Cari amici,
benvenuti ad un nuovo post di approfondimento riguardante le terapie utilizzate per il trattamento della Sclerosi Multipla e quindi in grado di ridurre il numero delle recidive.
Oggi parliamo di Tecfidera, un altro farmaco orale per il trattamento della SM recidivante remittente. Il principio attivo contenuto in Tecfidera è chiamato dimetil-fumarato. Sembra che Tecfidera agisca impedendo al sistema immunitario di danneggiare il cervello e il midollo spinale. Questo può quindi contribuire a ritardare il peggioramento futuro della sclerosi multipla.
Come sempre, ho effettuato una piccola ricerca online su tale farmaco, e devo dire che anche sul Tecfidera si può trovare davvero di tutto: dai dossier promettenti e rassicuranti a un quasi ironico terrorismo psicologico. Per il dossier di oggi, due ragazzi, Ivan e Fabio, hanno gentilmente risposto ad alcune mie domande che ci aiuteranno a capire meglio come agisce il Tecfidera, quali sono i suoi effetti collaterali e come può aiutare nel trattamento della Sclerosi Multipla.

Ivan, 33 anni, toscano, diagnosticato nel 2012, è un ragazzo che segue una terapia con Tecfidera da poco più di un anno. Fabio, 32 anni, siciliano, diagnosticato nel settembre 2015, assume Tecfidera da dicembre 2015.

Benvenuti Ivan e Fabio, e innanzitutto grazie per aver accettato di prendere parte a questa intervista. Raccontateci la vostra storia con la SM a partire dalla diagnosi a quando vi hanno proposto questo farmaco. Avevate paura degli effetti collaterali? Avete fatto una ricerca online a proposito di Tecfidera?

Ivan: “Grazie a te per averci chiesto di raccontare la nostra esperienza! La mia storia “terapeutica” post-diagnosi è relativamente semplice da raccontare. Dopo un iniziale periodo senza terapia iniziai una classica terapia con interferone (Avonex), ma dopo un annetto dall’inizio di questa avventura una bella ricaduta mi avvertì che l’interferone non stava dando i risultati attesi. I neurologi mi proposero un generico cambio terapeutico che accettai subito senza troppa esitazione perché continuare a fare una terapia che aveva già mostrato ampiamente i suoi limiti nel mio caso specifico… non mi faceva dormire sonni tranquilli! I possibili candidati erano Tecfidera (al tempo non ancora in commercio), Gilenya o Tysabri. Iniziai a fare analisi e screening completi per tutti e tre i farmaci e nel frattempo sia io che i miei neurologici maturammo l’idea che forse la scelta più azzeccata, sia in termini di costi/benefici sia in riferimento all’attività moderata della mia SM, sarebbe stata Tecfidera. Ma Tecfidera non era ancora disponibile in quel momento e così ho dovuto aspettare 8 mesi per il cambio terapeutico.

Ovviamente in questi lunghi 8 mesi ho avuto modo di informarmi su ogni aspetto conosciuto di Tecfidera. Ho cercato di informarmi in modo intelligente, privilegiando le informazioni ufficiali e gli svariati articoli scientifici che venivano pubblicati di tanto in tanto su questo nuovo farmaco e dando il “giusto peso” alle opinioni dei pazienti che come al solito si dividevano (poco oggettivamente) in due fazioni: i sognatori e i complottisti. Bilanciando le informazioni ricevute… no, non ho paura degli effetti collaterali. Ho molta più paura della SM! E poi basta monitorarsi con un po’ di intelligenza e seguire i consigli dei medici per scongiurare i più comuni effetti collaterali…. ”

Fabio: “La mia avventura con la SM inizia nel settembre 2015, quando una mattina alzandomi dal letto, iniziò a girarmi la testa, come se fossi su una barca in alto mare. In più non riuscivo a mettere a fuoco nulla con gli occhi. Sono andato al pronto soccorso di Palermo, e dopo avermi fatto una TAC mi hanno ricoverato, facendomi tutti i controlli per la SM. Mentre ero in ospedale oltre ai giramenti di testa, ebbi anche una paresi parziale al viso. Dopo gli esami e la diagnosi finale mi raccomandarono ad un centro per la cura della malattia, il centro per le malattie demielinizzanti del policlinico di Palermo. Quando feci la prima visita il neurologo mi disse di scegliere tra due farmaci, o il copaxone o il tecfidera, e scelsi il tecfidera perché non dovevo bucarmi e gli effetti collaterali mi sembravano più sopportabili rispetto all’altro farmaco. Anche su internet leggevo che era un farmaco nuovo e molto accettato dal corpo.”

