Amelia Elizabeth  Dyer probabilmente non rispecchia il classico serial killer nell’immaginario collettivo. Nel momento in cui venne condannata a morte, Amelia era una vecchia infermiera di 69 anni; la maggior parte delle persone a quel tempo avrà senza dubbio pensato che non era nient’altro che un’innocua, perfino dolce e caritatevole, signora anziana.
Tuttavia, lei fu uno dei più noti serial killer femminili di tutti i tempi.
La sua lunga serie di omicidi ebbe luogo nel corso di un periodo di 20 anni in un’affascinante Inghilterra vittoriana. Fu indagata ed arrestata per un solo omicidio, ma quando fu pronunciata la sentenza della condanna a morte le autorità erano venute a conoscenza che quasi sicuramente era stata responsabile di molte altre morti: il numero reale delle vittime si aggira infatti tra svariate decine e più di 200 o 400.

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Amelia era una bambina brillante e intelligente, che nutriva un amore per i libri e la letteratura. Era la figlia di Samuel Hobley, un calzolaio esperto: la più giovane di cinque fratelli. Tuttavia, la sua infanzia è stata rovinata quando la madre contrasse il tifo e iniziò a soffrire di gravi complicazioni che le causarono un danno mentale permanente. La madre soffriva spesso di attacchi violenti e Amelia fu costretta ad assisterla fino alla sua morte. Gli storici ritengono che questa esperienza colpì Amelia profondamente e senza dubbio ebbe un drastico effetto sulle sue azioni nella vita adulta.

All’età di 24 anni, Amelia sposò un uomo molto più anziano di lei; George Thomas. George aveva 59 anni al momento delle nozze e per potersi sposare senza destare troppi sospetti, entrambi dovettero falsificare le loro età: George si tolse 11 anni; Amelia, se ne aggiunse 6. Dopo il matrimonio, Amelia cominciò a studiare per diventare infermiera. Tuttavia, molto presto scoprì che avrebbe potuto fare soldi molto più facilmente e con molto meno sforzo attraverso mezzi più subdoli. Amelia iniziò dunque ad offrire alloggi per le donne in gravidanza che avevano concepito i loro bambini illegittimamente in giovane età o al di fuori del matrimonio. Generalmente la donna chiedeva tra le 50 e le 80 sterline, ma la cifra si poteva comunque contrattare. Nel 1869 George Thomas morì, lasciando la Dyer sola con una figlia, Ellen Thomas. Decise così di lasciare il mestiere di infermiera e di diventare un’allevatrice di bambini. La Dyer contattava le famiglie che volevano lasciarle il figlio per contrattare lo scambio. Lei in cambio chiedeva una cifra di denaro e dei vestiti adatti per il bambino. Loro accettavano la proposta e glielo consegnavano. I bambini venivano poi venduti alle famiglie ricche che li avrebbero adottati o semplicemente trascurati e lasciati morire. Amelia percepiva un salario dalle giovani madri affinchè venisse mantenuto il loro segreto e in particolare fosse garantito lo “smaltimento” dei loro figli dopo il parto. Naturalmente queste donne erano convinte che i neonati sarebbero finiti nelle amorevoli cure di una nuova famiglia benestante o per lo meno che sarebbero rimasti in un orfanotrofio.

In realtà, Amelia faceva tutto ciò solo per intascarsi i soldi e poi lasciava morire di fame i bambini, che ormai non le servivano più. In particolare i bambini rumorosi o cattivi venivano sedati con alcool oppure con oppio, che a quel tempo erano prontamente disponibili e venduti tra i normali medicinali e sciroppi. E’ ben documentato che molti bambini in quel periodo morirono in seguito a sedazione – non a causa di un’overdose – ma a causa della drastica riduzione dell’appetito determinata dall’assunzione di tali sostanze stupefacenti. Altri, invece, moriravano di malnutrizione.
Anche se trascurati, in questo periodo, i bambini non furono effettivamente uccisi e ciò che Amelia faceva era relativamente comune nell’Inghilterra vittoriana.

