Va bene, va bene tutto, va bene comunque: è solo un’altra notte.
Certe cose poi non si superano e non si riesce neanche a liberarsi di loro: restano, restano per sempre, aggrappate, avide come rosse fauci spalancate pronte a divorare e a squarciare il mite silenzio della notte. Si tramutano in pensieri che fanno compagnia anche quando gli occhi si chiudono, anche quando pensi che stiano svanendo tra dolci sogni. Ma quali sogni? Le cicatrici non se ne vanno, le assenze sono cento, mille volte più forti delle presenze, ma comunque non importa perchè alla fine passa, passa tutto, anche quando sembra non esserci via d’uscita, anche quando sembra mancare il respiro. E aspetti la luce, in fondo a quel tunnel, corri per riprendere in mano la vita, cerchi la forza di combattere consapevole che il tuo cuore verrà spezzato tante altre volte e puntualmente ti ritroverai seduta a guardare le tue mani pensando di essere ancora una volta sola.
E’ difficile capirsi, eppure il tempo scorre e non scalfisce mai ciò che siamo. Ci si rassegna sperando che in questa vita e nelle prossime continueremo a crescere e potremo rifare tutto cambiando il nostro destino. E intanto le giornate scorrono veloci e a volte lente; gli occhi sono il riflesso di ciò che siamo mentre la musica ci ammalia e nel vento volano le nostre parole. Ed è meraviglioso cullare i pensieri del tempo senza tempo…

Ora però non ho più paura di non essere abbastanza. Devo essere pronta a correre in ogni situazione e non avere paura perchè la vita che vivo è questa e non bisogna mai aver paura di vivere, di assaporare la felicità, di urlare, di piangere, di gioire, di fare pazzie, di cantare, di ballare, di rischiare e battere i pugni. Non voglio più schemi da seguire per raggiungere una perfezione che non esiste.

Io non voglio più catene, nè di raso nè di ferro e non voglio una speranza, perché tutto nel tempo si trasforma. Non voglio sogni, perchè i sogni illudono e non si può vivere nell’illusione. Non voglio andare avanti, perché ho dei rimpianti e so che a volte tornare indietro sarebbe la cosa migliore. Non voglio ciò che è perfetto, perchè la perfezione non è un concetto. Non voglio ciò che è facile, utile, fine a sè stesso, confortevole, accomodante: voglio solo vivere percorrendo quella strada incisa che è il destino osservando le stagioni e il ripetersi dei giorni.

Non voglio più legami che mi imprigionino i sensi, voglio essere libera di essere sempre e per sempre me stessa nell’inconsistenza di questo vivere sospesa, unchained, in un conflitto di emozioni, di azioni, reazioni, di sentimenti e vibrazioni differenti. Non voglio le catene pesanti dell’invidia, dell’odio e della gelosia. Voglio essere libera nella massima espressione di me stessa. Come i granelli di sabbia tra le mani, come il vento o l’acqua, voglio essere fuggente e placida e come un’onda del mare voglio essere libera di danzare con la risacca, muovermi con le maree e travolgere le radici della tristezza del pensiero. Poi solamente per provare, voglio essere fredda come il ghiaccio ma intensa come un tramonto; leggera come l’aria, incosciente ed impossibile. Misteriosa, come la fiamma di un fioco bagliore che muta solo nella forma e viva come la risata di un bambino.

Ombra tra le ombre, solo ora sono capace di osservare come un’utopia può estendersi ad infinito nella mente, conspevole della forza cieca e pura della volontà quando si affida all’istinto. Io forse saprei come muovermi, eppure non mi sono mai sentita così, libera.
Unchained” è ispirata ad un’immagine (featured image), che racchiude in sé mille parole e forse molto più di ciò che ho scritto. Non è la solita fotografia piatta con un unico contenuto, perché spesso la fotografia, come anche la scrittura moderna sdoganata nelle migliaia di pagine online o riviste a buon mercato, resta intrappolata in un mero messaggio a senso unico. Unchained invece è molto di più: prima di tutto è un’immagine di Gianluca Cuccu, un grande amico, dotato di una sensibilità fuori dal comune, fotografo del mondo onirico e surreale, un mondo che non è facile da “rappresentare” attraverso un’unica immagine digitale. E poi Unchained lascia lo spazio alle speculazioni, alla fantasia di ciascuno ed apre anche a tante domande.
La ragazza sospesa è davvero libera?
E poi cos’è quella robusta catena di metallo che la tiene saldamente legata alla terra, seppur sospesa a mezz’aria, mentre placidamente riposa, noncurante?
In Unchained ci si può immedesimare così tanto da perdersi nei dettagli, da sentirsi parte di quel bosco, da sentirsi sospesi, spettatori e attori, perché in fondo anche quando ci sentiamo limitati dai legami, siamo tutti Unchained, siamo tutti sospesi.

Qui di seguito i canali ufficiali per visionare i lavori di Gianluca:

flickr Instagram-APK image

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s