Elizabeth Stuart fu una principessa inglese la cui vita è stata segnata da tragedie, fragilità ed orrore. Era la figlia del re Carlo I e durante il suo breve periodo di tempo su questa terra, visse la guerra civile inglese, l’assassinio del padre e la prigionia – rinchiusa per la sua stessa protezione.

Nonostante lo sconvolgimento della sua vita a causa della guerra, pare che Elizabeth abbia beneficiato della cura attenta di mentori famosi tra cui Bathsua Malkin, una studiosa inglese rinomata, colta proto-femminista, indicata come ‘signora più dotta d’Inghilterra’

batshua_makinMalkin contribuì enormemente allo sviluppo dell’emergente critica della posizione della donna nella sfera domestica e pubblica nel 17° secolo in Inghilterra. Abile in greco, latino, ebraico, tedesco, spagnolo, francese e italiano, essa sostennne fortemente il pari diritto delle donne e delle ragazze di ottenere una formazione in un ambiente o cultura che vedeva la donna come l’elemento della società più debole, subordinato all’uomo e pertanto impossibile da istruire.
Sotto la guida di Bathsua Malkin, Elizabeth sviluppò un forte interesse per la teologia, imparò a leggere e scrivere in francese, italiano, latino, greco antico ed ebraico emulando la precocità della sua omonima, Elizabeth Tudor.

Tuttavia, la giovane principessa era di gran lunga una donna fragile e spesso era malato di ciò che ora sappiamo fosse una grave forma di rachitismo. Si ruppe anche una gamba ad un certo punto, fatto che sarebbe stato straordinariamente raro per una donna nobile di quel tempo. Nonostante la sua malattia, essa era nota per la sua natura dolce, tanto da essere stata soprannominata ‘Temperanza’ dai suoi polemici fratelli, i quali di lei apprezzavano quella sua visione della vita placida e pacata. Anche attraverso le difficoltà e il grande dolore fisico, infatti, Elizabeth rimase una donna dolce e calma.

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Purtroppo, esistono pochissimi ritratti di Elizabeth e, anche se l’ambasciatore francese descrisse fedelmente che la principessa per metà francese era una “giovane dalla bellezza ancora in fiore”, dai ritratti a noi pervenuti lei non appare così bella, almeno non quanto le sue due sorelle; Maria e Henrietta. Questo, insieme ai problemi fisici causati dal rachitismo, probabilmente ha fatto in modo che la principessa fosse ancora più desiderosa di darsi totalmente ai suoi studi.

Tuttavia, dal 1648 era ormai chiaro che il padre stava perdendo la sua guerra contro la rivolta dei ribelli che avevano combattuto aspramente in favore della creazione di uno stato parlamentare senza monarchia. La sua famiglia per lo più andò in esilio all’estero – solo lei e suo fratello minore rimasero a Londra, al momento della cattura del padre, il re Carlo I. A Elizabeth e suo fratello Enrico, Duca di Gloucester fu concesso di vedere il monarca per l’ultima volta prima della sua esecuzione che sarebbe avvenuta il giorno successivo. Elizabeth scrisse di quell’incontro col padre in modo tale che non lo avrebbe mai dimenticato.

Egli [Carlo I] ha detto, ‘Tesoro, ora taglieranno la testa di tuo padre’ e guardando molto intensamente Gloucester [Enrico], ha detto ancora, “State attento, bambino mio, a quello che dico: che mi taglieranno la testa e magari faranno te re. Ma tieni a mente quello che dico. Tu non devi essere un re fintanto che i tuoi fratelli Charles e James vivono; perché loro taglieranno la testa anche dei tuoi fratelli appena li possono prendere, e taglieranno la tua testa all’ultimo, e perciò ti avviso: non farti dichiarare re da loro. ‘

Al che mio fratello sospirò profondamente, e rispose: ‘Sarò fatto a pezzi prima’

Il re Carlo I quindi raccomandò al povero Duca di Gloucester di non essere mai eletto re, perchè il popolo avrebbe sicuramente condannato a morte anche il piccolo un giorno! Il mattino seguente, il re Carlo I fu legato ad un ceppo e divenne l’unico re inglese della storia a cadere vittima di una rivolta di successo perpetrata da coloro che si opposero alla monarchia.

