Noti anche come gli Assassini di West Port sono un caso ben romanzato e ben documentato di omicidi seriali avvenuti nel 1800. Mr William Burke e Mr William Hare furono due immigrati irlandesi che vissero a Edimburgo, in Scozia. Dal loro particolare modo di uccidere le vittime deriva il termine “burking“, che significa soffocare e comprimere volutamente il petto di una vittima.

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Illustrazione: Burke e Hare nell’intento di soffocare una vittima (“burking”)

Burke arrivò a Edimburgo intorno al 1817, lasciando moglie e figli in Irlanda. Provò molti mestieri nella vita, e trascorse qualche tempo in un campo militare lavorando come domestico di un ufficiale della Milizia della Contea di Donegal, rimanendo però sempre disperatamente povero. Lasciò l’Irlanda con l’intenzione di trascorrere un po’ di tempo a Edimburgo per poi passare al West Country, al fine di lavorare come ciabattino. Tuttavia, in Scozia ebbe modo di conoscere nuovi amici, e ad Edimburgo incontrò una nuova amante: Helen McDougal. Mr Hare e sua moglie Margaret Laird proposero ai due di soggiornare nella stanza degli ospiti.

Mr William Hare era di circa 12 anni più giovane di Burke e aveva sposato la giovane vedova Margaret Laird. Insieme gestivano una casa alloggio per mendicanti e vagabondi. Hare veniva descritto come un uomo aggressivo e spaventoso. Era fuggito in Scozia dopo aver ucciso uno dei cavalli del suo padrone in Irlanda. Un gesto cruento che già mostrava la propensione dell’uomo a commettere crimini.

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William Hare e William Burke

Nota sulle origini di Hare dal Newry Telegraph del 31 marzo 1829

« Hare l’Assassino.
Venerdì sera scorso Hare l’assassino fece venire la moglie in un locale pubblico di Scarva e accompagnata da suo figlio, dopo aver ordinato un whisky, cominciò ad interessarsi al benessere di ogni membro della famiglia, con sollecitudine e affetto. Tuttavia, poiché Hare è noto di questo quartiere, fu ben presto riconosciuto e gli fu ordinato di lasciare il posto immediatamente, lo fece dopo aver tentato di giustificare i suoi orrendi crimini descrivendoli come se fossero stati causati da ubriachezza. Prese la strada verso Loughbrickland, seguito da un numero di ragazzi che urlavano e lo minacciavano, tanto che lo costrinsero ad attraversare i campi con tale rapidità che scomparve presto, mentre la moglie infelice rimase sulla strada implorando il perdono e negando, nel modo più solenne, qualsiasi partecipazione di suo marito ai crimini. Ora risiedono nella casa di uno zio di Hare a Loughbrickland. Hare era nato e cresciuto circa a mezzo miglio di distanza da Scarva dall’altra parte della Contea di Armagh e poco prima della sua partenza da questo paese visse al servizio dell’onorevole Hall, il custode dell’undicesimo blocco vicino a Poyntzpass. La sua occupazione principale era la guida dei cavalli che suo padrone impiegava nel trasportare fuochi sul canale Newry. Era noto per essere feroce e maligno, ne diede esempio quando uccise un cavallo del suo padrone, il fatto lo obbligò a fuggire in Scozia, dove perpetrò crimini tali che gli garantirono una pagina negli annali degli assassini. »
(Corrispondenza di The Northern Whig)

In quegli anni, vi era una fiorente comunità medica nel Regno Unito, e in particolare a Edimburgo. Tuttavia, c’era anche una grave carenza di cadaveri disponibili per lo studio e l’insegnamento dell’anatomia nelle scuole della Gran Bretagna. La principale fonte di cadaveri che legalmente potevano essere utilizzati a tali scopi, era costituita dalle pene capitali e si trattava dunque dei corpi dei criminali giustiziati. I corpi, però, cominciavano a scarseggiare a causa di una forte riduzione del tasso di esecuzione, portato dall’abrogazione del Bloody Code. Erano, infatti, disponibili solo 2 o 3 corpi all’anno, ma gli studenti erano molti. Questa situazione attirò i criminali che volevano ottenere denaro in ogni modo. I furti dei cadaveri (anche chiamato “resurrezione”) suscitò particolare sdegno e paura nella popolazione. La domanda continuava a crescere rapidamente e numerosi professori di medicina cominciarono a chiudere un occhio anche dinanzi all’incertezza sulla provenienza dei corpi che acquistavano. Ciò portò ad un grande mercato nero di ladri di corpi, o resurrezionisti, che derubavano i cadaveri dalle tombe o durante i funerali e vendevano gli organi per scopi medici. Il passo tra il rubare cadaveri e l’omicidio fu breve.

