Saranno state le 9.30 di mattina quando quei due stronzi bussarono alla mia porta.
– Signorina Karen Bush? –
– Sì, mi dica? –
– Abbiamo trovato Simon. –

Simon è il mio fidanzato, il mio unico immenso amore.
Ha 33 anni Simon, e degli occhi neri molto profondi.
Anche i suoi capelli sono neri, morbidissimi al tatto e leggermente mossi; il suo naso è piccolo e dritto, forse troppo piccolo per il suo viso, ma ciò che amo di più è il suo sorriso. Simon ha un fascino incredibile: è estremamente intelligente, simpatico, riesce a intrattenere chiunque parlando di qualsiasi cosa e grazie a quel suo sorriso perfetto è capace di catalizzare l’attenzione di chiunque abbia intorno: donne e uomini di qualsiasi cultura, perchè Simon è anche dotato di una grande apertura mentale.
Tutti lo ascoltano e raramente qualcuno obietta quel che dice e se lo fa, Simon riesce ad avere ad ogni modo ragione e non per sfinimento del suo interlocutore, ma perchè Simon ha veramente, dannatamente ragione.
Simon è sincero: nessuno dubita della sua sincerità, nessuno dubita della sua integrità morale. Simon ama lo sport ed è molto preciso nelle attività che scandiscono le sue giornate. La mattina, ad esempio, Simon si sveglia alle 6, prepara velocemente una colazione costituita da caffè e yogurt magro al fico, poi si fa una doccia veloce e si incammina verso Russel Park per una corsa di 30 minuti, 40 al massimo, poi torna a casa e si fa un’altra doccia per poi cambiarsi e dirigersi a lavoro.
Simon ama tenere tutto sotto controllo: è uno dei tre manager principali dell’azienda dove lavora, e nella vita privata gli piacciono le cose lineari e schematiche in modo tale da non avere sorprese.
Lo conobbi ad un party estivo di lavoro organizzato dalla sua azienda in cui la mia amica, collega del terzo piano di Simon, mi invitò come ospite esterno. Io che mi abbandonavo raramente, perennemente nervosa, sempre pronta a scattare per le minime cose, io che vivevo costantemente sotto pressione, timida e composta, rimasi incantata quando Simon si avvicinò per presentarsi.
– Ciao, piacere di conoscerti. Mi chiamo Simon! – mi disse, mostrandomi il suo sorriso migliore.
Io e Simon abbiamo un segreto: lui ama approfittarsi delle mie debolezze, adora darmi ordini a cui non posso non obbedire; fin dall’inizio della nostra storia a volte mi puniva anche senza motivo, possedendomi quando ero di spalle senza preoccuparsi del mio dolore ed io lo lasciavo fare perchè mi amava e quelle erano solo dimostrazioni d’amore.
– La nostra storia d’amore è perfetta. – mi diceva e se obiettavo mi dava uno schiaffo. Come potevo obiettare Simon?
Simon mi diceva che un giorno ci saremo sposati se io avessi fatto la brava bambina, ma ero ancora troppo goffa e mi sentivo inadeguata a lui e alla sua perfezione. Soddisfarlo è il mio scopo: l’unico modo di dimostrargli l’amore di cui ha bisogno perchè io lo so che lui mi ama e io lo sento tutto il suo dolore quando si accorge di una mia mancanza. Io voglio solo renderlo felice.
Simon spesso stava fuori per lavoro a lungo e non lo vedevo per giorni. Mi diceva che era molto occupato e io lo sentivo soffrire. In quei giorni d’assenza lui mi privava di tutto: non mangiavo e non dormivo, scrivevo tutta la notte e mi svegliavo con delle grosse occhiaie. Poi tornava, sempre con un giorno di ritardo e quando mi baciava aveva un altro sapore. Ma quel sorriso, quel maledetto sorriso mentre mi stringeva il collo sempre più forte, era tutto, ed io vivevo col suo respiro mentre il mio veniva a mancare.
– Mi sposerai un giorno? – gli chiesi?
– Certo Karen, ma il mio cuore è già tuo. Lo sai. –
Simon mi amava così tanto, nonostante io non mi sentissi all’altezza del suo cuore.

