C’è una vecchia canzone intitolata The Mistletoe Bough di Thomas Haynes Bayley, scritta intorno al 1830, che nel giro di vent’anni si affermò come canzone popolare in tutta l’Inghilterra. Il brano si ispira a una leggenda non molto nota in Italia: La leggenda del ramo di vischio. E no, non intendo la storia del vischio sotto cui ci si bacia a Capodanno, anche se forse può essere indirettamente collegata: quella è un’altra storia… E allora di cosa parla questa canzone? Ve lo dico subito: la canzone di Thomas Haynes Bayley ci desrive una storia decadente, forse realmente accaduta, forse solo leggenda, una storia che ci catapulta in un mondo antico, folcloristico, gotico, forse meno noto ed oscuro dell’ Inghilterra che non tutti conoscono, ma che io trovo estremamente interessante, surreale, magico.

La leggenda del ramo di vischio è una storia di fantasmi forse di origine medievale, che è stata associata con molte antiche dimore inglesi. Per esempio, a Minster Lovell Hall nell’Oxfordshire (le cui rovine sono state infestate per molto tempo da una “White Lady”, dama bianca), si narra la leggenda di una giovane andata in sposa a Lord Lovell nel periodo di Natale. Dopo la cerimonia, lei propose di giocare a nascondino, un gioco al quale avrebbero potuto partecipare tutti: adulti e bambini. Poichè era il giorno del suo matrimonio, decise che lei sarebbe stata la prima a nascondersi e così fece. Trascorse un po’ di tempo a pensare quale potesse essere il luogo migliore per non farsi trovare e si nascose. Fin qui tutto normale, ma ecco il colpo di scena: trascorse prima un’ora, poi ne trascorsero due e la giovane sposa non si faceva vedere. Lord Lovell stanco dell’attesa decise di cercarla, ma non trovandola fu costretto a chiedere l’aiuto di tutti gli invitati. Tutti la cercarono per tutto il giorno… invano: pareva essersi dissolta nel nulla, sparita. Decisero di aspettare il giorno seguente: magari si era addormentata, in tal caso si sarebbe ripresentata appena sveglia.
Quella notte calò cupa ed angosciosa per tutti ed arrivò un giorno nuovo, poi ancora un altro e un altro ancora, ma della sposa non vi era piu traccia. Continuarono a cercarla per giorni, poi i giorni divennero settimane, le settimane divennero mesi e i mesi anni e di lei ancora nulla.
La storia della giovane sposa fu raccontata ai nuovi arrivati nel villaggio e tramandata dai genitori ai figli.
Lo sposo, Lord Lovell, invecchiò senza mai sapere ciò che era successo alla sua bella e giovane sposa.

L’antica dimora fu poi venduta ad una nuova famiglia e la storia della sposa di Lord Lovell divenne leggenda nella zona. Ma anche dopo tutti quegli anni, non si seppe più nulla della sposa.
Accadde che un giorno, dopo tanto, troppo tempo, i nuovi proprietari della dimora decisero di svuotare la soffitta tra i mobili tarlati e i bellissimi dipinti usurati dal tempo. Fu in un angolo buio che venne notata una vecchia e massiccia cassapanca di rovere la cui serratura pareva bloccata. Con non poche difficoltà venne finalmente aperta e il suo contenuto lasciò tutti di sasso: lì, ancora nel suo abito nuziale ormai logorato dal tempo, stavano i resti della sfortunata sposa di Lord Lovell, che si era nascosta lì per poi non riuscire più a uscirne. Una volta aperto il baule, si narra che l’infelice fantasma fu liberato dal suo tormento e non fu mai più visto.