Amelia Dyer fu costretta a rinunciare al lavoro di infiermiera al fine di badare alla propria figlia, Ellen. Tuttavia, quando il suo anziano marito George morì, Amelia ebbe bisogno di un reddito veloce e sicuro e quindi si dedicò a tempo pieno alla sua attività di allevatrice di bambini.

Ad un certo punto della sua ‘carriera’,  Amelia decise di smettere di consentire ai bambini di morire lentamente per malnutrizione. Cominciò così ad ucciderli rapidamente, subito dopo essere stati posti nelle sue “cure”. In questo modo avrebbe potuto intascare tutti i soldi che percepiva dalle loro madri e non doversi più preoccupare delle spese di latte e cibo.

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Amelia fu poi accusata da un medico, il quale si insospettì della grande quantità di morti infantili che venne chiamato a registrare nei suoi alloggi. La donna fu pertanto processata e condannata per negligenza, ma non per omicidio e fu anche costretta a svolgere lavori pesanti come punizione. Si ritiene che questa esperienza distrusse completamente la sua sanità mentale. Nel corso degli anni dopo questo tempo in prigione, infatti, entrò ed uscì dai manicomi regolarmente. Grazie alla sua conoscenza della disciplina infermieristica, Amelia sapeva bene come comportarsi in manicomio in modo da non essere trattata troppo duramente dal personale. Evitò dunque gran parte degli orrori delle istituzioni vittoriane. Amelia aveva tentato il suicidio in molte occasioni e pertanto era costantemente controllata dalle guardie. In un particolare evento, ingoiò due bottiglie di laudano (o tintura di oppio, un composto a base di alcool e oppio). Tuttavia, dal momento che fu una consumatrice abituale di oppio nel corso della vita, riuscì a sopravvivere per via della grande tolleranza che aveva sviluppato nei confronti di queste sostanze.

Amelia Dyer tornò ad uccidere i bambini che le venivano affidati. Decise, però, di non coinvolgere più i medici per redigere i certificati di morte ed iniziò ad usare vari pseudonimi cambiando spesso città, in modo da riguadagnare il proprio anonimato e riprendere i propri affari.

Nel gennaio del 1896, una cameriera di 25 anni chiamata Evelina Marmon diede alla luce una figlia illegittima. Pubblicò un annuncio affinchè trovasse una famiglia amorevole capace di adottare la sua bambina per la quale sperava una vita migliore di quella che lei poteva offrire. Sperava in cuor suo che un giorno potesse ricongiungersi con la figlia quando avrebbe avuto i mezzi adeguati per fornirle una vita migliore. Amelia Dyer si presentò a lei come ‘signora Harding‘ e finse di essere un amorevole, moglie senza figli in cerca di una figlia da crescere con suo marito (vedi immagine seguente). Col cuore a pezzi, Evelina pagò 10£ per dare la figlia in adozione e accompagnò la Dyer sul treno di ritorno a Gloucester per dare il finale addio alla sua amata bambina. Fu incredibilmente difficile per Evelina vedere sua figlia nelle mani di un’altra donna e decise di scrivere ad Amelia per informarsi sulla sua bambina. Amelia rispose dicendo che la bambina stava bene e che tutto procedeva nel modo migliore. Tuttavia, la figlia di Evelina era stata strangolata lentamente con un nastro da sarta stretto intorno al collo. La piccola soffocò lentamente in una morsa lancinante. Amelia in seguito dichiarò che le piaceva guardare i bambini soffocare, ma non durava abbastanza a lungo – “Sono morti troppo in fretta”, disse.