Otto giorni fa Simon partì di nuovo per lavoro, mi disse che sarebbe tornato venerdì ma io lo aspettavo come sempre il giorno seguente, e ieri hanno bussato alla mia porta due poliziotti in borghese. Hanno trovato il suo corpo, in un bosco, mutilato con un grosso squarcio al petto. – A Simon manca il cuore. – mi hanno detto. È buffo che le stesse parole me le diceva Heather, l’amica che avevamo in comune. Era bello Simon, anzi bellissimo, ma questo l’ho già detto, e ora il suo corpo è un involucro vuoto coperto di foglie secche.

Ma io finalmente ho il suo cuore.

It was about 9.30 in the morning when those two assholes knocked on my door.
– Miss Karen Bush? –
– Yes, what is it? Tell me? –
– We found Simon. –

Simon is my boyfriend, my one true love.
Simon is 33 years old, and has deep black eyes.
Even his hair is black, soft to touch, like smoke, and slightly wavy; his nose is small and straight, maybe too small for his face, but what I love the most is his smile. Simon has incredible charm: he’s extremely intelligent, funny, he manages to entertain anyone by talking about anything and thanks to his perfect smile he is able to attract the attention of anyone around: women and men of any culture. He approaches life with an open mind.
All listen to him and rarely does anyone object to what he says, and if they do, Simon manages to persuade them because Simon is always really, damn right.
Simon is sincere: no one doubts his sincerity, no one doubts his integrity. Simon loves sports and is very precise in activities that punctuate his days. In the morning, for example, he wakes up at 6am and prepares a quick breakfast of coffee and low-fat yogurt, then he has a quick shower and walks towards Russell Park for a 30 minute run, 40 at most, then he returns home for another shower before getting dressed for work.
Simon likes to keep everything under control and he is one of the three main managers in the company where he works. In his private life he also likes things linear and schematic in order to avoid surprises.
I met him at a work summer party hosted by his company where my friend Heather, a colleague from the third floor of Simon’s company, invited me as an external guest. I felt abandoned standing by myself and I was very nervous. I was living under constant pressure, trying to remain modest and composed, I was enchanted when Simon came over to introduce himself.
– Hi, nice to meet you. My name is Simon! – He told me, showing me his best smile.
Simon and I have a secret: he likes to take advantage of my weaknesses, loves to give me orders that I cannot disobey; from the beginning of our story together he punished me sometimes without reason. He would take me from behind and worried little for my pain. I let him do it because he loved me and I knew his possessive nature was his only way to demonstrate his love.
– Our love story is perfect. – He told me and gave me a slap if I objected. How could I argue with Simon?
Simon told me that one day we will be married if I have been a good girl, but I was still too awkward and I felt inadequate to him and to his perfection. To satisfy him is my purpose: the only way to show him the love he needs because I know that he feels pain in my absence. I just want to make him happy.
Simon often stayed away on long business trips and I would not see him for days. He said it was very busy at work and I felt him suffer. In those days of absence he deprived me of everything: not eating and not sleeping, I wrote all night with big aching eyes. Then he returned, always a day late. But that smile, that damned smile, as I clutched his increasingly strong neck, it was all that I was living for. It was as though his very breath was my own.
– Will you marry me someday? – I asked him.
– Sure Karen, but my heart is already yours. You know. –
Simon loved me so much, even though I did not always feel I had his heart.

Eight days ago Simon went away on a business trip. He told me that he would be back on Friday but I was expecting as usual that he would be back a day late. Yesterday there was a knock at my door and there stood two policemen in civilian clothes. They found Simon’s body in the woods, mutilated with a big hole cut in the chest. – Simon has no heart. – They told me. It’s funny that those were the exact same words Heather, the friend we had in common, had told me. Simon was beautiful, indeed beautiful, but I’ve already said, and now his body is an empty shell covered with dry leaves.

But I finally have his heart.

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