Questa è la leggenda così come ci viene tramandata: una storia che richiama quella paura atavica di essere sepolti vivi in uno spazio piccolo, buio e senz’aria per poi morire soli, senza essere uditi, affranti e disperati.
In realtà, pensando a questa leggenda, mi viene difficile credere o meglio accettare che una cassa di rovere possa rimanere sigillata per 50 anni o più. Mi viene più naturale pensare che qualcuno avrebbe potuto “scoprire” la cassapanca in qualche momento durante questi 50 anni, anche se fosse stata dimenticata in una vecchia soffitta. Possibile che nessuno sia passato per la soffitta o che qualcuno non abbia pensato di utilizzare quella cassa per qualche motivo durante tutto quel lungo lasso di tempo? Insomma, se voi trovaste un forziere in soffitta, non vi verrebbe la voglia fortissima di aprirlo per guardarci dentro?

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Eppure guardando su Internet ho trovato molte informazioni interessanti sulla leggenda di “Mistletoe Bough”. Infatti, la stessa storia con poche varianti si racconta in vari luoghi: Bramshill House e Marwell Hall nell’Hampshire, Castle Horneck in Cornwall, Basildon Grotto nel Berkshire, Exton Hall a Rutland, Brockdish Hall a Norfolke e Bawdrip Rectory nel Somerset.

A Brockdish Hall, un maniero del 17 ° secolo a Norfolk, si dice che alla sua prima notte di nozze, giocando a nascondino, una giovane sposa si nascose in una vecchia cassa di quercia con un coperchio molto pesante. Non vedendola più, gli invitati la cercarono in lungo e in largo senza riuscire a trovarla. Solo qualche tempo dopo, qualcuno aprì una vecchia cassapanca di legno per caso e al suo interno vi trovò un cadavere in abito da sposa in decomposizione: era la sfortunata sposa. In questa storia, dunque, è lo stato del cadavere ad essere “diverso”: non più resti scheletrici, ma un cadavere in putrefazione.

Si dice che Bramshill House vicino a Basingstoke, sia la casa più infestata della contea di Hampshire nel Sud Est dell’Inghilterra e secondo alcuni ricercatori del paranormale, sarebbe questo il sito originale in cui la tragedia si svolse. Si dice che qui, in una vecchia cassa di legno, per 50 anni giacque indisturbato il corpo di una giovane sposa, fino a quando un giorno la cassa fu aperta e il cadavere in decomposizione della sposa fu trovato al suo interno.

bramshillhse

In Internet ho trovato ulteriori dettagli storici che attesterebbero la veridicità di questa vicenda. Vi riporto i fatti così come sono riportati (tradotti in lingua italiana).

Hartley Wintney, Hampshire
Alla Vigilia di Natale del 1727 Anne, figlia di Sir John Cope, sposò Hugh Bethell della contea di Yorkshire. Dopo la celebrazione delle nozze, la sposa insistette affinché si giocasse a nascondino, si nascose nella soffitta e dopo la conta gli altri ospiti iniziarono a cercarla. Tuttavia, la giovane sembrava sparita, apparentemente dissolta nel nulla. Soltanto molti anni dopo i servi aprirono una cassa in una parte della dimora in disuso. Fu proprio al suo interno che il corpo di Anne venne ritrovato – mentre ancora stringeva un rametto di vischio.
Dal 1953 l’antica dimora di Bramshill è sede di una scuola per la formazione di agenti di polizia.

Questa è la storia del ramo di vischio che si tramanda a Bramshill (curiosamente raccontata in prima persona).

“Era il giorno del mio matrimonio ed io ero molto felice. Stavamo giocando e tutti si stavano divertendo, ma era scritto nel destino che questo non doveva essere un giorno felice per me. Iniziammo a giocare a nascondino e trovai una vecchia cassapanca; decisi di nascondermi all’interno. Nessuno riuscì a trovarmi. Pensai di essere stata davvero intelligente a nascondermi lì. Quando non sentii più nessuno, dedussi che avevano rinunciato a cercarmi e decisi di uscire dalla cassa. Provai ad aprirla ma sembrava sigillata. Nonostante avessi provato con tutte le mie forze, la cassa non si aprì. Gridai a lungo, quasi al punto di perdere la voce, ma nessuno venne in mio soccorso. Poi l’aria mi venne a mancare, provai a trattenere l’aria dentro i polmoni fino a quando il mio cuore cessò di battermi nel petto. Soffocai. La morte non è come pensate. Ora sono in giro per la casa nella speranza di trovare qualcuno che mi possa liberare.”