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Il giorno seguente un altro bambino, Harry Simons, venne condotto a Londra, nell’appartamento della figlia di Amelia. Nell’aprile del 1986 Amelia nascose i cadaveri dei due poveri bambini all’interno di un grosso sacco insieme ad alcuni mattoni e lo gettò a Caversham Lock, nel Tamigi, come faceva abitualmente. Tuttavia, la Dyer non pesava i sacchi in modo corretto. Infatti, qualche giorno prima dell’uccisione di Harry e Doris Marmon, tornò a galla un sacco contenente il cadavere di una bambina, che fu recuperato da un barcaiolo insospettito. Sulla carta da imballaggio c’era un nome ancora vagamente leggibile – la signora Thomas – e un indirizzo. L’indirizzo permise alla polizia di rintracciare Amelia Dyer, la quale viveva sotto falso nome. Anche se, non furono trovati dei cadaveri all’interno della sua proprietà, la polizia trovò delle ricevute che testimoniavano la vendita di capi d’abbigliamento per bambini al banco dei pegni e numerose lettere e telegrammi di madri che chiedevano notizie sullo stato dei loro bambini. Attraverso queste prove si potè presumere che Amelia era responsabile di centinaia di morti infantili. Si calcola che uccise circa 400 bambini: ciò la rende uno dei serial killer più prolifici della storia.

Durante il processo l’unica difesa di Amelia fu l’insanità mentale, ma l’accusa stabilì che i segni di instabilità mentale della donna erano solo una farsa per depistare i sospetti –e, in ogni caso, gli omicidi erano iniziati ben prima dei ricoveri in manicomio della Dyer. Amelia Dyer fu dunque condannata a morte per impiccagione, e nelle tre settimane tra il processo e l’esecuzione, vennero compilati ben tre libri con gli scritti delle sue confessioni e ricordi. Tuttavia, quando gli venne chiesto prima della morte, mentre stava in piedi sul patibolo con un cappio intorno al collo, se avesse qualcosa da dire, lei rispose: “I have nothing to say.” (Non ho niente da dire). Fu impiccata alle 9 am nella prigione di Newgate a Londra.

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Due anni dopo l’esecuzione della Dyer, alcuni impiegati delle ferrovie, ispezionando le carrozze di un treno nel Devon, trovarono un pacco contenente una bambina di tre settimane di età. La bambina era stata affidata ad una certa signora Stewart, per 12£. Aveva preso la bambina alla stazione di Plymouth e presumibilmente gettata nel treno successivo. E’ stato ampiamente sostenuto che “la signora Stewart” era in realtà Polly Dyer, la figlia di Amelia Dyer.

Come risultato del caso Amelia Dyer, le leggi riguardanti l’adozione sono oggi molto severe e prontamente l’infanticidio divenne un reato molto più ampiamente considerato nell’Inghilterra vittoriana.

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Amelia Elizabeth Dyer probably isn’t your average serial killer. A 69 year old nurse at the time she was sentenced; most people would assume she was a harmless, and even caring, elderly woman. However, she is in fact, one of the most notorious female serial killers of all time. Her killing spree took place over a 20 year period in Victorian England and whilst she was arrested for only 1 murder, authorities at the time knew she must have been responsible for up to 400 more deaths.

Amelia was a bright and intelligent child who harboured a love of books and literature. She was the daughter of a skilled shoe maker and one of five children. However, her childhood was ruined when her mother contracted Typhus and suffered from complications which caused mental impairment. Her mother suffered frequently from violent fits and Amelia was obliged to nurse her until her death. Historians believe this experience deeply affected Amelia and may have had a profound effect on her actions in later life.

At the age of 24, Amelia married a much older man; George Thomas. George was 59 at the time and to avoid arousing suspicion over their age gap, on the marriage certificate George deducted 11 years from his age and Amelia added 6 years to hers. After her marriage, Amelia began to train as a nurse. However, she soon discovered that she could make much easier money with much less effort by another and more devious means. Amelia began to offer lodgings to pregnant women who had conceived their  babies illegitimately at a young age or outside of a marriage. The babies were then sold to rich families who would adopt them or simply left to die from neglect. Amelia took a healthy wage from the young mothers for keeping their pregnancy secret and disposing of the children quietly afterwards. Though of course these women generally believed that their children would be given to loving families or at least kept in an orphanage.

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Though in fact, Amelia began to starve the babies which she could not find adoptive families. Particularly noisy or naughty babies would be sedated with alcohol or opium, which was readily available at this time in medicines and syrups. It is well documented that many babies in this time period died due to sedation – not because of overdose – but because of drastically reduced appetite caused by narcotics. The children effectively died of malnutrition. Although neglected, during this time, the babies were not actually murdered and what Amelia was doing was relatively commonplace in Victorian England.

