieta mima digiuno e una dieta ipocalorica (il link è a fondo pagina). La dieta mima digiuno è una dieta fortemente ipocalorica che viene mantenuta per 5 giorni, ma in genere quando parliamo di diete ipocaloriche, ci riferiamo a diete in cui viene ridotto drasticamente il consumo di grassi e carboidrati, in favore delle proteine: è la classica dieta che prescrivono i personal trainer. Lo scopo della dieta mima digiuno invece è quello di mandare volutamente l’organismo in carenza di glucosio e proteine.

Senza glucosio a sufficienza, il corpo è costretto a generare risorse energetiche alternative: sono i corpi chetonici prodotti a partire dalle nostre riserve di grasso. A questo si somma anche un deficit proteico: in questo modo il corpo alloca le poca risorse proteiche disponibili in modo molto più efficiente, tutelando i tessuti nuovi e in buona salute e lasciando morire le cellule vecchie, per poi riutilizzarle. Come per il digiuno, la privazione selettiva di questi nutrienti attiverà una massiccia produzione di cellule staminali. Proprio grazie alle staminali, tutte le cellule distrutte verranno sostituite con cellule nuove una volta che si tornerà a mangiare regolarmente: è ciò che dà come risultato finale una vera e propria rigenerazione cellulare. Inoltre, sembra che la massa muscolare non venga minimamente intaccata e anzi possa migliorare in virtù di questa sintesi proteica molto più efficiente: smentita una falsa credenza dei culturisti.

Come si fa la dieta mima digiuno?

Le verdure sono il cuore della dieta mima digiuno.La dieta è una dieta a base 100% vegetale, quindi con zero prodotti di origine animale. Il cuore della dieta mima digiuno sono le verdure cotte o crude condite con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva. A questo si aggiunge poca frutta secca (20 grammi o meno di noci) o qualche oliva. Tra le verdure potete scegliere tra spinaci, broccoli, porri, cipolle, carote, verza, fagiolini, sedano, cavolo cappuccio, zucchine, pomodori etc. Sono assolutamente da evitare le patate per l’alto contenuto di amidi e l’alto indice glicemico, stesso discorso per i legumi e la soia, che vanno evitati per l’alto contenuto di proteine. Gli zuccheri semplici sono totalmente assenti. I carboidrati ci sono, ma scordatevi l’abuso di cereali e frutta, provengono principalmente dalla verdura. È invece relativamente alto il contenuto di grassi, ma attenzione, solo quelli buoni: come detto, olio d’oliva extra vergine, olive, noci o altra frutta secca. Le proteine sono inevitabilmente bassissime e questo è uno dei punti fondamentali della dieta mima digiuno.

Insomma, il consiglio di Longo è quello di avvicinarsi il più possibile a una dieta vegana, senza rinunciare totalmente ai prodotti di origine animale (il pesce è la migliore tra le opzioni) e senza eccedere col consumo di cereali. Per esempio, Longo consiglia di sostituire il nostro super piatto di pasta da 150 gr con 50gr di cereali e 300 gr di legumi cotti.

Questa indicazione sui cereali è in linea con gli ultimi studi, che hanno preso di mira anche il China Study, evidenziando come gran parte della popolazione cinese, la cui dieta è basata sul riso, si trovi in uno stato pre-diabetico: la vita sedentaria unita al consumo elevato di cereali, specialmente se raffinati, favoriscono il diabete. Anche il collega di ricerca del Dott. Longo, il ricercatore Luigi Fontana, afferma che per rallentare l’invecchiamento non c’è bisogno di ridurre in modo radicale la quantità complessiva di calorie. La diminuzione delle proteine, il digiuno ciclico e l’assunzione di cibo concentrato nelle prime ore della giornata, associato a un miglioramento qualitativo della dieta hanno effetti sovrapponibili alla restrizione calorica.

Lo schema calorico della Dieta mima digiuno

La dieta mima digiuno dura 5 giorni. Lo schema calorico prevede che il primo giorno si assumano circa 1000 kilocalorie, divise tra 34% di carboidrati, 56% di grassi e 10% di proteine. Nei 4 giorni successivi si scende a 750 kilocalorie, divise tra 47% di carboidrati, 44% di grassi e 9% di proteine. Un esempio super semplificato del regime da mantenere nei 4 giorni a 750 kilocalorie potrebbe essere: 400 gr di zucchine, 300 gr di cappuccio rosso, 300 gr di carota, 250 gr di cipolla, 20gr di olio extra vergine d’oliva e 20 gr di noci.

