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La Gran Bretagna è la patria di molti dei luoghi più infestati del mondo e ha una ricca storia di fenomeni paranormali. Dalla famosa Torre di Londra alla città di York (considerata da molti la città più infestata d’Europa); qui non sarete mai a corto di storie di fantasmi.
I cimiteri, poi, sono spesso considerati tra i luoghi più spaventosi e più noti tra quelli nei quali si sono originati questi racconti, e il cimitero più infestato di tutti è senza alcun dubbio il Greyfriars Kirkyard.

Nel cuore di una Edimburgo moderna e vivace, il Greyfriars Kirkyard sembra nettamente fuori luogo. Ci si sente quasi in un paesaggio rurale, isolati e tranquilli, e si dimentica che la città è ancora lì in movimento intorno a noi, appena fuori da quelle mura. Le enormi tombe grigie in stile gotico con alte torri che svettano sopra la testa, mostrano intagli macabri che presagiscono la morte.
Nella maggior parte dei cimiteri nel corso della storia, e attraverso le culture, è tipico che venga celebrata la vita e il concetto di vita dopo la morte. Solitamente nei cimiteri inglesi ci si imbatte in statue di angeli, fiori, simboli di comfort e di un dolore “controllato”.
A Greyfriars, invece, vi sono dei primitivi crani e ossa incrociate scavate nella pietra, simboli di bara e vanga nelle mura del cimitero e poi tetre e imbronciate statue di coloro che hanno lasciato questo mondo. E’ come se ogni cosa in questo cimitero ammonisca i visitatori del loro destino imminente.

In aggiunta a questo, il Kirkyard vanta una prigione del 16° secolo e un manicomio, situati ai lati apposti dello stesso. Non c’è da stupirsi, quindi, se molti affascinanti racconti abbiano avuto luogo proprio qui.

I Covenanti

I Covenanti erano un movimento religioso protestante riformato, che ha avuto origine nel 17° secolo. Secondo il loro credo, nessun uomo, nemmeno un re, potrebbe mai essere il capo spirituale della Chiesa. Ovviamente questo gruppo religioso non piaceva al re, il quale, tra il 17° e il 19° secolo, fece perseguitare e imprigionare nella Covenanters Prison, nei pressi del cimitero, oltre 1.200 Covenanti.

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Covenanters Prison

Si racconta che in una qualunque calda giornata estiva, a causa delle condizioni orribili e ripugnanti del carcere, tra cui la mancanza di igiene, la totale incuria e la sporcizia, la puzza della prigione era talmente forte da permeare l’aria di tutta la zona adiacente al cimitero. I detenuti erano esposti alle intemperie, torturati ed uccisi crudelmente. Essi, infatti, venivano impiccati presso la vicino forca di Grassmarket o deportati come schiavi. I corpi delle persone incarcerate venivano seppeliti proprio nel cimitero di Greyfriars. L’unica via d’uscita era quella di giurare fedeltà al re, un atto che in pochi compirono.

Si dice oggi sia possibile ascoltare i lamenti dei prigionieri per tutta la notte …

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Replica della bandiera dei Covenanti (National Museum of Scotland)

Il Poltergeist di Mackenzie

Il Poltergeist di Mackenzie è l’entità più malvagia e nota a Greyfriars. Oltre 400 persone hanno riferito di essere state attaccate da questa presenza e l’attività di quest’ultima ha preoccupato addirittura il Consiglio Comunale tanto da bloccare al pubblico le porte che conducono alla sua tomba. Attualmente, infatti, non è  possibile accedervi se non previo appuntamento e con una guida turistica.
Sir George Mackenzie,  la cui attitudine spregiudicata e spietata gli valse il nome di “bloody Mackenzie” (Mackenzie, il sanguinario), è vissuto nel 1600 e divenne famoso per la sua barbara persecuzione dei Covenanti. Egli, infatti, fece in modo che i Covenanti fossero tenuti in prigionia in condizioni squallide durante tutto il rigido inverno scozzese: senza alcun riparo e con razioni di cibo estremamente scarse.

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Sir George Mackenzie

È interessante notare che, anche se l’attività paranormale è stata segnalata intorno a questa tomba per un certo numero di anni, gli attacchi sembrano essersi intensificati dopo un particolare evento accaduto nel 1998. Era una notte tempestosa e un uomo senza fissa dimora decise di entrare nel tomba di Mackenzie (nota col nome di “Black Mausoleum“). Presumibilmente vi entrò nella speranza di trovare gioielli di valore o qualcosa da vendere, e nella ricerca ruppe la bara di Mackenzie che rimase aperta e poi cadde all’indietro in una fossa contenente i resti ammuffiti degli appestati. Con grandissimo spavento corse fuori dal mausoleo e per tutto il cimitero urlando a gran voce; le sua urla furono udite da un giardiniere che aveva visto il trambusto. Mentre i due uomini stavano fuori all’entrata del mausoleo udirono un rumore strano che proveniva dall’interno dell’ultima dimora di Mackenzie. Dopo qualche giorno una donna testimoniò di essere stata spinta all’indietro da una folata di vento gelido, dopo essersi affacciata tra le fessure del mausoleo.

