Tanto tempo fa, quando non esistevano Facebook, Whatsapp, Messenger e tutti gli altri social networks a cui siamo abituati oggi, c’era un ragazza di 21 anni che frequentava il secondo anno all’Università. Era perennemente spettinata, sempre dietro sogni impossibili e amicizie sbagliate e scriveva tanto, tanto davvero, soprattutto la notte. Nella piccola scrivania della sua camera vi erano sempre fogli scarabocchiati, agende che rubava ai genitori anche degli anni passati. Internet non era popolare come oggi, si usava sì, ma non allo stesso modo a cui ora siamo abituati. Al tempo vi erano dei siti bizzarri, molto semplici: li chiamavano già “blog”, ma non erano come quelli attuali, così belli graficamente e frequentati da migliaia di utenti giornalmente. Quelli erano altri tempi: uno scriveva e poi chissà magari qualcuno ti faceva un commento o ti mandava una mail. Un giorno quella ragazza ricevette una mail: era un ragazzo, Danilo. All’inizio lei non sapeva che rispondere, ma lui era un tipo particolare a cui piacevano tante cose che piacevano anche a lei: la scrittura per esempio! Così, piano piano tra loro nacque un’amicizia fortissima e anche se non si incontrarono mai ebbero modo di condividere passioni letterarie, musicali e cinematografiche. Trascorsero 13 anni e…
Se fosse un racconto la mia amicizia con Danilo io la riassumerei così, ma questa non è una finzione letteraria: è la realtà, e oggi per Friday Horror vi voglio proporre un  racconto non mio, ma uno dei tanti racconti scritti da Danilo Panicali, giornalista e scrittore per passione e anche amante del cinema horror, per cui ha una specializzazione universitaria.
Forse se non ci fosse stato Danilo, ora non ci sarebbe neanche la ragazza che ha fatto della scrittura un vero e proprio strumento terapeutico, perchè pur nella virtualità Danilo mi ha insegnato un bel po’ di cose…

Nadia

– di Danilo Panicali

Nadia ha quasi trent’anni. E’ una ragazza molto bella. Ha degli occhi molto profondi di un colore intenso. Ha capelli neri, che spesso alleggerisce con una nota color mogano, un naso lungo e dritto e belle labbra. Piene e sensuali.
Nadia è anche dotata di fascino. Non solo dovuto al suo aspetto fisico. E’ capace di catalizzare l’attezione di chi gli sta intorno. E non importa che siano donne o uomini.
Ogni sua parola riesce ad attrarre e a rapire. Forse il segreto sta nel suo tono di voce, o nella sua cadenza, leggermente e indefinibilimente straniera. O semplicemente nell’animosità e nella sincerità con cui esprime i concetti.
Non sempre è chiara e spesso si contraddice anche, ma ogni sua parola finisce col sembrare una realtà assoluta. Io, ad esempio, sono ateo ma se Nadia mi dicesse che Dio esiste probabilmente finirei col darle ragione.
Nadia ha solo un problema. Piccolo o grande a seconda dell’angolazione e della prospettiva da cui lo si guarda. Nadia non ha un corpo. Nadia è un’idea. È una visione. È un pensiero. Sono cinque lettere che fanno un nome. È un sogno. È il mio amore. Nadia è sempre con me. Io la vedo davvero. Anche in questo momento è accanto a me e mi sta guardando. E forse sbaglierò ma sta annuendo mentre mi guarda scrivere di lei. Perché se lo sto facendo è per rispondere a una sua precisa richiesta. D’altra parte non so dirle di no. È questo che rende il nostro rapporto speciale.
A volte Nadia mi fa anche paura. Conosce tutti i miei segreti e spesso li usa quando vuole farmi fare quelle cose. Li chiama piccoli pegni d’amore. E quando me ne parla hanno veramente l’intensità dei baci bellissimi che poi ci scambiamo. È nel momento in cui svolgo il mio compito che tutto sembra assumere delle tonalità più scure. E quasi mi sento male a pensarci. Anche perché in quei momenti lei mi lascia da solo, perché sono cose da uomo dice…tranne ieri.
Davanti a quella ragazza per la prima volta ho pensato di non farcela. Il rumore della sega sulle ossa mi aveva sconvolto. Non avevo mai segato un braccio prima. Non era l’odore della carne e del sangue a disgustarmi e farmi girare la testa…era qualcosa di più difficile da spiegare. Mi sono chiesto se ne avessi il diritto. Per fortuna che Nadia in quel momento è arrivata e con la sua voce ha saputo convincermi.
Il mio tesoro ha bisogno di braccia per potermi accarezzare e di gambe per correre felice davanti a me. Si, davanti a me, così mi ha detto che potrò rincorrerla. Io non ho mai corso dietro una ragazza. Di solito sono loro a venire da me. Perché sono bellissimo dicono… o forse è Nadia a convincerle di questo. Non lo so. Non riesco a capirlo bene.
Adesso il corpo di Nadia è quasi completo. Trovare tutti i pezzetti per ricreare il suo viso stupendo, quello sì che è stato difficile. Perché la perfezione è quasi impossibile e soprattutto costa molti sacrifici. Quando sarà completa finalmente potremo fare l’amore. Sarà la mia prima volta.
La mamma non voleva mai. Se ci ripenso mi viene da ridere o da sorridere forse. Mi portava ogni sera ragazze bellissime la mamma. Loro inebriavano i miei sensi. Ricordo che la prima volta mamma si arrabbiò moltissimo perché senza volerlo avevo bagnato i pantaloni. Quella sera mi diede un sacco di botte.
Di solito mi eccitavo mentre loro mi accarezzavano e mi toccavano, poi la mamma per proteggermi le allontanava. A volte anche con violenza. Era per curarmi, perché lei sentiva il mio dolore. Poi stavo subito meglio. Succhiava via tutta la malattia, mi diceva sempre.

