Negli ultimi anni, l’America si è costruita una reputazione molto tetra nella scena mondiale per l’alto numero di cittadini che commettono massacri con arma da fuoco in spazi pubblici. Tale forma di crimine è un’assoluta epidemia negli Stati Uniti, e mentre i suoi leader politici sostengono che non è il diritto di possedere le armi a causare il problema, in altri paesi occidentali, con severe leggi sul possesso di armi si registra  un tasso di mortalità per arma da fuoco fino al 100% in meno rispetto agli Stati Uniti (letteralmente). Infatti, negli Stati Uniti su 100.000 decessi avvenuti nel 2010, il 10,2% fu causato da incidenti mortali legati ad armi da fuoco. Confrontate questo col solo 0,2% nel Regno Unito e 1,1% in Germania. (1)

La ragazza “manifesto” delle sfortunatamente assai frequenti sparatorie nelle scuole americane è senza dubbio Brenda Spencer. Nel gennaio del 1979, a soli 16 anni al momento del tragico evento, la giovane Brenda sparò agli insegnanti e ai compagni di classe dalla finestra della sua casa si affacciava sulla scuola. I bambini stavano aspettando che il loro insegnante venisse fuori per aprire i cancelli della scuola. Brenda aveva pianificato di uccidere il numero maggiore di persone ma riuscì a uccidere “solo” due persone: il preside della scuola – Burton Wragg – e un custode chiamato Michael Suchar, che stava cercando di salvare un bambino. Nove altre vittime hanno riportato ferite non mortali, tra cui un agente di polizia che Brenda sparò al collo subito dopo il suo arrivo sulla scena. Dopo la sparatoria, Brenda si barricò in casa per diverse ore. I giornalisti le hanno chiesto freneticamente perché avesse compiuto quel gesto orribile. La sua risposta fu agghiacciante e insensibile: “I don’t like Mondays”. “Non mi piacciono i lunedì”.

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Brenda Spencer al momento della cattura

Questa risposta fu immortalata da Bob Geldof, cantante del gruppo The Boomtown Rats nella loro canzone ‘Non mi piacciono i lunedì’. Un omicidio efferato che è stato immortalato attraverso la cultura pop in una canzone che sembrava incolpare la società per quello che Brenda aveva fatto e per quello che era diventata. Ma fino a che punto Brenda fu vittima della società e fino a che punto lei fu unica responsabile delle proprie azioni?

All’età di 16 anni, Brenda Spencer era un’ esile adolescente occhialuta con lunghi capelli rossi e lucenti. I suoi genitori erano divorziati e lei viveva in condizioni di povertà con il padre, un uomo burbero e violento. La loro casa era sempre sporca, piena di spazzatura e di bottiglie di birra. Entrambi dormivano insieme sullo stesso materasso sottile e logorato sul pavimento del salotto.

Brenda aveva già precedenti penali e alcuni disturbi psichiatrici visibili. Nel 1978, aveva già trascorso qualche tempo in un istituto correttivo minorile a causa delle assenze ingiustificate da scuola. Il personale informò i suoi genitori che Brenda aveva tendenze suicide; tuttavia questo fu in gran parte ignorato dalla sua famiglia.

Più tardi quella estate, Brenda fu arrestata per furto con scasso e perchè sparò fuori dalla sua finestra degli uccelli. Questi avrebbero dovuto essere degli evidenti segni di uno squilibrio mentale e della necessità di offrirle un sostegno psichiatrico, e in effetti le sue guardie carcerarie cercarono di raggiungere la sua famiglia. Ma il padre di Brenda rifiutò  di riconoscere i seri problemi psicologi della figlia. Nel dicembre del 1978, un’attenta valutazione psichiatrica su Brenda portò alla raccomandazione di stare in un ospedale psichiatrico, ma il padre prese ancora una volta la decisione incosciente e pericolosa di ignorare questo verdetto. Gli amici di Brenda riferirono di ricordarla mentre affermava nel periodo precedente al tragico evento, di voler fare qualcosa di grande per ‘andare in televisione’ e che avrebbe voluto sparare un agente di polizia.