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Bara di Mackenzie

Una veloce ricerca su Google vi mostrerà i danni causati alla tomba di Mackenzie. Si può anche vedere che molti altri resti umani differenti sono stati sepolti insieme a lui nella sua bara. Siamo quindi certi che l’attività del poltergeist sia legata a Mackenzie – o magari si tratta di qualcun altro?

Ad ogni modo, sin da quello sfortunato evento, molti visitatori hanno sperimentato gli attacchi fisici da parte di un’entità, che si manifesta attraverso evidenti lividi sulle gambe e sulle braccia dei malcapitati visitatori che appaiono causati da mani invisibili.
Il poltergeist sarebbe anche in grado di muoversi; molte sono infatti le testimonianze di persone “seguite” da questa ostile presenza che sembra scegliere degli individui, assumendo vita propria. I fenomeni paranormali sono stati registrati in periodi che durano da qualche giorni fino a mesi. Il poltergeist è stato anche segnalato nei luoghi in cui Mackenzie ha trascorso la sua vita e nelle case in cui aveva vissuto molti molti anni fa.

E’ proprio per via di queste manifestazioni, spesso anche violente, che il comune della città decise di chiudere le prigioni e il mausoleo. Tra il 1990 e il 2006 sono stati segnalati circa quattrocento fenomeni tra cui percezione di punti caldi e punti freddi, rumori nel sottosuolo, ringhia. Persone che sentono sbalzi emotivi fortissimi, scoppiano in lacrime, svengono o avvertono sensazioni di nausea. Insomma, il poltergeist di Mackenzie è con noi.

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Greyfriar Bobby

Senza dubbio il più famoso residente del cimitero di Greyfriars è Greyfriars Bobby.
Bobby era un piccolo “Scottish Terrier“, che a partire dal 1855 fu di proprietà di un signore chiamato John Gray, che lavorava per la Polizia di Edimburgo come guardia notturna. Bobby era così fedele al suo padrone che, anche dopo che John morì di tubercolosi, continuò a vegliarne la tomba per 14 anni fino alla sua morte, avvenuta il 14 gennaio 1872. Bobby non sarebbe dovuto stare all’interno del cimitero, ma semplicemente niente e nessuno riusciva a spostarlo dalla tomba del suo padrone e così la gente del posto, commossa, cominciò a dargli da mangiare ammirandolo per la sua enorme lealtà. Quando Bobby morì, fu sepolto in una tomba anonima all’interno delle mura del cimitero in modo da poter essere vicino al suo amato padrone per sempre. Tuttavia, vi è una statua commemorativa per il piccolo cane e un campanello suona ogni giorno all’01:00 pm per commemorare il momento in cui la gente del posto gli avrebbe dato da mangiare. Molti visitatori hanno testimoniato di aver udito Bobby abbaiare all’interno delle mura del cimitero; altri affermano di averlo visto sulla tomba di pietra di John Gray ancora intento a far la guardia alla tomba del proprio padrone.
Molte persone ancora lasciano dei fiori o del cibo per il bene della sua piccola anima.

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Statua eretta in onore di Bobby (fotografia di Michael Reeve, 15/09/2003)

E poi ho il piacere e anche l’onore di presentarvi la primissima collaborazione con i ragazzi di Assi Di Picche: un canale che tratta di misteri, omicidi irrisolti, occulto e introspettive nei meandri più inquietanti della mente umana.
Una rivoluzione del “vocabolario visivo” e non i soliti video documentari, i ragazzi di Assi Di Picche hanno portato su YouTube qualcosa in più: video, certamente, ma con il potere descrittivo di un racconto, in cui la mancanza non casuale di una voce narrativa in qualche modo “obbliga” lo spettatore ad entrare in prima persona in un carosello di fotografie, spesso inquietanti, e a leggere con avida curiosità il contenuto delle didascalie che le accompagnano. Un vero e proprio video-racconto senza voci, in un crescendo che lascia lo spettatore immerso in una dimensione cupa e misteriosa.
I ragazzi di Assi di Picche hanno deciso di creare un video ispirati proprio a questo post. E con grande piacere ve lo presento!


Buona visione e non dimenticatevi di passare nel canale!!

