Cielo nero, fischi di un violentissimo vento… poi subito dopo IL PANICO.
La leggera pioggia che cadeva si trasforma in chicchi di grandine ed il vento che fischiava diventa un frastuono, cartelloni pubblicitari abbattuti, cassonetti per aria, staccionate di giardini a terra e persone terrorizzate osservano impietrite il furore della natura dalle finestre, nessun anima in giro… L’appuntamento della rubrica oggi tratterà proprio del clima pazzo che ha interessato tutta l’Inghilterra e l’Irlanda: un argomento non proprio senza pensieri.

Sono circa 270mila le abitazioni che in Gran Bretagna e in Irlanda sono rimaste senza energia elettrica a causa della violenta ondata di maltempo delle scorse settimane. I problemi purtroppo ancora persistono nelle contee di Cork e Kerry che sono ancora senza elettricità.

I nubifragi e i forti venti flagelleranno ancora l’Irlanda e tutta la Gran Bretagna in particolare rimane il rischio di alluvioni e inondazioni in sedici aree del Berkshire e del Surrey proprio vicino a dove vivo, dove il Tamigi ha esondato, e anche nel Somerset, dove alcune aree sono allagate da più di un mese. In diversi punti il Tamigi ha fatto registrare un’altezza record, mai raggiunta dagli anni Ottanta.

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Ovviamente le forze dell’esercito sono state dispiegate nelle zone più popolose a rischio, per innalzare muri di sacchi di sabbia a difesa delle case, ma nonostante tutti gli sforzi (non sufficienti secondo i residenti locali i quali sono stati concordi nel sostenere che gli allagamenti siano avvenuti in quanto la Environment Agency non ha provveduto tempestivamente in merito), vi son stati 3 morti, diversi feriti e gravissimi disagi ai trasporti ferroviari, interrotti in molti punti e soprattutto vi sono state forti polemiche sul fronte politico. Tutto ciò, infatti, ha riportato alla ribalta la discussione sul cambiamento climatico globale. Il responsabile dell’Agenzia per l’Ambiente, Lord Smith, ha respinto le critiche del governo per la cattiva gestione e la mancata prevenzione della crisi e ha affermato di non avere nessuna intenzione di dimettersi (purtroppo!).

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Julia Slingo, chief scientist del Met Office, ha recentemente affermato che “tutte le prove disponibili suggeriscono una connessione al cambiamento climatico,” specificando comunque quanto sia difficile interpretare la situazione meteo attuale.

Io non sono mai stata una fan delle teorie complottistiche e tanto più delle tante esagerazioni che si leggono su internet a proposito del surriscaldamento globale, ma certamente queste tempeste (troppe e troppo violente) dimostrano l’urgenza del Regno Unito e di tutto il resto del mondo a continuare ad implementare politiche di riduzione dell’emissione di anidride carbonica. Le temperature cambiano repentinamente, i regimi delle precipitazioni si sono modificati, i ghiacciai e la neve si sciolgono e il livello medio globale del mare è in aumento.

St Albans floods

Tali cambiamenti continueranno col tempo e gli eventi climatici estremi all’origine di pericoli quali alluvioni e siccità diventeranno sempre più frequenti e più intensi. L’impatto e i fattori di vulnerabilità per la natura, per l’economia e soprattutto per la nostra salute vi sono già e vi saranno ancora a seconda delle regioni, dei territori e dei settori economici in Europa e nel resto del mondo. Le inondazioni che hanno colpito l’Inghilterra sono, infatti, il risultato della “scarsa attenzione” prestata all’impatto dei cambiamenti climatici.

Voi cosa ne pensate?

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