Elizabeth ebbe il cuore spezzato e fu talmente traumatizzata dalla perdita del padre che si ammalò gravemente. Fu stabilito che lei e suo fratello sarebbero stati spostati al Castello di Carisbrooke nell’Isola di Wight, per essere tenuti come ostaggi.
Elizabeth era terribilmente malata a questo punto che pregò di non essere spostata, in quanto era sicura che non sarebbe sopravvissuta a quell’ulteriore sconvolgimento. Tuttavia le sue proteste furono ignorate e l’8 settembre del 1650, neppure un mese dopo il suo arrivo al castello di Carisbrooke, ella infatti morì a causa di un freddo pungente che rapidamente produsse una conclamata polmonite acuta. Elizabeth fu trovata morta nella sua camera da letto, con la testa che giaceva sulla Bibbia che il padre le aveva donato il giorno prima della sua esecuzione.
Aveva solo quattordici anni.

Il fratello di Elizabeth, Enrico Duca di Gloucester, riuscì a sopravvivere e alla fine si riunì alla madre con la quale visse, in Olanda. Non è chiaro come le ossessionanti ultime parole del padre influenzarono la sua vita negli anni, ma di certo egli non divenne mai un re d’Inghilterra.

I resti dell’adolescente Principessa Elizabeth furono sepolti nella chiesa di St Thomas a Newport e dato  che tutti i parenti della famiglia reale erano morti, la sua fu una tomba piuttosto modesta, almeno lo rimase per ben due secoli. La famosa regina Vittoria, infatti, fece della Osborne House nell’Isola di Wight, una delle sue residenze preferite nel corso del 1800, e si scoprì notevolmente colpita dalla tragica storia della principessa perduta. Ordinò dunque che la sua tomba fosse aperta e che alcune ciocche dei capelli biondo dorato di Elizabeth fossero rimosse. La regina Vittoria poi ordinò che queste ciocche fossero riposte in una teca di vetro e che venissero esposte.

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Vittoria inoltre commissionò il suo scultore preferito, Carlo Marochetti, affinché creasse un nuovo monumento commemorativo per la principessa Elizabeth. Quest’ultimo la raffigurò come un’eroina romantica, con la testa leggermente adagiata su un libro aperto, proprio come venne trovata dopo la morte. Sopra la delicata figura spettrale della principessa defunta, vi sono intagliate delle sbarre rotte che rendono chiaro che, nonostante essa fosse una prigioniera, al momento della morte, il suo spirito tornò libero.


“In memoria della principessa Elizabeth, figlia di re Carlo I, deceduta nel Castello di Carisbrooke l’8 settembre 1630, sepolta sotto il presbiterio di questa chiesa; questo monumento è eretto come un segno di rispetto per le sue virtù e per commiserare le sue sventure, Regina Victoria, 1856.”
lapide sulla tomba della principessa Elisabetta, Isola di Wight, Regno Unito.

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Elizabeth Stuart was an English princess whose life was marked with tragedy, frailty and horror. She was the daughter of King Charles I and during her short time on this earth, she lived through the English civil war, the murder of her father and was held as a prisoner – captive for her own protection.

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Despite the upheaval of her life due to the war, Elizabeth seems to have thrived under the care of noted tutors as Bathsua Malkin, a well known female scholar who was known as ‘England’s most learned lady’. She was an outspoken believer in equal rights for the sexes. Elizabeth developed a keen interest for theology and she learned to read and write in French, Italian, Latin, Ancient Greek and Hebrew – emulating the precociousness of her namesake, Elizabeth Tudor.

