Sai che ancora ricordo il giorno in cui mi chiesi: “Cos’è per te l’amicizia?”. Ancora ci penso e spesso ho avuto modo di riflettere sul valore e sull’esistenza di questo sentimento nei rapporti umani. In fondo tutti sappiamo che cosa indica il concetto di amicizia: un sentimento antico quanto la storia dell’uomo.
L’amicizia è un rapporto di fiducia, simpatia, affetto e reciproca scelta. Gli amici infatti si scelgono e una volta che due individui si scambiano tale sentimento, l’amicizia si riscontra in ogni tempo e in ogni luogo. Tutti conosciamo in misure differenti l’amicizia; tuttavia è assai difficile darne una definizione univoca e valida per tutti. Infatti non vi è alcuna teoria psicologica o filosofica che possa aiutarci a comprendere la complessità di tale sentimento.
Ad esempio, esistono tanti rapporti umani positivi ed amichevoli che però vanno distinti dall’amicizia vera e propria. Ad esempio i parenti, tra cui genitori o fratelli, che scambiano affetto reciproco ma che hanno nei loro confronti dei diritti e dei doveri.
Insomma, restiamo legati ai nostri familiari da sentimenti veri e profondi ma non per scelta; siamo stati uniti gli uni agli altri dal caso, dal destino e per fortuna o purtroppo i parenti resteranno sempre presenti in un modo o nell’altro nella nostra vita.
Ed è questa la differenza più importante nell’amicizia. Un amico, un’amica si sceglie e ci si sceglie a vicenda.

Così del tutto casualmente si incontra una persona sconosciuta, si prova un interesse, la si sceglie per le sue caratteristiche, per le sue preferenze e con essa si crea un rapporto di reciproca simpatia e benevolenza che si protrae nel tempo quando l’amicizia viene consolidata. Ovviamente questo implica una scelta e una accettazione da parte della persona incontrata. Essere accettati dai propri compagni, per esempio all’interno di una classe è un ottimo test per capire se il nostro carattere ha dei difetti, come l’essere arroganti o permalosi e dei pregi come la generosità, la benevolenza. Tali difetti e pregi determinano il nostro successo o insuccesso in ambito sociale in quanto possono facilitare o ostacolare le relazioni con gli altri. Ciò che lega i nuovi amici è il piacere di stare insieme e niente è più rassicurante del vedere ricambiato un sentimento di amicizia (lo stesso vale per l’amore). In amicizia dunque non ci sono vincoli di alcun tipo, non ci si deve voler bene per forza.

Secondo il pensiero di Alberto Moravia le amicizie non si scelgono per caso, ma secondo le passioni che ci dominano.
Ed infatti sfido chiunque a sostenere che non è sempre così o quasi che si scelgono gli “amici”.

Wikipedia definisce l’amicizia come: “un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso, ma anche tra esseri umani ed esseri appartenenti al mondo degli animali. È considerato uno dei più importanti stati emozionali, dopo l’amore universale, alla base della vita sociale, perché fonte di collaborazione al benessere comune, aiuto e condivisione di momenti importanti.”
Per Cicerone l’amicizia “non è altro che un accordo perfetto su tutte le cose divine ed umane, accompagnato da benevolenza e da amore”. Cicerone definisce l’amicizia come un sentimento molto elevato, che dona e richiede moltissimo; assai raro, ma capace di dar serenità a chi ne è partecipe. Cicerone ci parla anche, non senza un certo disprezzo, di quelle che vengono considerate amicizie da molti ma che in realta sono “amicizie minori” o amicizie per tornaconto basate su un insieme di interessi personali, opportunismo e calcoli mondani. La vera amicizia sarebbe invece quella che ci presenta l’autore nello stretto rapporto fra due dei più rappresentativi personaggi del suo tempo: Lelio (l’oratore di quest’opera dialogica) e Scipione, la cui recente dipartita è fonte di preoccupazione per lo stato. Questa sarebbe un’amicizia in cui l’interesse personale è bandito, in cui i due personaggi hanno un’altissima intesa spirituale, pur nella loro divergenza di idee. Si tratta di un rapporto paritario fra due personalità carismatiche che mantengono la fermezza di carattere pur nella reciproca intimità ed è un sentimento assai duraturo che è capace di gratificare in misura altissima. Cicerone ci parla anche dell’impossibilità della vera amicizia fra persone troppo diverse caratterialmente e come orientamento morale; illustra inoltre i limiti della vera amicizia, quando essa porta a compiere atti e azioni contrarie ai propri principi, alla morale, alle leggi e allo stato.