Burke e Hare cominciarono a vivere insieme nel 1827. Un vecchio pensionato dell’esercito che viveva nello stesso alloggio morì lasciando loro un debito di 4£ sull’affitto. L’uomo non aveva parenti in vita o chiunque altro a cui chiedere di saldare il debito. Quindi, Burke e Hare riempirono la sua bara con trucioli di legno e portarono il suo corpo all’Università di Edimburgo, dove vendettero il cadavere per 7£. Il compratore era un assistente del famoso chirurgo e anatomista Dottor Robert Knox. Questo fu per Burke e Hare denaro facile.

Le dimostrazioni nei teatri anatomici presiedute dal Dottor Knox attiravano folle di fino a 400 persone, tra cui studenti di medicina e membri del pubblico generale. Come si può immaginare, il medico necessitava di cadaveri per continuare la sua ricerca e anche per la sua fama personale. Era un uomo preparato a non fare domande, in modo tale che la vendita dei cadaveri andasse avanti ad un ritmo sostenuto.

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Surgeon’s Square, 1829 Edimburgo

La prima vittima di Burke e Hare fu un inquilino malato dell’alloggio gestito da Hare e sua moglie; si chiamava Joseph. Lo stordirono con il whisky e poi lo soffocarono in modo tale che sembrasse morto nel sonno per cause naturali. La casa alloggio costituiva un rifornimento costante di corpi per Burke e Hare. Le persone che soggiornavano erano, infatti, spesso molto povere o molto malate, e anche senza alcuna famiglia che si prendesse cura di loro.

Quando finirono gli inquilini malati, Burke e Hare decisero di prendere le vittime in strada e cominciarono attirando mendicanti e prostitute. I mal capitati venivano attirati con la promessa di una lauta colazione o dell’alcool. Una volta che la vittima era docile e stordita, i due uomini la soffocavano e portavano il corpo al Dr. Knox per ricevere una retribuzione in contanti, generalmente dai £ 7 a 10 £ per ciascun cadavere.

Una particolare vittima di questi due loschi individui fu un giovane noto mentalmente disabile di nome James Wilson, soprannominato ‘Daft Jamie’. James zoppicava distintamente, andava spesso in giro senza scarpe, ed aveva solo 18 anni al momento del suo omicidio. Il ragazzo oppose resistenza e i due dovettero ucciderlo insieme. La madre cominciò a chiedere dove fosse finito il figlio. Quando il Dottor Knox scoprì il corpo la mattina dopo, molti studenti riconobbero Jamie. La testa e i piedi furono tagliati dopo che Knox fece vedere il corpo ai suoi studenti. Knox negò che si trattasse di Jamie avendo iniziato a dissezionare il cadavere proprio dalla faccia. Questo omicidio fu molto significativo in quanto Burke e Hare erano soliti smaltire i vestiti delle loro vittime nello Union Canal. Tuttavia, per qualche strana ragione, Burke diede i vestiti di James ai suoi nipoti e questi furono successivamente utilizzati come prove contro i due uomini al processo.

L’ultimo omicidio che i due macabri uomini compirono fu quello di Marjory Campbell DochertyBurke l’adescò nella casa alloggio sostenendo che anche sua madre era una Docherty, ma dovette attendere per mettere in atto l’omicidio a causa della presenza di altri ospiti, la giovane coppia James e Ann Gray. I Gray se ne andarono per la notte e i vicini sentirono i rumori di una lotta e anche la voce di una donna che gridava “Murder!” (“Assassinio”, ndr).

Il giorno seguente, Ann Gray fece ritorno, divenne sospettosa quando Burke non le fece avvicinare il letto su cui aveva dimenticato le calze. Quando i Gray vennero lasciati da soli in casa nelle prime ore della sera, ispezionarono il letto e trovarono il corpo della signora Docherty sotto di esso. Immediatamente uscirono per recarsi alla stazione di polizia, ma lungo la strada furono avvicinati da Helen McDougal, l’amante di Burke. Helen provò a comprare il silenzio della coppia con 10 £ a settimana, al fine di impedire loro di allertare le autorità. Rifiutarono.

