Ci sono un sacco di cattive abitudini, che noi tutti purtroppo conosciamo, le quali non costituiscono esattamente il migliore approccio per salvaguardare la nostra salute: ad esempio, una croccante pasta sfoglia con ripieno alla crema unta e bisunta o un bel bicchiere colmo di vino rosso o ancora una saporita pizza gigante con salame e peperoni e quant`altro… E in questo marasma di golosità si potrebbe pensare che il caffè sia un altro vizio di gola, eppure ci sono diverse prove che suggeriscono che proprio il caffè può ridurre il rischio complessivo di sviluppare la SM.

Ed ecco che vi presento qui alcune buone notizie per gli amanti della caffeina!

Un team di scienziati ha analizzato tutti i dati provenienti da due studi che hanno messo a confronto il rischio di sviluppare la SM tra bevitori e non bevitori di caffè e i risultati sembrano essere molto interessanti. Il caffè infatti potrebbe avere un effetto protettivo contro la sclerosi multipla (SM).
Precendenti studi avevano attribuito caratteristiche estremamente positive alla caffeina la quale è già stata collegata a un ridotto rischio di Alzheimer e del morbo di Parkinson.
Studi effettuati a partire dal 2008 avevano anche affermato che bere quattro tazze di caffè al giorno potrebbe anche ridurre il rischio di diabete del 25 per cento.

Secondo la Multiple Sclerosis Trust si stima che in tutto il mondo più di 2,5 milioni di persone hanno una diagnosi SM.

Come sappiamo la sclerosi multipla è una condizione patologica del sistema nervoso centrale, dove il rivestimento intorno alle fibre nervose (chiamata mielina) è danneggiato, causando una serie di sintomi. I sintomi specifici che compaiono durante il progresso della malattia sono differenti a seconda di dove è localizzato il danneggiamento del sistema nervoso centrale e dal lavoro che il nervo danneggiato deve compiere nella trasmissione degli impulsi nervosi.

Le persone con SM possono soffrire stanchezza, problemi di visione e difficoltà a camminare, ma la condizione è diversa per ciascuno. La SM viene di solito diagnosticata in persone di età compresa tra i 20 ei 40 anni, e colpisce quasi tre volte di più le donne rispetto agli uomini.

I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da due studi svedesi e statunitensi a confronto per un totale di 2.788 persone con SM e quasi 4.000 individui sani.

Entrambi gli studi hanno trovato che i partecipanti che non bevono caffè avevano una maggiore probabilità di sviluppare la sclerosi multipla rispetto a quelli che abitualmente bevono molte tazze al giorno.

Lo studio svedese che ha analizzato un campione di 1.629 persone con SM e 2.807 persone che non erano state colpite dalla malattia, ha scoperto che le persone che non bevevano il caffè abitualmente presentavano una volta e mezzo in più la probabilità di sviluppare la malattia rispetto alle persone che hanno bevuto almeno sei tazze di caffè al giorno durante l’anno prima della comparsa dei primi sintomi.

Bere grandi quantità di caffè cinque o 10 anni prima che i sintomi iniziano si è dimostrato ugualmente protettivo.

Nello studio Americano inoltre le persone che non hanno bevuto caffè hanno aumentato il loro rischio di sviluppare ricadute una volta e mezzo in più rispetto a coloro che bevevano quattro o più tazze di caffè al giorno durante l’anno prima che i sintomi cominciarono a svilupparsi.

Dopo aver analizzato i dati, i ricercatori hanno concluso che i risultati di entrambi gli studi sono stati probabilmente collegati al contenuto di caffeina nel caffè assunto. Studi sui topi hanno già suggerito che la caffeina può proteggere il cervello sopprimendo lo sviluppo di citochine – sostanze secrete dalle cellule immunitarie che possono innescare una risposta infiammatoria nel corpo. Quindi è possibile che la caffeina potrebbe effettivamente contribuire a sopprimere il sistema immunitario negli esseri umani ed impedire che esso attacchi le cellule del cervello e del midollo spinale.