Quanto siete rimasti in osservazione all’inizio della vostra “avventura” con Tecfidera?

Ivan: “Ho iniziato la mia avventura con Tecfidera comodamente a casa, per cui non ho avuto nessun periodo di osservazione. Unica raccomandazione che mi era stata fatta era quella di iniziare la terapia in un giorno lavorativo così per qualsiasi eventuale effetto avverso avrei trovato i neurologi in reparto.”

Fabio: “Io ho iniziato il tecfidera dopo essere stato dimesso, ma sono ancora sotto osservazione in quanto ho aderito ad un progetto straniero sul monitoraggio dei pazienti che prendono questo farmaco.”

Come va assunto il farmaco? Ci sono dei particolari accorgimenti che tenete in considerazione durante e/o dopo l’assunzione?

Ivan: “La terapia con Tecfidera consiste di due compresse gastroresistenti al giorno (andrebbero prese a distanza di 12 ore ma si può non essere così fiscali, basta non prenderle troppo ravvicinate l’una all’altra!). Personalmente la prendo a colazione e a cena. Unico accorgimento da tenere in considerazione: assumerla con il cibo. Con il passare del tempo questa accortezza può non essere necessaria, ma nei primi tempi ciò aiuta molto a tenere sotto controllo possibili effetti collaterali a livello gastrointestinale.”

Fabio: “Il farmaco va assunto due volte al giorno, colazione e cena, e a stomaco pieno. Di solito io lascio un ultimo boccone di pasto da prendere dopo aver assunto il tecfidera. Due ore prima e dopo averlo preso evito di bere alcolici e prendere altri farmaci per evitare qualsiasi effetto collaterale.”

Quali sono stati i più frequenti effetti collaterali che avete riscontrato con questo farmaco? Per esempio, ho letto un po’ ovunque che il Tecfidera può ridurre il numero dei globuli bianchi nel sangue (linfociti). Una persona che prende Tecfidera deve eseguire periodicamente esami o visite mediche particolari per il monitoraggio dei possibili effetti collaterali?

Ivan: “L’unico effetto collaterale degno di nota nel mio caso è stato un forte reflusso gastroesofageo dopo circa un mese dall’inizio ella terapia. Un reflusso che si è presentato con una sintomatologia strana: tachicardia, senso di oppressione al petto e forte tosse secca. Quindici giorni di gastroprotettore e tutto è tornato nella normalità ed il problema non si è più presentato. Ah dimenticavo… altri piccoli effetti collaterali sono rossore, sensazione di caldo e secchezza delle fauci dopo alcune ore dall’assunzione della compressa. Per chi viene da una esperienza con l’interferone non sono neanche effetti collaterali, ma giusto qualche cosa che ti ricorda che hai preso la compressa!

La riduzione della conta linfocitaria è un fenomeno abbastanza frequente con Tecfidera che però tende, di solito, a rientrare nell’arco di alcuni mesi. Personalmente ho avuto questo problema dopo circa 6 mesi, ma per dovere di cronaca devo dire che ho sempre avuto valori di globuli bianchi vicini al limite inferiore del range. A causa di questo problema ho dovuto fare analisi ematiche mensili per monitorare l’evoluzione temporale di questo valore al fine di accertare che il valore di globuli bianchi non continuasse a scendere. Come previsto questa riduzione di globuli bianchi si è fermata e dopo 4/5 mesi ed i valori sono tornati ai livelli pre-Tecfidera.

Chi assume Tecfidera deve ovviamente fare analisi ematiche per scongiurare questi problemi. Generalmente le analisi devono avere cadenza mensile per i primi 3 mesi di terapia, per poi passare ad analisi trimestrali.”

Fabio: “I più frequenti effetti collaterali sono il flushing (arrossamento e vampate di calore), problemi di stomaco (diarrea), nausea, perdita dell’appetito e sonnolenza. Questi sono quelli che ho avuto io e sono gli effetti collaterali più frequenti che sono spariti dopo un mese dall’inizio della terapia e si manifestano sempre più raramente. Per quanto riguarda le visite mediche, il mio neurologo mi ha prescritto esami del sangue trimestrali e una RM di controllo annuale. Le analisi del sangue prevedono l’emocromo, transaminasi e creatininemia.”  

