Un anno è trascorso dalla prima puntura di Copaxone. I risultati della risonanza sono arrivati con puntualità nella prima settimana dell’anno.  Prima notizia dell’anno nuovo dunque: risultati della risonanza. Si tirano le somme di un anno appena finito dal punto di vista neurologico e si registra la comparsa di nuove lesioni. Non si sa se queste ultime siano attive o no. Ci sono però e si vedono nel mitico dischetto. E allora cosa si fa? Il neurologo parla di teorie, di tattiche d’attacco e smonta il mio amato Copaxone seppur io per un intero anno non abbia avuto alcun problema, neppure minimo, sebbene dunque non ci sia stato alcun sintomo fisico e dunque alcuna vera ricaduta. Come è possibile? Il neurologo tira in ballo le diverse linee guida: prima, seconda; confronta scuole di pensiero e suggerisce di passare ad una nuova terapia con Betaferon nonostante io non abbia manifestato alcun sintomo di ricaduta. Io ovviamente non ci penso minimamente e confermo di voler continuare con Copaxone fino ad un vero peggioramento se mai ci sarà. Io dico di no! Arrivederci all’anno prossimo!

Così una volta rientrata a casa faccio una ricerca sul Betaferon, sulla sua efficacia nella “cura” della Sclerosi e sui suoi effetti collaterali. Vediamo intanto cosa è il Betaferon.
Betaferon è una polvere e solvente per soluzione iniettabile. Contiene 250 microgrammi (8 milioni di unità internazionali, MUI) per millilitro di principio attivo (interferone beta-1b).
Il principio attivo di Betaferon, l’interferone beta-1b, appartiene al gruppo degli interferoni (esattamente come il Rebif per intenderci). Gli interferoni sono sostanze naturali prodotte dall’organismo per aiutarlo a far fronte ad attacchi come le infezioni di natura virale. Il meccanismo d’azione di Betaferon nella sclerosi multipla non è ancora del tutto noto; tuttavia sembra che l’interferone beta calmi il sistema immunitario e prevenga le recidive della sclerosi multipla.
L’interferone beta-1b viene prodotto con un metodo noto come “tecnica del DNA ricombinante“: viene cioè ottenuto da un batterio in cui è stato inserito un gene (DNA) che lo rende in grado di produrre l’interferone. L’interferone beta-1b analogo agisce allo stesso modo dell’interferone beta naturale.
Naturalmente, come per tutte le terapie nella cura di Sua Maestà, sono ben comprovati solo gli effetti collaterali piuttosto che i benefici. Quelli più frequenti sono i sintomi simil-influenzali (febbre, brividi, artralgia [dolore articolare], malessere generale, mal di testa o mialgia [dolore muscolare]) e reazioni a livello del punto di iniezione. Altri effetti collaterali importanti sono quelli sul fegato!

Sulla rete poi ho trovato uno studio interessante pubblicato su Neurology nel 2009 di cui vi parlo brevemente (http://www.xagena.it/news/e-sclerosiMultipla_it_farmaci/94fa408dabe453246eb240f198322336.html). Un totale di 75 pazienti con sclerosi multipla recidivante-remittente o sindromi clinicamente isolate sono stati randomizzati a dosi standard di IFNbeta-1b o Glatiramer e sono stati seguiti con risonanze magnetiche cerebrali mensili fino a 2 anni con un protocollo ottimizzato per individuare un miglioramento del segnale di contrasto. Lo studio ha evidenziato che i pazienti con sclerosi multipla recidivante randomizzati a Interferone beta-1b e Glatiramer hanno mostrato risultati simili nell’attività clinica e alla risonanza magnetica.  Infatti, l’esito primario ha mostrato una mediana simile di lesioni attive combinate per paziente per scansione per i mesi 1-12; 0.63 per IFNbeta-1b e 0.58 per Glatiramer Acetato. Se volete saperne di più: Cadavid D et al, Neurology 2009;72: 1976-1983 .

Insomma, questi “rallentatori” della Sclerosi son pressoché identici e sono certa che i dottori lo sanno bene. Allora quello che mi chiedi ormai da anni è: “perchè i neurologi parlano di questi potentissimi farmaci come fossero dei fondotinta alla Rinascente”?? Del resto tutti sappiamo che la cura vera non esiste!

E allora il mio consiglio è sempre quello di ascoltare il proprio corpo e se si sta più o meno bene fisicamente e psicologicamente, è sempre meglio non cambiare cura; tanto si tratta di “rallentatori”. Ciò che conta è una giusta attitudine e sorridere sempre!

Fidatevi solo di Voi stessi perchè nessuno conosce il vostro corpo meglio di voi!

Un sorriso :*

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