Lady Fane, una bellissima giovane che ha vissuto nella splendida Basildon Grotto (Berkshire) nel 1740, venne ritrovata morta, annegata in un pozzo all’interno della dimora e il suo spirito inquieto sembra tormentare l’edificio ancora oggi. Sfortunatamente, la storia originale  di Lady Fane sembra essersi persa, anche se sembrerebbe vera la sua tragica morte. E’ stato erroneamente detto che Lady Fane venne uccisa il giorno delle nozze dal marito e qualcuno ha associato questa storia alla leggenda di ‘The Mistletoe Bough’.  Ovviamente non si hanno prove certe dell’omicidio, ma sono tanti gli avvistamenti del fantasma di una ragazza con radi capelli lunghi color rame dal pallido viso tumefatto in un ingiallito vestito strappato, solita comparire davanti al caminetto in una stanza specifica della casa.

La triste vicenda della sposa morta il giorno delle nozze divenne parte del folclore popolare quando nel 1823  Samuel Rogers la descrisse nella poesia Ginevra, nel libro ‘Italia’.

Rogers disse: “La storia è, credo, fondata su fatti realmente accaduti; il tempo e il luogo sono incerti. Molte vecchie case inglesi rivendicano una storia simile.”

E poi nel 1830 fu la volta della canzone dal titolo ‘The Mistletoe Bough’ scritta da TH Bayley su arrangiamento musicale di Sir Henry Bishop .
Divenuta estremamente popolare in tutto il sud dell’Inghilterra, Scozia e negli Stati Uniti, la canzone venne stampata in molti fogli di strada ottocenteschi e cantata nel periodo natalizio. Col passare del tempo la sua popolarià venne meno ovunque, ma non nello Yorkshire e nel Derbyshire.

Nella canzone l’invocazione ripetuta due volte “Oh, the mistletoe bough” allude al periodo natalizio durante il quale il matrimonio di Lord Lovell fu celebrato, eppure il vischio lascia sottindere anche molti altri significati relativi alla societa del tempo ma anche a quel macabro senso di morte e sventura che proprio in quei tempi era assai commune.

Ecco il testo della canzone: The Mistletoe Bough – Thomas Haynes Bayley

The mistletoe hung in the old castle hall,
The holly branch shone on the old oak wall;
And the baron’s retainers were blithe and gay,
And keeping their Christmas holiday.
The baron beheld with a father’s pride
His beautiful child, young Lovell’s bride;
and she with her bright eyes seemed to be
The star of the goodly company.
Oh, the mistletoe bough.
Oh, the mistletoe bough.

“I’m weary of dancing now,” she cried;
“Here, tarry a moment — I’ll hide, I’ll hide!
And, Lovell, be sure thou’rt first to trace
The clew to my secret lurking-place.”
Away she ran — and her friends began
Each tower to search, and each nook to scan;
And young Lovell cried, “O, where dost thou hide?
I’m lonesome without thee, my own dear bride.”
Oh, the mistletoe bough.
Oh, the mistletoe bough.

They sought her that night,
and they sought her next day,
And they sought her in vain
while a week passed away;
In the highest, the lowest, the loneliest spot,
Young Lovell sought wildly — but found her not.
And years flew by, and their grief at last
Was told as a sorrowful tale long past;
And when Lovell appeared the children cried,
“See! the old man weeps for his fairy bride.”
Oh, the mistletoe bough.
Oh, the mistletoe bough.

At length an oak chest,
that had long lain hid,
Was found in the attick
— they raised the lid,
And a skeleton form lay mouldering there
In the bridal wreath of that lady so fair!
O, sad was her fate!
— in sportive jest
She hid from her lord
in the old oak chest.
It closed with a spring! — and, dreadful doom,
The bride lay clasped in her living tomb!
Oh, the mistletoe bough.
Oh, the mistletoe bough.

