Nel mese di maggio, AISM aveva pubblicato un articolo che discuteva i primi risultati di uno studio australiano interessante, il quale metteva in relazione obesità e Sclerosi Multipla.
Un gruppo di ricercatori australiani, infatti, analizzò circa 2.400 questionari somministrati a persone con SM, trovando che l’obesità era legata ad una bassa qualità della vita e ad una maggiore disabilità. Inoltre, le persone obese con sclerosi multipla o coloro che erano fumatori, avevano una maggiore probabilità di avere altre malattie, come il diabete o la pressione alta.

Anche se questi risultati non hanno dimostrato alcuna relazione causa-effetto con la SM, uno stile di vita più sano che aiuti a mantenere un peso corporeo stabile, pare abbia diversi effetti positivi e potrebbe anche in qulche modo rallentare la progressione della disabilità.

Un nuovo studio osservazionale anglo-canadese pubblicato il 28 giugno ha mostrato che esiste una associazione tra obesità, indicata con un valore del Body Mass Index (BMI) elevato (>30) e Sclerosi Multipla. Va detto che lo studio ha preso in esame solo quella che viene definita “obesità genetica”, cioè slegata da stili di vita scorretti.
I ricercatori hanno condutto le loro analisi statistiche su un campione di popolazione molto ampio cercando le evidenze che potessero stabilire un rapporto di “causalità” tra obesità e Sclerosi Multipla. Tale studio ha evidenziato che il rischio di sviluppare la patologia aumenta del 41% quando aumenta il BMI passando dalla categoria “sovrappeso” (superiore o uguale a 25 kg/m2) a quella di “obeso” (superiore o uguale a 30 kg/m2).

I risultati hanno mostrato che un cambiamento di BMI dalla categoria “sovrappeso” a “obeso” – che equivale in una donna adultà di età media un aumento in peso da 150 a 180 pounds (da 68 a 81 kg) – è collegato ad un aumento del 40% del rischio di sviluppare la Sclerosi Multipla.

Questi risultati hanno importanti implicazioni per la salute pubblica, in quanto sottolineano l’importanza di intervenire attraverso programmi per la promozione dell’attività fisica e di una sana alimentazione nei casi di obesità infantile e giovanile, dal momento che la Sclerosi Multipla si manifesta per lo più nella prima età adulta (28-31 anni), ed i sintomi iniziali comprendono visione offuscata o doppia, distorsione rosso-verde, o cecità in un occhio, e anche perché in alcuni paesi (come gli Stati Uniti) quasi il 17% degli adolescenti e il 35% degli adulti è obeso.

Le evidenze a disposizione mostrano che i meccanismi attraverso i quali l’aumento di BMI influenza il rischio di sviluppare la SM sono molteplici: a partire dallo “stato pro-infiammatorio” promosso dall’obesità, il quale potrebbe essere collegato allo sviluppo di patologie autoimmuni, fino ad arrivare alla diminuzione dei livelli di vitamina D, anche questa determinata da un elevato BMI. Ma quale sia l’effettivo ruolo funzionale dell’obesità nei confronti della patologia neurologica resta ancora non chiaro.

Lo studio, condotto dal dottor Brent Richards dal Jewish General Hospital in Quebec, Canada, è stato appena pubblicato su PLoS Medicine.

I ricercatori hanno aggiunto che “gli ormoni derivati dal tessuto adiposo, come la leptina e adiponectina, potrebbero fornire un possibile collegamento meccanicistico tra obesità e rischio di Sclerosi Multipla.”

 

Il Dr. Richards e i suoi colleghi del team di ricerca hanno condotto uno studio con randomizzazione mendeliana in un gran numero di persone, al fine di esaminare se l’obesità determinata geneticamente è realmente collegata ad un aumento del rischio di Sclerosi Multipla.
La randomizzazione mendeliana è un metodo che fornisce nuove opportunità per testare la causalità ed esplorare i meccanismi biologici.
“La randomizzazione mendeliana offre una tecnica di indagine più precisa sulle relazioni potenzialmente causali, utilizzando associazioni genetiche per esplorare l’effetto delle esposizioni modificabili sui risultati”, spiegano i ricercatori.

Il team conclude:
 

“Un BMI geneticamente elevato è associato ad un più elevato rischio di sviluppare la sclerosi multipla, fornendo le prove di un ruolo causale dell’obesità nell’eziologia della SM. E mentre l’obesità è stata associata a molte patologie che interessano l’età adulta, questi risultati suggeriscono un’importante conseguenza dell’obesità infantile e adolescenziale. 

 
Prevalence of Comorbidities, Overweight and Obesity in an International Sample of People with Multiple Sclerosis and Associations with Modifiable Lifestyle Factors. PLoS One. 2016 Feb http://www.medicalnewstoday.com/articles/311248.php5;11(2):e0148573, Marck CH et al.

https://www.sciencedaily.com/releases/2016/06/160628182523.htm

Lauren E. Mokry, Stephanie Ross, Nicholas J. Timpson, Stephen Sawcer, George Davey Smith, J. Brent Richards. Obesity and Multiple Sclerosis: A Mendelian Randomization Study. PLOS Medicine, 2016; 13 (6): e1002053 DOI: 10.1371/journal.pmed.1002053

PLOS. “Obesity linked to increased risk of multiple sclerosis.” ScienceDaily. ScienceDaily, 28 June 2016. <www.sciencedaily.com/releases/2016/06/160628182523.htm>.

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