Cos’è per me l’amicizia? Mi asterrò dall’essere cinica ma piuttosto sarò realista!

Si dice che chi trova un amico, trova un Tesoro. Questa frase a me non piace tanto, ma è pur vero che l’amicizia è cosa assai rara. Bisogna ammetterlo. Spesso ho pensato che l’amicizia esiste soltanto nell’età adolescienziale per poi diventare un miraggio lontano. Quando si è giovani sembra più facile incontrare persone che poi diventano amici e amiche in fretta. A volte però tali amicizie finiscono con la stessa velocità con cui sono nate; semplicemente ci si allontana, si cresce, si cambia ed anche il vero Amico di un tempo sembra non avere più niente in comune con noi. Quando si è adolescenti poi molte delle amicizie non sono vere amicizie, ma solo conoscenze ed è pur vero che talvolta si riceve tanto proprio da quelle conoscenze occasionali tanto sottovalutate, piuttosto che dalle persone su cui contavamo maggiormente e che credevamo nostre amiche. Quando si diventa adulti poi si diventa più cinici e talvolta misantropi. Ci si guarda intorno più scrupolosamente e ci si rende conto che tutti sono bravissimi a parlare di sé scaricando addosso i loro problemi sugli altri, ma quando sei proprio tu a scoppiare e ad aver bisogno di sfogarti coloro che si reputano amici ti voltano le spalle e ti fanno capire che non non hanno poi alcuna voglia di starti a sentire, di farsi sconvolgere (e coinvolgere) dalle tue ansie, dai tuoi dubbi e dale tue paure. Cosi ti ritrovi a sentirti “pesante” e inizi a pensare che l’amicizia non esiste, che esistono solo rapporti di comodo, che nessuno ti chiederà MAI come stai perchè nessuno lo vuole davvero sapere, che gli amici traggono vantaggio dal tuo saper ascoltare, che viviamo in un mondo di persone ipocrite. Bisogna dire che infatti a volte si investe tanto, tantissimo, nell’amicizia, la si idealizza, e più la si idealizza più ci si aspetta qualcosa di importanza sempre maggiore dagli amici. Un amico dovrebbe semplicemente essere schietto, dovrebbe non avere peli sulla lingua, dovrebbe farci vedere quello che spesso ci fa soffrire, non dovrebbe sempre asciugarci le lacrime ma dovrebbe stimolarci ad essere persone pensanti, pronte a mettersi in discussione, pronte a mettere in discussione certe “convinzioni” se queste sono troppo drastiche e perseverano nella strada sbagliata. L’amico dovrebbe aiutarci a rinnegare l’orgoglio quando esso significa arroganza, anche se spesso questo significa sbagliare o ferire.

A volte però ci si aspetta di più, ci si aspetta quasi più dagli altri che da noi stessi e proprio per questo motivo arriva la delusione. La verità è che un amico non potrà mai fare per noi quello che dovremo fare noi per noi stessi. Voglio dire, è bellissima l’idea di poter contare su un amico sempre, ma chiediamoci cosa vogliamo che gli altri si aspettino da noi e poi perchè prima di contare solo sugli altri non impariamo a contare su noi stessi per davvero, coi fatti e non solo con le parole? Per quanto il destino ci possa far casualmente incontrare una persona meravigliosa, nessuno potrà mai volerci bene quanto dovremmo volercene noi. Sembra assurdo ma è così.  Si sbaglia quando ci si aspetta troppo dagli altri e questo è un dato di fatto.