Per Natale di quell’anno, il padre di Brenda le comprò un Ruger 10/22, un fucile semiautomatico calibro 22 con mirino telescopico e ben 500 munizioni. Non trovate che questa sia certamente una reazione molto strana per un padre appena informato del fatto che la figlia suicida è stata arrestata dopo aver sparato con una pistola fuori dalla finestra? Brenda poi dichiarò che molto probabilmente suo padre sperava che lei si sarebbe suicidata con quell’arma. È dunque il padre di Brenda il vero assassino della scuola elementare di Cleveland, per aver consentito e incoraggiato la figlia mentalmente instabile ad uccidere? Anche se questo è davvero un comportamento genitoriale a dir poco deprorevole, io non credo che questo possa giustificare ciò che Brenda ha continuato a fare con il regalo del padre.

Brenda è stata imprigionata a vita, e dal momento in cui venne pronunciata la sentenza, molti altri punti interessanti emersero in questo caso. Per esempio, si è scoperto che Brenda aveva subito una lesione al lobo temporale del cervello. Questo fu probabilmente causato da un incidente in bicicletta quando era bambina e ciò potrebbe aver contribuito ulteriormente ai suoi problemi di salute mentale. Le fu poi diagnosticata una forma di epilessia che in seguito venne curata con un trattamento farmacologico.

Durante la sua incarcerazione, Brenda ha ripetutamente cercato di spostare le colpe dei suoi crimini lontano da lei. Tra le altre cose, affermò che lei venne fortemente intossicata con droga e alcol, il giorno della sparatoria. Disse anche di non avere alcun ricordo dei suoi crimini, anche se lei sembrava perfettamente sobria al momento dell’arresto. Inoltre, Brenda cercò di mettere in evidenza alcuni casi di abuso per spostare la colpa su un persecutore esterno. Infatti, molti anni dopo l’incidente la Spencer disse alle autorità che il padre l’avrebbe regolarmente sodomizzata e che soffrì psicologicamente a causa di questi violenti abusi sessuali.
Tuttavia, è strano che lei scelse di annunciare questo dettaglio solo molto tempo dopo, quando nel 2001 stava cercando di ottenere il rilascio con libertà condizionale. Molti ipotizzano che Brenda stava solo cercando di costruirsi attorno una storia emotiva convincente al fine di assicurarsi la liberazione condizionale, che non le fu data. Infatti, soprattutto a causa della sua apparentemente comprovata e calcolata consegna di queste affermazioni, a Brenda non fu concesso nulla e dopo che la sua partner di lunga data venne rilasciata dal carcere, iniziò anche ad autolesionarsi e a definirsi ‘abbandonata’, ‘sola’, chiusa in sé stessa, vittima ancora una volta. Al tempo venne raccomandato che non le fosse consentito fare appello per almeno altri 10 anni ed infatti, è altamente improbabile che Brenda Spencer esca mai dal carcere.
Brenda invecchierà dietro quelle sbarre – l’adolescente instabile la cui vita adulta non potrà mai assaporare la libertà.

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Accused schoolyard sniper ‘always talking about guns’,
January 31, 1979, Montreal Gazette – UPI, AP, page 34

In recent years, America has built itself a dark reputation on the world stage for its number of citizens who commit gun massacres in public spaces. Gun crime is an absolute epidemic in the USA, and while its leaders claim it’s not the right to bear arms that causes the issue, other western countries with stricter gun laws endure up to 100% less than the US’s firearm fatality rate (literally). In the USA today, around 10.2% of every 100,000 deaths recorded in 2010 were caused by gun related fatalities. Compare this to only 0.2% in the UK and 1.1% in Germany.(1)

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The poster girl for the high school shooter trend is absolutely undoubtedly: Brenda Spencer. In January 1979, at only 16 years old at the time of the shooting, young Brenda shot at teachers and classmates from the window of her home which faced the school. The children were waiting for their teacher to come out of the school to open the gates. She aimed to kill and succeeded in killing two people; the headteacher of the school – Burton Wragg – and a custodian called Michael Suchar, who was trying to pull a child to safety. Nine other victims suffered non-fatal injuries, including a police officer who got shot in the neck as he arrived on the scene. After the shooting was carried out, Brenda barricaded herself in the house for several hours. Reporters asked her frantically why she had done what she did. Her reply was chilling and callous; “I don’t like Mondays”.