Il kit ProLon

Uno degli aspetti più curiosi del servizio televivo de Le Iene è la presentazione di un kit denominato ProLon venduto dalla  società L-Nutra,  che in Italia non è ancora in commercio. L’alternativa è comprarlo sul sito della società americana al prezzo di 150 dollari, attraverso una procedura alquanto complessa visto che il sito chiede i riferimenti del medico curante (nome e numero di telefono) e altri dati.

screen-shot-2016-10-19-at-07-58-58Il kit è composto da cinque pacchetti di alimenti da mangiare in cinque giorni. Le confezioni contengono un paio di bustine di tè, due confezioni di olive, frutta secca, minestroni liofilizzati con quinoa e crackers. Le calorie, si legge sul sito USA, variano dalle 750 alle 1100 in base al giorno. Non si riesce a capire se il kit possa essere personalizzato in base al peso e agli esami del sangue da fare prima di intraprendere il percorso della dieta mima-digiuno. Nella puntata delle Iene infatti, l’inviata Nadia Toffa sperimenta in vivo la dieta,  dopo aver avuto gli esiti degli esami del sangue e di altri parametri. Nel servizio viene ripetuto che la dieta non deve essere fatta senza il  supporto di un medico. Inoltre non è adatta ai minori di 18 anni, ai diabetici, alle persone anoressiche, etc.

Nel servizio televisivo Valter Longo afferma che Nadia Toffa, giornalista e autrice, ha perso 2 kg di grasso viscerale in 5 giorni. Secondo Enzo Spisni, nutrizionista docente di Fisiologia della nutrizione all’Università di Bologna, come riporta il sito ilfattoalimentare.it, non può trattarsi di 2 kg di grasso, ma certamente in gran parte di perdita di acqua, come avviene nei primi giorni per le diete ipocaloriche. Il meccanismo per perdere quei kg è del tutto simile a qualsiasi altro sistema chetogenico (il più famoso è quello delle diete iperproteiche, come Dukan). Seguendo questa dieta il corpo non ha zuccheri da bruciare e quindi brucia i grassi per soddisfare il fabbisogno energetico.

Ma cosa succede quando dopo cinque giorni di quasi digiuno, si riprende a mangiare normalmente? E soprattutto come e cosa si dovrebbe mangiare? Una persona obesa o incline a un’alimentazione scorretta quali benefici ottiene da questa dieta, se poi riprende a consumare cibi poco sani e troppe calorie? «Queste scorciatoie di pochi giorni – commenta Spisni – mi lasciano perplesso. Si dimentica il concetto di educazione alimentare.  È importante ricordare che imparare a mangiare bene non è solo una scelta individuale, poiché influenza ciò che mettiamo nel carrello e quindi anche le politiche aziendali, basti pensare a quanto accaduto con l’olio di palma!».

Sclerosi Multipla e dieta Mima digiuno: cosa ne pensa l’AISM?

Ieri (18 Ottobre) ho letto un articolo dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) sul caso della dieta Mima digiuno. A Luca Battistini, ricercatore dell’Unità di Neuroimmunologia della Fondazione Santa Lucia di Roma e membro del Comitato scientifico FISM, che da diversi anni studia il rapporto tra flora batterica e sclerosi multipla, è stato chiesto di analizzare l’efficacia della dieta nel decorso della SM.

Niente di nuovo o eclatante; riassumendo, secondo il ricercatore alcune categorie alimentari avrebbero un rapporto con la sclerosi multipla, e l’alimentazione può avere un impatto su alcuni dei sintomi più frequenti della patologia. Ad oggi non ci sono prove scientifiche che la sola alimentazione possa avere un impatto sulla patologia. Vi sono numerosi studi in corso, i cui risultati sono incoraggianti ma preliminari, e andrebbero confermati in ricerche più ampie. Sarebbe dunque opportuno aspettare i risultati di ulteriori studi che confermino l’efficacia della dieta nel controllare la sclerosi multipla.