Burke e Hare portarono via il corpo prima dell’arrivo della polizia. Tuttavia, durante l’interrogatorio, Burke dichiarò che la Docherty lasciò la casa alle 7 di mattina, mentre McDougal dichiarò che se ne era andata la sera. La polizia li arrestò. Una soffiata anonima disse alla polizia che il corpo della donna era nella classe del dottor Knox, James Gray la identificò. Poco dopo furono arrestati anche William e Margaret Hare. La serie di omicidi era durata dodici mesi.

Divenne subito chiaro che i due uomini si sarebbero dati la colpa per gli omicidi l’un l’altro, e dopo molte domande la polizia decise che Hare più che un criminale incallito era semplicemente un’idiota. Burke, d’altra parte, era un uomo freddo e calcolatore. Era lui il cervello dietro i loro atti atroci. Così a Hare venne offerta l’immunità giudiziaria, a patto che avesse accettato di testimoniare contro Burke. Lui accettò.

Burke fu condannato a morte alle 8:30 del mattino nel Natale del 1828. Il giudice stabilì che oltre ad essere impiccato pubblicamente, il cadavere di Burke doveva essere dissezionato all’Edinburgh Medical College subito dopo la sua morte. 

Burke è stato giustiziato per impiccagione il 28 Gennaio 1829 in un giorno di pioggia torrenziale. Si stima che circa 25.000 persone si riunirono per testimoniare la sua esecuzione e il giorno seguente il suo corpo fu dissezionato davanti ad un grande pubblico che assistette dal vivo a quella macabra dimostrazione. Addirittura scoppiò una rissa al college tra le tante persone, forse troppe, che volevano ad ogni costo assistere a quello che sembrava un imperdibile spettacolo. Durante la dissezione, durata due ore, il professor Alexander Monro immerse la penna nel sangue di Burke e scrisse “Questo è scritto con il sangue di Wm Burke, che fu impiccato a Edimburgo. Questo sangue è stato prelevato dalla sua testa”.

Lo scheletro di Burke fu poi conservato affinchè il ricordo dei suoi crimini abominevoli restasse indelebile nel tempo. Oggi è ancora in mostra nel Museo Anatomico dell’Edinburgh Medical School, accanto alla sua maschera mortuaria e un libro fatto con la sua pelle. Il crimine non paga. A meno che non siate Hare naturalmente. Anche se nessuno sa che cosa ne è stato di lui…

Nota:

Gli omicidi evidenziarono la crisi nello studio della medicina e portò il passaggio successivo dell’Anatomy Act, che ampliò le vie legali per procurarsi cadaveri con lo scopo di eliminare tali comportamenti. Riguardo alla legge, l’editoriale di Lancet, dichiarò:
«Burke e Hare … si dice chi siano i veri autori del provvedimento, poiché ciò che non sarebbe mai stato deliberato dalla saggezza del parlamento, ma fu frutto dalle sue paure … Sarebbe stato meglio se queste paure si fossero manifestate prima che sedici uomini cadessero vittime della pietà del Governo e del Legislatore. Non è necessaria una straordinaria sagacia, per prevedere le peggiori conseguenze che derivano inevitabilmente dal traffico tra risurrezionisti e anatomisti, di cui il governo esecutivo ha così a lungo sofferto l’esistenza. Il Governo è già, in grande misura, responsabile per il crimine che è stato favorito dalla sua negligenza, o addirittura incoraggiato da un sistema di tolleranza.» Lancet editoriale, 1828-9 (1), pp 818–21, 28 marzo 1829.

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The Burke and Hare murders, also known as West Port murders are a well documented and much romanticised case of serial killings in the 1800s. Mr William Burke and Mr William Hare were Irish immigrants living in Edinburgh, Scotland. Their actions are credited for the invention of the English term ‘burking’, meaning to smother a victim.

Burke arrived in Edinburgh around 1817, leaving behind a wife and children in Ireland. He had tried many trades, and also spent some time in the military, but still found himself desperately poor. He intended to spend some time in Edinburgh and then move onto the West Country in order to work as a cobbler. However, he then met many new friends in Edinburgh, including his new mistress Helen McDougal. They were offered to stay and live in the spare room of Mr. Hare and his wife Margaret Laird.

Mr William Hare was around 12 years younger than Burke and he had married young widow Margaret Laird. Together they ran a lodging house for beggars and vagrants. Hare was reportedly an aggressive and frightening man. He had fled to Scotland after killing one of his master’s horses back home in Ireland. A gory insight into this gentleman’s taste for crime.