Costruiamo troppo a livello emotivo, investiamo troppo in sensazioni e in simpatie provate di getto, a pelle.
La vita ci presenta il conto sempre e lo fa in maniera schietta e cruda: proprio quando ci sono montagne durissime da scalare, proprio quando la solitudine assomiglia ad un mostruoso gigante che è pronto a schiacciarci, ecco che puntualmente rimaniamo delusi da  quelli che pensavamo amici con forte ed imperitura convinzione; ecco che puntualmente vediamo allontanarsi con qualche scusa e dei bei sorrisi i nostri “amici”.
Il destino è schietto e diretto. Il destino può essere fortunato, sfortunato, giusto, ingiusto, difficile, duro ma bisogna vivere e la vita ti guarda in faccia sempre mostrandoti le cose per quelle che sono. La vita fa esattamente quello che dovrebbe fare il “vero” amico, l’amico ideale. Non possiamo dare sempre la colpa al destino avverso: nella vita facciamo degli incontri, persone che potrebbero diventare amiche ma sta a noi volerle abbracciare, saperle apprezzare o semplicemente considerare per quello che sono: possibili futuri amici o nemici.

Bisognerebbe credere nell’amicizia come bisognerebbe credere in tutte le cose buone perché da esse troviamo una ragione per valorizzare la nostra esistenza. Ed io ci credo nell’amicizia anche se spesso leggo una profonda delusione nelle parole della gente quando si pensa a ciò che oggi è l’amicizia nella nostra moderna e tecnologica società. Viviamo in un mondo dove siamo tutti connessi ed impegnati a dialogare con gli amici che si trovano altrove, lontano. Non riusciamo ormai più a socializzare e a fare di quella casualità di incontri delle occasioni per trovare interesse in un’altra persona, in un possibile futuro amico.

A me spesso è capitato di offrire una spalla su cui piangere a degli amici e poi rimanere delusa da questi, ma mi è capitato anche che un’amica mi offrisse il suo supporto senza chiedere nulla in cambio.

Io penso che nessuno è perfetto e ci sono fasi della vita in cui si ha bisogno di persone diverse e di stimoli diversi a seconda di ciò che si sta vivendo.

Per me l’amicizia sei tu che bussi alla mia porta prima di dormire per un abbraccio,

sei tu che mi chiedi un parere e mi offri un tuo consiglio quando meno me lo aspetto,

sei tu che mi scrivi la sera prima di dormire,

sei tu che mi chiedi di bere un té sapendo che non mi piace,

sei tu che mi regali un sorriso quando sono triste,

sei tu che leggi e rifletti sulle mie parole e ti ringrazio per il tuo tempo,

sei tu che condividi i miei interessi, ma sei anche tu che ascolti senza parlare anche se so che non la pensi come me,

e sei tu che ti arrabbi quando ti parlo ma sappi che non lo faccio di proposito; è che ti voglio bene e sono convinta che l’amicizia esista perchè tu sei un’amica.

Un sorriso,

Stef

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2 thoughts

  1. Quanta dolcezza nelle tue parole! Tutto ciò che scrivi ha sempre delle note tristi, un lieto fine e devo dire che mi fai SEMPRE commuovere! Ti ringrazio carissima scrittrice dai grandi occhi neri.

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  2. Ho smesso di catalogare i rapporti che ho con le persone. Ho smesso di cercare di capire cosa sia l’amicizia e la famiglia perché come cominci a dare un nome a qualcuno ti aspetti che si comporti di conseguenza ed è troppo riduttivo. Viviamo di presenti e anche i nostri rapporti sono una collana di momenti unici, belli, brutti, istruttivi, distruttivi, folgoranti, sereni, di transizione, caldi come un abbraccio e gelidi come un addio. Questo siamo. Momenti, infinitamente preziosi e condividerli con un altro essere umano fragile e forte come noi è un privilegio. Sorrido, in questo piccolo presente sorrido a te…

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