Egli afferma:

“Negli ultimi anni è emerso in maniera sempre più chiara che il metabolismo ha un impatto significativo anche sul sistema immunitario. La dieta, naturalmente, influenza il metabolismo delle cellule dell’organismo, tra le quali ci sono anche le cellule del sistema immunitario, il cui compito è quello di proteggerci dalle infezioni. Nei paesi del terzo mondo, in cui l’estrema povertà ha di fatto mantenuto le condizioni primitive in cui si è evoluto l’uomo, inclusa una dieta con cibi poveri di grassi e proteine animali, le cellule del sistema immunitario sono impegnate a combattere le infezioni. Inoltre, i microbi che colonizzano l’intestino, e con i quali stabiliamo un rapporto di mutua collaborazione, sono di ceppi diversi rispetto a quelli presenti nelle popolazioni occidentali che hanno stili di vita opposti e che sono esposti ad antibiotici e a diete ricche di grassi e proteine animali. La combinazione di diete iperenergetiche, antibiotici, elevati standard igienici, e di altri fattori legati all’ambiente dei paesi nord-occidentali (inquinamento, virus, bassa esposizione al sole), ha portato a un aumento vertiginoso della frequenza delle malattie autoimmuni, dovute all’impropria attivazione delle cellule del sistema immunitario che attaccano i tessuti dell’organismo. Nei paesi più arretrati, invece, le malattie autoimmuni sono quasi sconosciute. […]
Circa dieci anni fa il Professor Giuseppe Matarese, un immunologo impegnato nella battaglia contro la sclerosi multipla, ha dimostrato che nei modelli animali in cui è stata indotta la sclerosi multipla “sperimentale” il digiuno (o la dieta ipocalorica) ritarda l’insorgenza dei sintomi e migliora l’andamento della malattia. Dunque, la dieta modula l’attività delle cellule del sistema immunitario.[…]
Il digiuno, con la conseguente riduzione di sostanze nutritive per tutte le cellule dell’organismo, induce un meccanismo di protezione (sopravvivenza cellulare) per cui le diverse componenti della cellula vengono riciclate per produrne di nuove. È il processo dell’autofagia, e il Prof. Yoshinori Ohsumi che per primo ne ha studiato i meccanismi è stato premiato con il premio Nobel per la Medicina, qualche giorno fa.
I risultati (del primo studio del dott. Longo, ndr) sono incoraggianti, per quanto molto preliminari, e si auspica che vengano confermati in studi più approfonditi, che coinvolgano un numero elevato di pazienti, e che misurino anche parametri oggettivi come la presenza o meno di lesioni evidenziate alla risonanza magnetica e i dati clinici. Anche la composizione della flora batterica intestinale, immediatamente interessata da modificazioni nella dieta, dovrà essere presa in considerazione, e lo studio dell’effetto di diversi regimi dietetici sulla flora batterica, sulle risposte immunitarie, e sull’andamento clinico della sclerosi multipla rappresenta il primo passo verso la definizione di una nuova terapia.”

E all’estero cosa ne pensano?

Come sapete io vivo in Inghilterra, e qui a partire da Settembre le diete mima digiuno hanno occupato i titoli di quasi tutti i giornali, e non si è discusso solo il metodo del Prof. Valter Longo, ma anche altre diete che trattano un periodo di digiuno fino a sette giorni con riduzione dell’apporto calorico giornaliero fino al 90%.

Infatti, ci sono molte varianti nelle sempre più popolari FMDs (Fasting-mimicking diets – diete mima digiuno), che possono differire sia nel numero di giorni di digiuno sia nel numero di cicli. Nel Regno Unito i ricercatori hanno testato tre tipi differenti di FMD sui topi, in cui l’assunzione di cibo è stata limitata per tre giorni su ogni sette. Hanno poi condotto uno studio pilota che ha coinvolto un certo numero di persone con SM, in cui il paziente veniva fatto digiunare un solo giorno su ogni sette giorni.
I risultati hanno suggerito che i topi sottoposti a tale dieta avevano aumentato i livelli di un ormone chiamato corticosterone, che è coinvolto nella risposta allo stress nei topi. La dieta, inoltre, ha determinato una riduzione del numero di cellule immunitarie che attaccavano la mielina, ed ha anche contribuito a promuovere la riparazione della guaina mielinica.

