Cari lettori,
Sappiamo che l’esercizio fisico ha ampiamente dimostrato di aumentare la forza muscolare e la capacità aerobica migliorando il generale senso di benessere dell’individuo. Inoltre, vi sono numerose evidenze che l’esercizio fisico può aiutare effettivamente a rallentare la progressione della sclerosi multipla, anche se i dati sono contrastanti. Per esempio, è noto che l’attività fisica può aumentare i livelli di energia nel paziente, migliorandone l’equilibrio, diminuendo l’atrofia muscolare, contribuendo nella gestione della spasticità, e pertanto permettendo ai pazienti di svolgere meglio tutte le attività quotidiane. Recenti studi hanno anche dimostrato che l’esercizio fisico può prevenire il declino cognitivo e diminuire la depressione in pazienti con SM, elevando il senso generale di benessere.
Eppure, in un ampio studio prospettico con misure validate di attività fisica, i ricercatori non hanno trovato alcuna prova che l’esercizio fisica possa ridurre in alcun modo il rischio di sviluppare la sclerosi multipla nelle donne. Pertanto, anche se l’attività fisica è nota per avere numerosi benefici per la salute, sembra improbabile che possa proteggere una persona contro la probabilità di sviluppare la SM; così conclude un nuovo studio pubblicato qualche giorno fa, precisamente il 3 ottobre, che vorrei condividere con voi.“Ognuno di noi dovrebbe esercitarsi. Se si ha una diagnosi SM è ancora più importante che si faccia esercizio fisico”, aveva affermato la Dottoressa Susan Bennett, professoressa presso i dipartimenti di Scienza Riabilitativa e Neurologia dell’Università di Buffalo (UB), e associata presso il Dipartimento di Neurochirurgia alla UB, durante il 2016 Annual Meeting of the Consortium of Multiple Sclerosis Centers (CMSC)  svoltosi lo scorso Giugno (1-4) .

Tuttavia, questo recente studio, pubblicato sulla rivista Neurology, ed intitolato “Physical activity and the incidence of multiple sclerosis.”(L’attività fisica e l’incidenza di sclerosi multipla), stabilisce che l’attività fisica non elimina il rischio della malattia nelle donne.

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“Volevamo scoprire se l’esercizio riusciva ad abbassare il rischio di sviluppare la SM nelle donne,” ha dichiarato Kassandra Munger, ScD, insieme alla Harvard T.H. Chan School of Public Health a Boston, in un recente comunicato stampa. “Il nostro studio non ha fornito prove a sostegno di ciò.”

La ricerca clinica ha riferito che, tra i pazienti con sclerosi multipla con disabilità lieve o moderata, l’esercizio migliora la forza muscolare e la capacità aerobica, così come diminuisce problemi di mobilità e il senso di affaticamento. Altri studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico o l’attività fisica potrebbe anche rallentare la progressione della malattia, anche se, come ho scritto precedentemente, le prove al momento risultano essere incoerenti. L’esercizio potrebbe potenzialmente modificare l’attività della malattia tramite diversi meccanismi, tra cui la modulazione dei fattori immunitari e degli ormoni dello stress, e mediando l’espressione dei fattori di crescita neuronali.
Tuttavia, gli studi precedenti non hanno usato dettagliati questionari per valutare i livelli di attività fisica. C’è anche una variabile di confusione che rende alcuni dei risultati di difficile interpretazione. Due dei primi sintomi della SM, infatti, sono proprio debolezza e affaticamento.

E’ la mancanza di esercizio fisico a promuovere l’insorgenza della sclerosi multipla, o è la mancanza di esercizio fisico un segno di insorgenza della sclerosi multipla?

Per esaminare l’associazione tra l’incidenza della SM e l’attività fisica nella prima infanzia e l’età adulta, i ricercatori hanno raccolto dati da più di 193.000 donne che hanno partecipato al Nurses’ Health Study (NHS, per un totale di 81,723 donne nel periodo compreso tra 1986 e 2004) e al Nurses’ Health Study II (NHS II; 111,804 donne, nel periodo 1989-2009). Queste donne sono state seguite per un massimo di 20 anni. A ciascuna è stato chiesto di completare un questionario sui livelli di esercizio fisico, e precedenti livelli di esercizio in adolescenza e l’infanzia.

Nel corso di questi anni, 341 donne nei gruppi di studio hanno sviluppato sclerosi multipla.

Utilizzando le informazioni fornite, il team di ricerca ha calcolato il totale delle ore metaboliche di attività fisica equivalenti svolte a settimana da ciascun individuo, e quali tipi di esercizio sono stati eseguiti. L’analisi è stata regolata per etnia, età, luogo di residenza all’età di 15 anni, indice di massa corporea (BMI) all’età di 18 anni, distinguendo tra fumatori e non fumatori e tra chi assumeva i supplementi di vitamina D.

I risultati hanno mostrato che nel NHS e NHS II, le maggiori attività faticose in età 18-22 erano debolmente associate ad un’inferiore incidenza della malattia. Tuttavia, nello studio NHS II, il totale delle attività svolte nella fascia d’età compresa tra i 12 i 22 anni non ha riportato alcuna associazione con la SM; ciò ha portato i ricercatori a concludere che l’evidenza non supporta che l’esercizio fisico sia legato ad un minor rischio di insorgenza di SM.

“In generale, non vi era alcuna associazione coerente tra esercizio fisico a qualsiasi età e sclerosi multipla”, ha riferito Munger. “L’esercizio fisico ha dimostrato di essere utile per le persone con la malattia, ma sembra improbabile che l’esercizio fisico possa proteggere contro il rischio di sviluppare la SM.”

Quando Medical News Today ha chiesto a Munger se i risultati avevano in qualche modo sorpreso il team di ricerca, ha risposto:

“Dati i benefici dell’attività fisica per la salute generale, oltre ai recenti studi che suggeriscono che l’attività fisica fornisce diversi effetti positivi nelle persone con SM, la nostra ipotesi di lavoro era che l’attività fisica potrebbe essere associata ad un rischio ridotto di diagnosi SM.”
Anche se il team di ricerca non ha ulteriori studi in programma in questa fase, in un futuro perfetto, ha detto Munger, si dovrebbe “spendere tempo e denaro per una migliore comprensione del ruolo dell’attività fisica nel promuovere il benessere e migliorare la qualità della vita dei pazienti con sclerosi multipla.”
Abbiamo ancora molto da imparare sulla SM e sui fattori di rischio coinvolti in essa. Non c’è dubbio che ulteriori ricerche potranno lentamente fornire i dettagli vitali necessari per prevenire questa condizione debilitante.
Fonti:
multiplesclerosisnewstoday.com/2016/10/03/lifelong-exercise-not-seen-to-reduce-risk-of-developing-ms-for-women
multiplesclerosisnewstoday.com/2016/06/03/cmsc16-susan-e-bennet-talks-about-the-importance-of-exercise-in-multiple-sclerosis-patients/

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