È triste sentirsi in trappola, in trappola in uno stato mentale da cui non puoi uscire. È molto triste perché la via di fuga non c’è, anche se tenti e ritenti, anche se cerchi una porta non serve: si rimane sempre in questo stato mentale. È il tuo problema di sempre che torna inesorabilmente e ti spinge a versare deboli lacrime di nascosto nonostante cerchi di trattenerti tutto il giorno, perché la gente del resto non deve sapere. Sentirsi deboli, fragili non è un sentimento da far trasparire perché bisogna essere forti, sempre

Ora più che mai non c’è via d’uscita…né altrove né dentro… Pensavi ci fosse, ma anche questa volta ne sei troppo lontano. E la colpa di tutto credi sia lei, ancora lei: la tua malattia invisibile. E se ti guardi intorno adesso cosa vedi? Vedi presenze, compagni di viaggio che non possono aiutarti, sorridi ma menti, coi tuoi grandi occhi tristi, ti guardi le mani,  stai invecchiando. Ciò che ti consola e` il tuo vecchio mondo buio, la tua dimensione mentale pacifica e placida che ti riassicura. Sei malato.

La gente non deve capire.

E ti senti in trappola perché ogni volta che ti allontani da una situazione che ti sta stretta poi ci ritorni dentro come se una forza occulta ti spingesse nuovamente in quell vortice risucchiandoti all`interno senza scampo.

Tutta questa gente che ti sta intorno, tutti questi amici che hai in realta` chi sono? Hai capito che le amicizie hanno un senso logico e razionale. Infatti, una cosa è certa, pensi: le persone pensano solo ed esclusivamente al proprio interesse. Nessuno ti è amico senza motivo… Il mondo è fatto in questo modo: tutto gira in funzione degli interessi reciproci. Se l`amicizia esiste, è di sicuro sempre un dare e avere e l’equazione torna a zero (-1+1=0). È la matematica che controlla le relazioni umane. Alla fine al mondo siamo tutti soli! Chi può dire di avere un amico che sarebbe disposto a dare ed esclusivamente dare senza ricevere nulla in cambio? Credi nessuno, perché nessuno che riceve poi non si sente equamente in debito nei confronti della persona dalla quale ha ricevuto! Così restituiamo i favori senza nemmeno pensarci perché sappiamo che è giusto! E così ci mascheriamo di sorrisi, a volte mentiamo perché le piccole bugie sono meglio delle verità che troppo spesso feriscono, accondiscendiamo a tante cose e insomma ci sentiamo in debito con chi ci ha dato qualcosa e tale debito lo ripaghiamo altamente in varie forme… Così oltre a sentirti malato, ti senti in debito con le persone che cercano di capirti e che ti stanno intorno anche se non vuoi e la frustrazione, il rammarico, diventano I tuoi sentimenti giornalieri e puntualmente cominci ad odiare. 

Odi il sentirti in debito, odi la trappola che ti sei creato, odi la tua malattia invisibile, odi il porti questi problemi che sono noti a tutti, ma a cui nessuno pensa…

E allora perche ci pensi?

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6 thoughts

  1. E cavoli se la odi, cavoli. Poi un giorno smetti di odiarla perchè poi non ne vale la pena, inizi ad assecondarla. Alle volte penso sia come una fidanzata invisibile, lei c’è sempre, magari invisibile, nascosta di lato. Ti sembra se ne sia andata via e cerchi in quel periodo di godertela, tanto sei momentaneamente single, lei è via. Ma quando meno te lo aspetti e forse iniziavi a star troppo bene zacc, ritorna !!!
    E comunque cara giovane dalle mani che stanno invecchiando, non è vero che nella vita la gente fa piaceri per avere di ritorno altri piaceri….alle volte è solo una questione di piacere il farli (non piacere nel senso che vuoi far si che tu piaccia a qualcun altro, ma nel senso che fare qualcosa per gli altri alle volte è puro godimento 🙂 🙂 ). Buona giornata compagna sclerata !!

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    1. Hmmm.. sai a dire il vero io interpretavo il pensiero dello sclerato medio. Quello che scrivo non è sempre strettamente autobiografico. 🙂 concordo sulle amicizie, ma stai parlando di quelle vere e preziosissime. Stai leggendo la Dark novel in inglese? Buona giornata a te mio fidato e dolce follower 😘

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  2. Certo parlo di quelle vere di amicizie, ma ammetto che se si chiamano amicizie sono per forza vere, le altre sono conoscenze. Invece che “friend”, quelli su facebook dovrebbero chiamarsi “acquaintance”, ma comprendo che il suono non sia cosi tanto agreeable !! Ammetto di starla sleggiucchiano e di essere un poco indietro nel leggerla, il mio inglese non mi consente di leggerla cosi tranquillamente ed i miei occhi ultimamente quando si tratta di leggere ogni tanto fanno un poco le bizze !! Dolce scrittrice buona giornata !

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      1. Ma tranquilla che in qualche modo me la cavicchio anche con la lingua di oltremanica. Sono un tuo fans anche se dovessi scrivere in inglese. In fin dei conti siamo tutti nella stessa huge family !!!

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  3. Ciao Stef,
    è da un po’ di tempo ormai che seguo il tuo blog, anche io sclerato e anche io tuo follower. Devo dire che trovo estremamente interessante ciò che scrivi. E poi oltre ad essere una brava scrittrice, hai un interesse profondo anche a curare l’immagine di questo tuo bel mondo virtuale. E poi è un sito a due lingue inglese ed italiano. Quanta vita traspare dai tuoi racconti, dai tuoi posts e chissà come sarebbe poterti parlare nella vita reale! Vorrei dirti tante cose ma non saprei da dove iniziare! Mi limito a dirti di continuare a scrivere e a vivere come stai facendo ora con la stessa forza! Un giorno spero di trovare il tuo vero nome e soprannome (Thoughtless) in qualche rivista o in qualche scaffale di libreria. Ti abbraccio, Luca

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