TRADUZIONE IN ITALIANO

Il vischio appeso nella sala del castello
il ramo di agrifoglio in mostra sulla parete di quercia;
e gli ospiti del barone erano felici e gai
di festeggiare il loro Natale.
Il barone osserva con l’orgoglio di un padre
la sua bella bambina, moglie del giovane Lovell;
e lei con il suoi occhi splendenti
sembrava essere la stella della buona compagnia.
Oh il ramo di vischio
Oh il ramo di vischio.

“Sono stanca di danzare adesso – lei gridò-
qui, fermatevi un momento, mi nasconderò!
Lovell sono certa che tu troverai per primo la traccia,
il bandolo per il nascondiglio del mio posto segreto”
Via lei corse e i suoi amici iniziarono
in ogni torre cercare in ogni angolo perlustrare;
e il giovane Lovell gridava “Oh dove ti sei nascosta?
Sono solo senza di te, mia diletta sposa”
Oh il ramo di vischio
Oh il ramo di vischio

La cercarono quella sera
e la cercarono il giorno dopo,
e la cercarono invano
mentre una settimana passava;
nel più alto, basso e solitario posto,
il giovane Lovell cercò senza posa ma non la trovò.
E gli anni passarono e ma non il loro dolore
si raccontava come una leggenda penosa del passato;
e quando Lovell appariva i bambini dicevano
“Guardate! Il vecchio piange per la sua bella moglie”
Oh il ramo di vischio
Oh il ramo di vischio.

Alla fine in un baule di quercia
che a lungo era rimasto in disparte,
fu trovato nel solaio,
essi alzarono il coperchio
e uno scheletro giaceva la decomposto
col vestito da sposa di quella bella signora!
O triste fu il suo destino,
per un passatempo scherzoso,
si nascose dal suo signore
nel vecchio baule di quercia
che si rinchiuse con un colpo! E destino terribile,
la sposa giacque. sepolta viva!
Oh il ramo di vischio
Oh il ramo di vischio.

Non sapremo mai se la leggenda fonda le sue radici nel vero. Forse, seppur tristemente questa è soltanto una leggenda metropolitana. Mi piace pensare però che nella leggenda di The Mistletoe Bough, la poesia incontra la tragedia in uno struggente mix dal sapore gotico dove lo spirito di una bella e giovane sposa coi lunghi capelli di rame giace per sempre in un antico forziere in attesa del suo amato sposo.

FONTI

http://ontanomagico.altervista.org/vischio.htm
http://storyquine.blogspot.it/2004/12/mistletoe-bough.html
http://kcent247.hubpages.com/hub/The-Legend-of-the-Mistletoe-Bough
http://media.freeola.com/other/24439/themistletoebough-background.pdf
http://www.users.dialstart.net/~2metres/poetry/mistletoebough/mistletoebough.htm
http://www.bbc.co.uk/berkshire/features/2003/06/ghosttour_westberks.shtml
http://www.users.dialstart.net/~2metres/poetry/mistletoebough/mistletoebough.htm
Gli otto cugini (libro) di Louisa May Alcott

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2 thoughts

  1. …..ho pensato molto a questa ragazza che urlava chiusa nel baule…com’è possibile che nessuno la sentisse… com’è possibile che nessuno sia salito in soffitta e nn abbia aperto il baule anche solo per curiosità…
    Mi ci sono rivista…è come sentirsi chiusi in una scatola chiamata Sclerosi Multipla… tutti sanno che sei li… ma fanno finta di non vederti…o di sentirti…neppure quando urli….

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  2. Hai proprio ragione! La storia ci pone di fronte metafore calzanti. Questo è esattamente ciò che può accadere a tutti, quando spesso, pur non essendo chiusi in un baule o pur avendo tante persone intorno, nessuno sembra sentirci, nessuno sembra avvicinarsi neppure, come se fossimo troppo lontani. Come in una soffitta in disuso, è sempre più difficile fermarsi e guardare le persone con cuiorisità vera e purtroppo metaforicamente è forse la società intera ad essere chiusa, sigillata in un baule di una vecchia soffitta… Grazie per essere passata di qui :*

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