Inizia oggi una rubrica “senza pensieri”, ideata per coloro i quali stanno pensando di andare a vivere all’estero, precisamente nella terra della monarchia più chiacchierata d’Europa: l’Inghilterra; per coloro i quali sognano una vita più appagante; per chi vuole semplicemente imparare la lingua inglese; per chi nonostante la voglia di lasciarsi l’Italia alle spalle ha mille dubbi sul futuro ed infine per chi nonostante le paure, è già partito e sta già vivendo in UK.

Mi presento prima di tutto: sono una scienziata, blogger (flipout4ms.wordpress.com), residente nel sud ovest dell’Inghilterra non troppo lontana da Londra, e convivo con una malattia di cui mi piace parlare senza timori e di cui ben poco si conosce: la Sclerosi Multipla. Nel mondo dei blogger io sono “Thoughtless”. Un gioco tra due parole: “senza-pensieri“, ed è così che bisogna leggermi: senza troppi pensieri, con la mente libera da paure e dubbi, senza troppe pretese di comprendere tra le righe significati nascosti, una semplice lettura. Prima di partire ho studiato tanto nella speranza poi divenuta fiducia di lasciare l’Italia, sono partita nella speranza di tornare, sono rimasta e mi sono sentita inadeguata e fuori luogo. Sempre alla ricerca di complicazioni da risolvere, sempre scegliendo le strade più difficili, sempre in viaggio alla ricerca dell’isola che non c’è: una ribelle che cambiando paese, ha cambiato abitudini. Una valigia di sogni e speranze, un sufficiente bagaglio culturale con tanto di dottorato, e tanta rabbia giovanile. Questo credo sia il quadro di centinaia, forse migliaia di giovani italiani al momento. Io avevo inoltre una grossa amarezza nei confronti di quello che doveva essere il paese del mio futuro: l’Italia, che invece è il paese dei corrotti, dei politicanti da strapazzo, della pizza e del mandolino. Sentivo che non potevo stare ferma a guardare scorrere il tempo. Così partii 3 anni fa. Trovai lavoro sole due settimane dopo la partenza: un lavoro nel settore per cui studiai e quindi per me molto appagante. Dopo i primi mesi di duro lavoro, mi concessi una vacanza, alla fine della quale scoprii di avere la Sclerosi Multipla.

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4 thoughts

  1. Ciao sclerata (mi auguro che tu non lo prenda in modo offensivo, alla fine arriva da un “collega”). Certo avrei preferito essere un tuo collega scienziato, invece sono solo un tuo collega sclerato. Io vorrei chiederti una cosa, tornando al serio. Come fai tu con il Copaxone. Non sò ma se tu risulti ancora residente in Italia, è ancora il SSN che te lo passa, ma mi chiedo come te lo passi. Vedi, io, ho un cantatto in Canada, ancora in una fase in cui si sta sviluppando con niente di certo. Il mio problema, è come fare a continuare la terapia. Farmi inviare il farmaco all’estero in qualche maniera ? Tornare ogni 4 mesi a prendere la scorta ? Questo problema semi-organizzativo mi fa anche pensare se la scelta di andare all’estero per lavoro (per un periodo comuqneu limitato) sia una strada che io posso o meno affrontare. Quindi chiedo a te !! Grazie e ciao !! Fabio

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    1. Ciao collega sclerato e anche collega di Copax! 🙂 Io inizialmente mi facevo inviare il Rebif (perché al tempo prendevo il Rebif purtroppo) dai miei genitori. Il che ovviamente è uno spreco di soldi ed energie. Dopo qualche mese in UK, fornendo ai medici inglesi i documenti medici italiani tradotti in inglese coi miei risultati, sono riuscita a farmi dare il Copaxone qua in Inghilterra. Per me fu un grande traguardo!! 🙂 Spero che in Canada sia lo stesso. Portati dietro dei documenti tradotti in inglese in cui fondamentalmente il tuo neurologo scrive che sei sclerato e che hai bisogno del farmaco!!So che fortunatamente il sistema sanitario in Canada è pubblico! Sai io stavo proprio per finire la’! Deve essere bellissima! Miraccomando se riesci a giungere fin la mandami una foto!!! Un abbraccio! **

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  2. buonasera.

    anche io sono affetto da SM.
    sono ingegnere e lavoro in Italia.
    sul posto di lavoro non sono a conoscenza della mia patologia.
    ma adesso mi hanno proposto di lavorare all’ estero per uno o due anni come distaccato. ma è una proposta che significa che devo accettare.
    sono sotto cura rebif 22, 3 iniezioni la settimana.
    come farei a questo punto?
    ho cercato di informarmi su spedizioni di farmaci all’ estero ma fin’ ora non sono riuscito a trovare nulla.
    altre al fatto di avere certezze il farmaco non si deteriori durante il viaggio.
    trà l’altro l’ospedale che fornisce di rebif 22 si rifiuda di lasciarmi più di una scatola al mese. cosa che mi costringerebbe a fare un ritorno o una spedizione al mese.
    la cosa è seria perchè non potrei dire di no ai miei responsabili, significherebbe praticamente perdere il lavoro.
    mi sento con le spalle al muro, non so cosa fare…
    sembra senza uscita.
    come è possibile io debbe essere relegao in confini nazionali.
    che corriere usavate, o che tipo di spedizione usavate?

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    1. Ciao amico sclerato!
      Innanzitutto credo che tu debba accettare l’offerta di lavorare all’estero. Per quanto riguarda il rebif, io mi facevo spedire il farmaco dai miei genitori. È dispendioso e il farmaco andrebbe spedito con imballaggio refrigerante e quindi ciò comporta una spesa maggiore. Per un solo box poi sarebbe veramente una spesa eccessiva per cui ti consiglio di pregare il tuo neurologo in modo tale da consentire la spedizione di 3 scatole di rebif x volta. Intanto puoi partire con 3 scatole in valigia in una borsa frigo, i documenti tradotti in inglese e procedere quanto prima alla richiesta di un medico curante nel luogo in cui ti recherai, in modo tale che ti venga fornito immediatamente il farmaco là ed evitare quanto prima di spendere soldi in spedizioni. Dovrai a mio avviso tutelarti x i primi 5 mesi attraverso una partenza con 3 scatole in valigia e una spedizione successiva di almeno 2 scatole x i restanti 2 mesi! Spero che il tuo medico curante possa fornirti almeno 3 scatole nel momento della partenza!! Ti consiglio inoltre di parlare al tuo capo della tua situazione. Non credo assolutamente che tu possa aver alcun problema. Si tratta soltanto di far presente il tuo quadro clinico in vista di una tua immediata partenza! Un sorriso a te e fammi sapere se risolvi il tuo problema!

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