During this time period, there was a flourishing medical community in the United Kingdom, and in particular Edinburgh. However, there was a serious shortage of cadavers for the further study and teaching of anatomy. The main source of legal cadavers was the bodies of executed criminals. But this had dried up due to a reduction in crime and a reduction in the use of execution as a punishment. The demand for anatomical demonstrations continued to grow rapidly and so many medical professors turned a blind eye as to where the bodies they bought had been sourced. This led to a huge black market industry for body snatchers, or resurrectionists, who robbed graves or funerals and sold the bodies for medical purposes.

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Edinburgh University was the centre for medical education in Scotland with huge numbers of students flocking to the city.

Shortly after Burke and Hare began living together in 1827, an old army pensioner living at their lodging house died still owing them £4 rent. He had no living relatives or anyone who would ask after him. So Burke and Hare filled his coffin with wood chips and took his body to Edinburgh University, where they sold his cadaver for £7. The buyer; an assistant to the anatomist and famed surgeon Dr Robert Knox. This was easy money.

Knox’s anatomical demonstrations drew crowds of up to 400 people, including medical students and members of the general public. Understandably, he was keen to source hard-to-come-by cadavers to continue his research and personal gain. He was a man who was prepared not to ask questions in order for business to go on as usual.

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Dr. Robert Knox

Burke and Hare’s first murder victim was a sickly tenant at their lodging house, named Joseph. The two men plied Joseph with whisky and then suffocated him, so it appeared that he had died in his sleep of natural causes. The lodging house provided a steady supply of bodies for Burke and Hare. The people who stayed there were often very poor or very sick, with no family who cared about them.

When there were no more sickly tenants in the lodging house, Burke and Hare began luring in beggars and prostitutes off the street. They lured them with the promise of breakfast or alcohol. Once the victim was good and drunk the two men would smother them and take their body to Dr. Knox for cold hard cash. They could fetch anything from £7 to £10 per head.

A particular victim of these two shady characters was a young mentally disabled man called James Wilson or ‘Daft Jamie’. James walked with a distinct limp, often went without shoes and was only 18 years old at the time of his murder. The reason this murder is significant is because the clothes of their victims were usually disposed of in the Union Canal. However, for some bizarre reason, Burke gave James’ clothes to his nephews and they were used as evidence against the two men at trial.

The last murder the two grisly men committed was that of one Marjory Campbell Docherty. Burke lured her to the lodging house by claiming that one of her relatives was already staying there. That night, neighbours reported hearing a struggle and even heard the voice of a woman screaming “Murder!”.

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The Grays, a young couple who were lodging with Burke and Hare, became suspicious when they were not allowed to enter a room where they had left some of their belongings. When they were alone in the house later that evening, they searched the room and found the body of Mary Docherty stashed under the bed. On their way to the police station, they were accosted by Helen McDougal, the mistress of Burke. She tried to offer the couple £10 a week in order to stop them from alerting the authorities. They refused.

When the police arrived at the lodging house, Burke and Hare had already removed the body. However, they had conflicting stories as to where Mary Docherty had gone and why she could not be questioned. They were arrested and thus began a lengthy and complicated trial. It became clear that the two men would blame each other for the murders, and after much questioning the police decided that Hare seemed more of an idiot than a hardened criminal. Burke, on the other hand, was cool and calculated. He seemed to be the brains behind their heinous acts. Hare was offered immunity from prosecution if he agreed to testify against Burke.

Burke was sentenced at 8:30am on Christmas Morning 1828. The judge ruled that in addition to being hung publicly, Burke was also sentenced to being used as a cadaver after his death. His body was to be dissected in front of a live audience and his skeleton to be preserved as a lasting reminder of his abominable crimes.

Burke was executed by hanging on the 28th January 1829 on a day of torrential rain. An estimated 25,000 people gathered to bear witness to his execution and the following day his body was publicly dissected. A small riot broke out at the college as so many people had turned out to witness the dissection. During the dissection, which lasted for two hours, Professor Alexander Monro dipped his pen into Burke’s blood and wrote “This is written with the blood of Wm Burke, who was hanged at Edinburgh. This blood was taken from his head”.

Burke’s skeleton is still on display in the Anatomical Museum at Edinburgh Medical School, alongside his death mask and a book made from his tanned skin. Crime doesn’t pay. Unless you are Hare of course. Although no one does know what became of him either …

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The skeleton of William Burke

http://www.ed.ac.uk/visit/museums-galleries/anatomical
http://www.edinburgh-history.co.uk/burke-hare.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Burke_and_Hare_murders
http://burkeandhare.com/

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