This response has been immortalised by Bob Geldof and the Boomtown Rats in their song ‘I don’t like Mondays’. An act of vicious murder was immortalised through pop culture and the song seemed to blame society for what Brenda did and what she had become. But to what extent was Brenda a casualty of society and to what extent was she responsible for her own actions? …

At age 16, Brenda Spencer was a thin bespectacled teen with long, bright red hair. Her parents were divorced and she lived with her abusive father in poverty. Their house was dirty, full of rubbish and beer bottles and they both slept together on the same thin mattress on the living room floor.

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Brenda Spencer

Brenda already had a criminal record and some visible psychiatric disturbances. In 1978, she spent some time in a correctional facility due to truancy from school. The staff there informed her parents that Brenda was suicidal, however this was largely ignored by her family. Later that summer, Brenda was arrested for burglary and for shooting her gun out of her window at birds. These should have been telling signs that she needed support, and indeed her correctional officers did reach out to her family. But Brenda’s father refused to acknowledge that his daughter might have serious psychological issues. In December 1978, a psychiatric assessment on Brenda led to the recommendation that she stay in a psychiatric hospital, however her father made the dangerous decision to again, ignore this verdict. Friends of Brenda have reported that they remember her stating around this time that she wanted to do something big to ‘get on TV’ and that she would like to shoot a police officer.

For Christmas that year, Brenda’s father bought her a Ruger 10/22 semi-automatic 22 caliber rifle with telescopic sight and 500 rounds of ammunition. This is a very bizarre reaction to being informed that your daughter is both suicidal and has also been arrested for shooting a gun out of your window. Brenda later stated that she assumed at this time that her father hoped that she would kill herself with the gun. Is her father effectively the real Cleveland Elementary school killer, for enabling and encouraging his mentally unwell daughter to kill? Although this is reckless parenting indeed, I do not believe that it warrants what Brenda went on to do with her gift.

Brenda was imprisoned for life, and since her sentence, many other interesting points in this case have emerged. Namely, it was discovered that Brenda had suffered an injury to her temporal lobe in her brain. This was most likely caused by a bicycle accident when she was a child and this could have contributed further to her mental health issues. She was also diagnosed as an epileptic and began to receive treatment for epilepsy and depression.

During her incarceration, Brenda has repeatedly tried to shift the blame away from her for her crimes. She has claimed that she was heavily intoxicated with drugs and alcohol at the time of the attack. She claimed to have no recollection of her crimes, even though she seemed perfectly sober at the time of her arrest. Additionally, Brenda has tried to highlight instances of abuse to draw blame away from herself. She claimed many years after the incident that her father would routinely sodomise her and that she suffered psychologically from this. However, she chose to announce this detail whilst appealing for parole in 2001 and many speculate that Brenda was trying to build herself a more convincing, emotive case for this. Especially due to her seemingly rehearsed and calculated delivery of these statements, Brenda was not granted parole and after her long term partner was released from prison, she began to self harm and carved ‘abandoned’ and ‘alone’ in her skin; ever acting the victim. It was recommended that she should not be allowed to appeal again for at least another 10 years. However, it is highly unlikely that she would ever actually be released. Brenda Spencer will grow old behind bars – the unstable teenager whose adult life will never taste freedom again.

 Sources:

(1) http://www.cbsnews.com/news/how-u-s-gun-deaths-compare-to-other-countries/

https://en.wikipedia.org/wiki/Cleveland_Elementary_School_shooting_(San_Diego)

http://www.thedailybeast.com/articles/2014/05/30/the-first-modern-school-shooter-feels-responsible-for-the-rest.html

Featured image: Brenda Ann Spencer by MargoAquato http://margoaquato.deviantart.com/

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