Il ricercatore leader di questo studio, la Dr. Ellen Mowry, assistente professore di neurologia presso la Johns Hopkins University School of Medicine in Baltimora, Stati Uniti, ha affermato: “l’assunzione di caffeina è stata associata ad un ridotto rischio di Parkinson e del morbo di Alzheimer. Il nostro studio mostra che il consumo di caffè può anche proteggere contro la SM, sostenendo l’idea che il farmaco può avere effetti protettivi per il cervello. La caffeina dovrebbe essere studiata per il suo impatto sulle ricadute e sulle disabilità a lungo termine nella progressione della sclerosi multipla.”

I risultati sono stati recentemente presentati alla 67esima riunione annuale dell’American Academy of Neurology che si è  tenuta tra il 18 e il 25 aprile 2015 a Washington, DC, negli Stati Uniti d’America.

Il Dr Sorrel Bickley, della MS Society (Associazione sclerosi multipla inglese), ha affermato: “E’ di vitale importanza nella nostra lotta per fermare la sclerosi multipla che impariamo di più sul ruolo dei fattori ambientali nella causa della condizione. Oltre 100,00 persone nel Regno Unito hanno la SM e questo nuovo studio ci può dare ancora un altro indizio per capire come la condizione si sviluppa. Tuttavia, non possiamo ancora giudicare se questi risultati forniscono nuove prove significative in quanto sono state presentate solo ad una conferenza e non sono stati sottoposti ad una rivista accademica. E’ importante tenere a mente che il rischio complessivo di sviluppare la SM è basso; si può dunque invitare la gente non preoccuparsi di apportare modifiche alla loro dieta e stile di vita basato sul solo questi risultati.”

Ma il caffè può veramente ridurre il rischio di ricadute?

Anche se questo sembra un passo avanti incredibile (immaginate se la chiave per gestire la sclerosi multipla sia proprio contenuta nella vostra tazza di caffè per tutto il tempo!), I ricercatori sono giustamente cauti. La stessa Dr. Ellen Mowry, che ha condotto le analisi di questi studi, ha messo in evidenza, che ancora non sappiamo se è stata esattamente la caffeina l’unica diretta responsabile di questi effetti. L’obiettivo ora è quello di escludere altri fattori per identificare esattamente come la caffeina colpisce il sistema immunitario.

E ci sono un paio di altre considerazioni che evidenziano anche la necessità di ulteriori ricerche prima di poter trarre conclusioni definitive. Ad esempio, non c’è alcuna definizione standard di “una tazza di caffè”, il che rende difficile conoscere i livelli di caffeina esatti coinvolti; e va anche detto inoltre che la caffeina non si trova solo nel caffè!

Un’altra strada importante per la ricerca è quella di identificare l’impatto della caffeina sulle persone che hanno già la sclerosi multipla – dopo tutto, se la caffeina è un antinfiammatorio naturale, c’è una possibilità che potrebbe ridurre i tassi di ricaduta e anche la disabilità in persone che vivono con questa malattia autoimmune. Ma questo deve ancora essere indagato.

Quindi, prima di iniziare ad abusare del caffè, una parola di avvertimento: sì, il caffè è associato ad una serie di benefici per la salute, ma è anche un potente stimolante. Troppa caffeina può causare insonnia, nervosismo, irritabilità, irrequietezza, palpitazioni, tremori muscolari, vescica iperattiva e problemi digestive!! In altre parole, se avvertite tremori, problemi alla vescica o all’intestino, o avete difficoltà a dormire (come molte persone con la sclerosi, me inclusa), è probabilmente meglio evitare, o almeno limitare l’assunzione di questa magica bevanda.

Come sempre, se siete interessati a saperne di più leggete questa pagina  http://www.dailymail.co.uk/health/article-2971789/A-coffee-day-MS-bay-Caffeine-protects-against-multiple-sclerosis-study-finds.html#ixzz3i1HYMqRC .

Per coloro i quali amano avere dei coffee break regolari come la sottoscritta, tenete d’occhio questa ricerca ancora in fase di sviluppo!

Un sorriso a voi.

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