Potete farci un riassunto della vostra esperienza con Tecfidera da quando ve l’hanno proposto ad oggi? Avete avuto altre ricadute? Lo definireste il farmaco adatto a voi?

Ivan: “Ad oltre un anno dall’inizio di questa terapia sono molto soddisfatto della mia qualità della vita, nettamente migliorata rispetto a quando facevo interferone. Voglio però dire per correttezza che avrei continuato senza alcun dubbio interferone se questo avesse mostrato di funzionare su di me. Sono molto attaccato al motto “squadra vincente non si cambia”. Ho avuto una piccolissima ricaduta dopo 2 mesi di terapia, ma come per tutte le terapie per SM i conti si fanno dopo 5-6 mesi…

Se è il farmaco adatto a me!? Per la qualità della vita direi proprio di si. In quanto ad efficacia voglio prendermi altro tempo per rispondere a questa domanda. Mediamente ho avuto una ricaduta all’anno dall’esordio… per cui nelle mie valutazioni ci vado sempre con i piedi di piombo!

Fabio: “Il primo mese con il Tecfidera è stato un amore-odio molto intenso. Passavo le giornate a dormire e spesso mi svegliavo con il flushing in atto che passava dopo un’oretta. Per quanto riguarda le ricadute non ne ho più avute e il mio neurologo, dopo aver visto i miei esami e i miei sintomi più frequenti, mi ha detto che sono stabile, quindi penso e spero che il mio rapporto col Tecfidera non finisca.”

Sapete se l’efficacia di Tecfidera è stata confrontata con altre terapie disponibili al momento? Se si, quali?

Ivan: “Per quanto ne sono a conoscenza gli studi in doppio cieco sono stati fatti solo in confronto ad un placebo, dove ha dimostrato una efficacia di circa il 50% nel ridurre il numero di ricadute.

Fabio: “Sinceramente non mi sono mai posto questo pensiero e non ho mai fatto ricerche in merito.”

Siamo arrivati alla fine. Ivan e Fabio, grazie per aver condiviso con noi la vostra esperienza con Tecfidera. Siamo ormai giunti alla consueta domanda finale prima di lasciarci: cosa potete dire ai neo-diagnosticati ai quali viene proposta questa cura. Vi sentite di consigliarlo?

Ivan: “Per esperienza personale vi consiglio di provare. Se il vostro neurologo di fiducia ritiene che sia giusto provare questa strada evidentemente il vostro quadro clinico lascia pensare che potreste avere una buona risposta terapeutica con Tecfidera.

Altra cosa che mi sento di consigliare: evitate di leggere su internet e su facebook se non avete un senso critico ed una oggettività tale da riuscire a dividere la realtà dai fanatismi. Purtroppo tante persone amano disinformare e creare psicosi ed internet ha dato loro un eccezionale canale per farlo. Tecfidera ha messo in discussione due punti cardine da sempre cavallo di battaglia di queste persone, che per difendere le loro teorie sono disposte a riportare una casistica di effetti avversi totalmente lontana dalla realtà.

P.S. = Tanto per dovere di cronaca i due punti cardine abbattuti sono: 1- che i farmaci fanno star male più della SM stessa (Tecfidera non è l’unico approccio terapeutico con pochi effetti collaterali, ma è forse quello con il miglior rapporto costi/benefici); e 2- Che “Big Pharma” non ci vuole curare, che la cura esiste già ma costa poco e così viene tutto insabbiato. Il caso Tecfidera dimostra una volta per tutte che si può prendere una molecola già nota e con un prezzo irrisorio (il dimetil-fumarato costa pochi $ al quintale), sperimentarlo e poi brevettarlo con prezzi in linea alle altre terapia per SM. Per quanto personalmente ritenga questo atteggiamento scorretto, questa storia ci dimostra che ciò è fattibile!”

Fabio: “Assolutamente si, l’ho già consigliato ad alcune persone a me vicine affette dalla SM,e continuerò a farlo.”

 Ivan & Fabio

Featured image: copyright © Claudia Hantschel Photography/all rights reserved fb_icon_325x325.png

3 thoughts

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s