Amelia Dyer was forced to give up ‘nursing’ in order to raise her own child, a daughter called Ellen. However, when her elderly husband George died in 1869, Amelia needed income fast and so she returned to baby farming.

At some point in her baby farming ‘career’, Amelia decided to stop allowing children to die slowly of malnutrition. She began killing them quickly after they came into her care. This way she could pocket all of the money which she earned from their mothers, not having to worry about expenses such as milk and food.

Amelia was eventually accused by a doctor, who became suspicious of the amount of infant deaths which he was called to record at her lodgings. She was tried and sentenced for Neglect, not murder and was therefore made to do hard labour as punishment. It is believed that this experience destroyed her sanity. Throughout the years after this time in prison, she would go in and out of mental asylums regularly. From her nursing background, Amelia knew how to behave in the asylum so as to not be treated too harshly by the staff. She avoided much of the horrors of Victorian institutions and was primarily on suicide watch. Amelia had attempted suicide on many occasions and in one particular event, she swallowed two bottles of laudanum. However, because she had been an opium user all her adult life, she survived due to the tolerance she had built up to these substances.

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In January 1896, a popular barmaid called Evelina Marmon gave birth to an illegitimate daughter. She advertised for a loving family to adopt her child who she cared a great deal about. She hoped to one day be reunited with her daughter when she had the proper means to provide for her. Amelia Dyer posed as one ‘Mrs Harding’ and pretended to be a loving, childless wife in search for a daughter to raise with her husband. Evelina paid her £10 to adopt the child and she accompanied Dyer on the train back to Gloucester to say her final goodbyes. Evelina found it exceptionally hard to give her child up and wrote to Amelia to see how they were doing. Amelia replied to say that all was well. However, in fact Evelina’s daughter had been strangled slowly with dressmakers cord tied around her neck. The baby would have suffocated slowly. Amelia later stated that she liked to watch the children suffocate but it didn’t last long enough – they died too quickly.

In April 1986 Amelia was dumping bodies in a carpet bag filled with bricks in her usual spot at Caversham Lock. However, she did not weight the bag correctly and it was retrieved by a suspicious bargeman. The bag contained the corpse of a baby girl and on the wrapping paper there was a faintly legible name – Mrs Thomas – and an address. The address enabled to police to track down Amelia Dyer living under an alias. Although, no bodies were found in the house the property smelt of corpses. The police also uncovered there receipts for selling children’s clothes to pawnbrokers and letters from mothers asking after the welfare of their babies. From this evidence alone it must be assumed that Amelia was responsible for literally hundreds of infant deaths. It is calculated that she must have murdered around 400 babies, making her one of the most prominent serial killers in known history.

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Amelia Dyer was sentenced to death by hanging, and in the three weeks between her trial and  execution, she filled three books with writings of her confessions and memoirs. However, when asked before her death, whilst standing on the scaffold with a noose around her neck whether she had anything to say. She said that she did not.

Two years after Dyer’s execution, railway workers inspecting carriages in Devon found a parcel containing  a three-week-old girl. The baby had been given to a Mrs. Stewart, for £12. She had picked up the baby at Plymouth station and apparently dumped her on the next train. It has been widely claimed that “Mrs. Stewart” was in fact Polly Dyer, the daughter of Amelia Dyer

As a result of the Amelia Dyer case, laws around adoption were made stricter and infanticide became a more widely regarded crime in Victorian England.

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An English rhyme about Amelia Dyer:

“The old baby farmer, the wretched Miss Dyer

At the Old Bailey her wages is paid.

In times long ago, we’d ‘a’ made a big fy-er

And roasted so nicely that wicked old jade.”

Fonti

http://www.independent.co.uk/news/uk/crime/amelia-dyer-the-woman-who-murdered-300-babies-8507570.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Amelia_Dyer

http://www.dailymail.co.uk/femail/article-484575/The-baby-butcher-One-Victorian-Britains-evil-murderers-exposed.html

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