In uno studio pilota con 60 partecipanti condotto da Markus Bock al Charité University Hospital di Berlino i ricercatori hanno dimostrato in primo luogo la sicurezza della terapia e la reale efficacia sulle persone affette da SMRR. Alcuni pazienti sono stati sottoposti alla dieta del Mima Digiuno per un ciclo di 7 giorni e una dieta Mediterranea per 6 mesi e poi confrontati con un altro gruppo di pazienti che continuavano a mangiare seguendo la loro normale dieta. La ricerca ha dimostrato che i pazienti sottoposti alla dieta hanno riportato miglioramenti della qualità della vita e della condizioni psico-fisica. I ricercatori, infatti, hanno riferito che le persone che hanno seguito la FMD hanno registrato un lieve miglioramento del valore della Disability Status Scale (EDSS) beneficiando di un evidente miglioramento della qualità della vita rispetto a quelli che hanno seguito la loro normale dieta. Inoltre, per ulteriori sei mesi 12 partecipanti hanno seguito una dieta controllata e altri 18 hanno seguito ua dieta chetogenica e cioè una dieta iperproteica con un alto apporto di proteine che si basa principalmente sul meccanismo della chetosi o acetonemia (alterato metabolismo del glucosio che porta a una prolungata ipoglicemia e ad un accumulo di corpi chetonici nel sangue).
Va detto che lo studio ha coinvolto relativamente poche persone ed è durato solo sei mesi, per cui è difficile trarre conclusioni circa la sicurezza a lungo termine e l’efficacia di questo tipo di dieta per le persone con SM.
Inoltre non è facile valutare se gli effetti osservati erano dovuti al singolo giorno di digiuno o se è stata la dieta mediterranea a determinare i vantaggi rispetto alla dieta normale del gruppo di controllo.

Ad ogni modo, in Europa come ormai nel resto del mondo, la dieta alimentare sta attirando un grande interesse e numerosi centri di ricerca importanti se ne stanno occupando in modi differenti. Alcune persone con SM affermano che a seguito di una dieta specifica notano una riduzione evidente dei sintomi. Altre persone, invece, che si sottopongono a digiuni autogestiti o fai-da-te, riferiscono di non notare differenze.

In ultima analisi, lascio ai medici la responsabilità di valutare ed applicare un regime dietetico di qualsiasi natura.
Dal canto mio, credo che la dieta e la nutrizione siano questioni importanti di scelta strettamente personale ed è bene rivolgersi a persone esperte che conoscono a fondo la nostra salute generale.

E voi cosa ne pensate?

Per maggiori informazioni:

http://www.ifom.eu/it/ricerca-cancro/ricercatori/valter-longo.php
http://www.magup.it/dieta-mima-digiuno-dr-longo-un-esempio-uno-schema-chiaro-farla/
http://www.lastampa.it/2016/06/01/scienza/benessere/sclerosi-multipla-sintomi-ridotti-con-la-dieta-mima-digiuno-XNQxBDkz9CShxt1JdqQNsL/pagina.html
http://www.ilfattoalimentare.it/dieta-mima-digiuno-longo-valter-le-iene.html
http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2016/10/12/DIETA-MIMA-DIGIUNO-Il-kit-non-e-in-vendita-in-Italia-dubbi-dei-nutrizionisti-sul-regime-alimentare-Oggi-12-ottobre-2016-/727882/
http://www.aism.it/index.aspx?codpage=2016_10_ricerca_dieta_digiuno_sclerosi
http://www.mssociety.org.uk/ms-research/research-blog/2016/06/fasting-mimicking-diets-what%e2%80%99s-evidence
http://www.techtimes.com/articles/161442/20160528/diet-that-mimics-fasting-shown-to-reduce-symptoms-of-multiple-sclerosis.htm
http://www.medicalnewstoday.com/articles/310597.php
http://www.cell.com/cell-reports/abstract/S2211-1247(16)30576-9
http://www.naturalblaze.com/2016/05/fasting-like-diet-has-profound-effect-on-autoimmune-and-inflammatory-conditions-like-ms.html
http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/esempio-dieta-chetogenica.html

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