However, the young princess was far a frail young woman and was frequently ill with what we now know was a severe case of rickets. She even broke her leg at one point which would have been extraordinarily uncommon for a noble woman at the time. Despite her sickness she was known for her sweet nature, even being nicknamed ‘Temperance’ by her argumentative siblings, who appreciated her calm outlook on life. Even through hardship and great physical pain she remained level headed.

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Sadly, very few portraits of Elizabeth exist and although the French ambassador loyally described this half French princess as ‘a budding young beauty’, it seems from the surviving portraits that she was not quite so pretty as her  sisters; Mary and Henrietta. This, coupled with the physical issues caused by rickets, probably made the princess even more keen to throw herself into her studies.

However, by 1648 it was clear that her father was losing his war against the rebel uprising who fought in favour of creating a parliament state with no monarchy. Her family mostly went into exile abroad – it was only herself and her brother who were present in London at the time of her father the King’s capture. Elizabeth and her younger brother Henry Duke of Gloucester were permitted to see her father one last time before his execution the very next day. Elizabeth wrote down the encounter so that she would never forget it;

He [Charles] said, ‘Sweetheart, now they will cut off thy father’s head.’ And Gloucester looking very intently upon him, he said again, “Heed, my child, what I say: they will cut off my head and perhaps make thee a king. But mark what I say. Thou must not be a king as long as thy brothers Charles and James do live; for they will cut off your brothers’ heads when they can catch them, and cut off thy head too at the last, and therefore I charge you, do not be made a king by them.’

At which my brother sighed deeply, and made answer: ‘I will be torn in pieces first!’ 

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Charles therefore warned the poor little Duke of Gloucester against ever being made a king for they would surely execute the little one too one day! The next morning, King Charles I was taken to the chopping block and became the only English king to fall victim to a successful uprising of those opposing monarchy.

Elizabeth was heartbroken and traumatised by the loss of her father and she became dangerously ill. It was ruled that she and her brother should be moved to Carisbrooke Castle on the Isle of Wight, there to be kept as hostages. Elizabeth was awfully sick at this point and she begged not to be moved as she was sure that she wouldn’t survive the upheaval. However her protests were ignored and on the 8th of September 1650, less than a month after arriving at Carisbrooke Castle, she died from a cold that rapidly developed into full blown pneumonia. Elizabeth was found dead in her bedroom, her head was lying on the Bible that her father had given her on the day before his execution. She was only fourteen years old.

Elizabeth’s brother; Henry Duke of Gloucester did outlive her and he was eventually reunited to live with his mother in Holland. It is unclear how his father’s haunting last words affected his later life but he did never go on to be King of England.

The teenage Princess’ remains were buried in the church of St Thomas in Newport and because of the removal of any close royal relatives, it remained a humble marked grave for two centuries. Queen Victoria later made Osborne House on the Isle of Wight one of her most favoured residences during the 1800s and found that she sympathised greatly with the lost princess. She ordered her grave to be opened up and for locks of Elizabeth’s golden blonde hair to be removed. Queen Victoria then kept these locks in a glass trinket case to display.

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Victoria then commissioned her favourite sculptor, Carlo Marochetti,  to create a new monument for Princess Elizabeth and he depicted her as a romantic heroine. Her head is shown softly laid against a book, just as she had been found after death. Above the delicate ghostly figure of the dead princess, there are carved broken bars which make it clear that although she was a prisoner at the time of her death, her spirit was now set free.

To the memory of The Princess Elizabeth, daughter of King Charles I, who died at Carisbrooke Castle on September 8, 1630, and is interred beneath the chancel of this church, this monument is erected as a token of respect for her virtues and of sympathy for her misfortunes, by Victoria R., 1856.‘ — Plaque on the tomb of Princess Elizabeth, Isle of Wight, UK.

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Fonti:

http://www.historyofroyalwomen.com/elizabeth-stuart/elizabeth-stuart-1635-1650/
madameguillotine.org.uk/2011/05/31/elizabeth-stuart-the-lost-princess/
en.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Stuart_(daughter_of_Charles_I)

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