Nadia mi sta fissando. Non le piace quando ricordo il passato. Lei è il mio presente. Domani finalmente faremo l’amore. Sarà la mia prima volta, ma forse l’ho già detto. Manca solo un piccolo pezzo per completarla.
Il cuore. Il mio già ce l’ha e sarà per sempre suo.

Ma lei vuole quello di mamma…

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Nadia

– by Danilo Panicali

Nadia is almost thirty years old. She is a very beautiful girl. She has very deep eyes of intense color. She has black hair, which often lightens in the sun with a note of mahogany, a nose long and straight and beautiful lips. Full and sensual.
Nadia also has charm. Not only due to her physical appearance. She is able to hypnotise all who pass her and capture their attention. It does not matter whether they are women or men.
Her every word is able to steal a persons heart. Perhaps the secret lies in the tone of her voice, or in its pace, and the sound slightly foreign. Or just the passion and sincerity with which she expresses herself.
It is not always clear and often she even contradicts herself, but every word ends up looking like an absolute reality. I, for one, am an atheist but if Nadia told me that God exists I would probably believe her in the end.
Nadia has just one problem. Small or large depending on the angle and perspective from which you look. Nadia does not have a body. Nadia is an idea. It is a vision. It’s a thought. It is five letters that make a name. It is a dream. And my love.
Nadia is always with me. I’m really looking for her. Also at this time it is next to me and looking at me. I might be wrong but it is nodding as though she looks at me to write about her. Because if I’m doing this I am to answer a precise request from her. On the other hand I do not know how to say no to Nadia. That’s what makes our relationship special.
Sometimes Nadia also makes me afraid. She knows all my secrets and often uses them when he wants me to do things for her. She calls them small tokens of love. And when we talk I feel the intensity of the beautiful kisses that we then exchange. It’s when I do my deeds that everything seems to take on darker shades. And I almost feel sick thinking about it. Because in those moments she leaves me alone, because they are things only men do … except yesterday.
In front of that girl for the first time I thought I would not make it. The noise of the saw on the bones had upset me. I had never sawed an arm before. It was not the smell of flesh and blood which disgusted me and made me turn my head away … it was more difficult to explain than that. I wondered if I had the right to be disgusted by what I did. Fortunately Nadia at that moment arrived and with her voice she was able to convince me to continue.
My baby needed to be able to possess arms and legs to run happy in front of me. Yes, in front of me, so she told me that I could chase her. I had never ran after a girl. Usually they run towards me. Because I am beautiful they say.. or maybe it’s Nadia who convinced them of this. I do not know. I cannot understand it well.
Now Nadia’s body is almost complete. I need to find all the pieces to re-create her gorgeous face, the one that’s been so difficult to see. Because perfection is almost impossible and above all costs a lot of sacrifices. When it is complete we can finally make love. It will be my first time.
Mom never wanted me to make love. If I think about it now I laugh or perhaps smile. Every evening mom would bring home gorgeous girls for me. They intoxicated my senses. I remember the first time Mom was very angry because I unintentionally wet my pants. That evening she gave me a harsh beating.
I usually became aroused while they caressed me and touched me, and my mother would protect me and forced them to  retreat. Sometimes even with violence. It was meant to cure me, because she felt my pain. Then I was immediately better. She sucked away all sickness, she always said.

Nadia is staring at me. She does not like it when I remember the past. She is my present. Tomorrow we’ll make love. It will be my first time, but maybe I’ve already said that. Nadia is missing only one small piece to complete her.
The heart. She already has mine which will be forever hers.

But she wants the heart of mother …

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