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Britain is home to many of the worlds most haunted locations and has a rich history of paranormal phenomenon. From the famed Tower of London to the city of York (considered by many the most haunted city in Europe), you will never be short of a ghost story here.

Graveyards are often considered some of the ‘scariest’ and more obvious sites for these tales to originate from, and the most haunted graveyard of all must be Greyfriars Kirkyard.

In the heart of a modern and bustling Edinburgh, the Greyfriars Kirkyard looks distinctly out of place. It feels rural, isolated and quiet, and you forget the city is still moving around you just outside those walls. The huge gothic grey tombs tower high above your head, bearing macabre carvings and the foreboding of death. In most cemeteries throughout history, and across cultures, it is typical of graveyards to celebrate life or the concept of afterlife. You would typically see angels, flowers, symbols of comfort and controlled grief. At Greyfriars you see primitive skulls and crossbones carved into the stone, coffin and spade symbols in the cemetery walls and bleak, grumpy statues of those who have passed. It is like they were trying to make sure you definitely don’t forget your impending fate.

In addition to this, the Kirkyard boasts a 16th century prison and a mental asylum either side of it. It is hardly surprising then that many an intriguing tale has begun at this very place…

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The Covenanters

The Covenanters were a reformed Protestant religious movement which originated in the 17th century. Their defining belief was that no man, not even a king could be the spiritual head of the church. This obviously didn’t sit so well with the king. Between the 17th through to 19th century, there were over 1,200 Covenanter’s imprisoned by the Kirkyard at any given time. On a hot summer day, it was said that because of the foul and repulsive conditions at the prison, including the  lack of hygiene, neglect and filth, the stench of the prison would permeate the air. Prisoners among the Covenanters were either hanged at the nearby  Grassmarket gallows or deported as slaves. The only way out was to swear allegiance to the king, which very few did.

It is said today that you can hear the moans of the prisoners through the night…

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The Mackenzie Poltergeist

The Mackenzie Poltergeist is the most vicious and infamous entity at Greyfriars. Over 400 people have reportedly been attacked by this individual and the activity has actually resulted in the city council locking the gates leading to his particular tomb. It can now only be visited upon appointment and with a tour guide. Sir George Mackenzie or “Bloody Mackenzie” lived in the 1600s and became famed for his barbaric persecution of the Covenanters. He organised it so that the Covenanters were kept in squalid conditions throughout the harsh Scottish winter. With no shelter and minimal food.

Interestingly, although paranormal activity has been reported around this tomb for a number of years, the attacks seem to have intensified since a particular event in 1998. It was a stormy night and a homeless man decided to break into Mackenzie’s tomb. Presumably in the hope of finding valuable jewellery or something to sell. The homeless man broke open Mackenzie’s casket and then fell backwards into a pit containing the remains of plague victims. He ran out of the mausoleum screaming and was met by a groundskeeper who had heard the commotion. The two men stood outside the tomb and heard a strange knocking sound from within Mackenzie’s final resting place.

A quick google search will show you the damage caused to Mackenzie’s tomb by the grave robber. You can also see that many different human remains have been buried in his coffin with him. Is the poltergeist really Mackenzie – or someone else?

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Anyhow, since this event, many visitors have experienced physical attacks from an unseen entity whilst outside this tomb. Bruises appear on their legs and arms caused by unseen hands. The poltergeist has even been known to move around, following individuals which it chooses, taking on a life of it’s own. The hauntings have lasted for periods of days to months. Bloody Mackenzie’s poltergeist has also been reported as manifesting in places where he spent his life and homes that he had lived in many many years ago.

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Greyfriar’s Bobby

Undoubtedly the most famous resident of Greyfriars however, is Greyfriars Bobby. Bobby was a little Scottish Terrier owned by a gentleman called John Gray in the 1800s. Little Bobby was so loyal to his master that even after John died of Tuberculosis, he kept watch over John’s grave for 14 years until his own death on 14 January 1872. Bobby was not supposed to be within the graveyard at all but he just could not be moved and locals began to feed him, and admire him for his loyalty. When Bobby died, he was buried in an unmarked grave within the cemetery walls so he could be near his beloved master. However, there is a memorial statue for the little dog and a bell is rung every day at 1 o clock to commemorate the time at which locals would feed him. Many visitors report hearing Bobby bark within the cemetery walls and he is sometimes sited around John Gray’s grave stone. Many people lay flowers and dog treats for his good little soul.


Fonti:

http://www.greyfriarskirk.com/

http://www.paranormalfieldinvestigators.com/mackenziepoltergeist.html

http://www.covenanter.org.uk/

http://dimensionzone.com/paranormal/most_haunted_greyfriars.htm

Featured Image courtesy of travelingwithkrushworth (All rights reserved)

 

 

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