Non so se ognuno di noi abbia un suo destino o se siamo semplicemente tutti trasportati in giro per caso. Nessuno può dire quale sia la risposta con la presunzione di scommetterci qualcosa.

Io invece credo che siano vere entrambe le cose. Voglio credere che le due cose capitino nello stesso momento…e così ci ritroviamo per caso a realizzare il nostro destino.

È tutto così stranamente diverso ora. Vedo un po’ di luce ed è una sensazione molto bella per me. Sto pensando con nostalgia forse, ma non ne sono sicura. Era troppo facile pensare al mio porto sicuro, al mio vuoto di sempre così familiare. Ora si alternano i giorni a ritmo frenetico, ma non sulla difensiva e di tanto in tanto penso: “e se disimparassi a saper soffrire?” Del resto provare dolore è naturale ed è in qualche modo eroico saperlo affrontare senza uccidersi la dignità. Ho paura di non riuscire più nemmeno a fare finta di saper affrontarlo in modo così perfetto, ora che l’ultima cosa che voglio è soffrire. E così mi trovo molto più fragile del passato e molto più vulnerabile.

E quante volte ho pensato al destino. Chissà se esiste davvero o se ognuno se lo crea.. Chissà se era scritto da qualche parte che io dovevo incontrare una persona che mi facesse capire certe cose.  Mi rendo conto che ancora oggi la maggior parte delle persone che mi stanno accanto si basa sulle apparenze, su quelle poche frasi che dico perché è proprio quello che aspettano da me. Taciturno = Misantropo-associale. Ma ne siete proprio sicuri voi che della parlantina ne fate un vanto? Voi che coi falsi sorrisi comprate il mondo?

Tutti pensano a sé stessi e giustificano col “tempo” l’incapacità di comprensione e la cordiale indifferenza. Ho così trascorso molto tempo sola, al punto di aver creato un mio mondo di irrazionalità, qualche saccente direbbe pazzia.. Per me è sempre stato solo il mio spazio, dove sono cresciuta, dove si sono creati i miei pensieri forse per tante persone sbagliati, dove le mie convinzioni sono state determinanti nelle mie scelte passate e lo saranno nel futuro. Una pazzia che mi ha portato assai lontano e mi ha reso molto forte e mi ha fatto affrontare cose che non riguardano il 90% dei miei coetanei con la loro vita fatta di problemi “sociali” (la casa, il lavoro, il cane, il giardino da potare, il nuovo acquisto da fare, ecc). I miei problemi sono ben altri e io li affronto come se non fossero neppure problemi perché di fatto quando mi guardo intorno, anche ora, ho la consapevolezza di possedere due mani, di avere di fronte uno schermo, tre pareti intorno e un tetto sopra la testa. Per cui cosa manca? Ora nulla.

Vi sembra immaturo? Vi sembra pazzo? Ma qual è la differenza tra normale e pazzo? E perché chiunque sia un po’ “diverso” debba ad un certo punto cercare di uniformarsi per il bene della società? La società di fatto non funziona affatto bene, tanto che essa produce la quotidiana sofferenza dell’intera specie umana. Non è proprio in conseguenza di ciò che possiamo trarre la conclusione più che ovvia che un soggetto in grado di uniformarsi ad una società malata, sia esso stesso in alcuni aspetti del proprio essere, patologico?
Quindi normale è colui che presenta gli aspetti patologici necessari per essere accettati dalla società. Io ancora mi chiedo chi è che decide ciò che la società accetta e cosa no e perchè. Non credo ci sia dato saperlo, ma intanto etichettiamo tutti ignorando il fatto che giudicando il migliore e il peggiore, il normale e il pazzo non teniamo in considerazione le divergenze che coincidono. Anche io spesso le ignoro, sbagliando. Anche io spesso giudico chi giudica. E mi rendo conto che è comunque sbagliato.

In un mondo come il nostro dove solo l’apparenza conta perché qualcuno dovrebbe soffermarsi a comprendere come siamo nel profondo e il perché? Del resto non è forse meglio per certi versi non essere capiti completamente? Non è forse meglio nascondersi in qualche modo mostrando solo una parte di sé agli altri? Io ritengo, forse egoisticamente, che pochissimi meritino di entrare nel mio mondo, perché all’esterno c’è troppo dolore che resterà identico e inalterato. Si produrranno sempre grandi mali per la ripetizione di infiniti sé egoici di milioni di individui. Tutto continuerà a girare nello stesso modo. Le ore si susseguiranno come sempre e le persone chiuse in sé stesse, reputate “pazze”, “eccentriche” e quant’altro, resteranno nei loro piccoli spazi continuandosi a sentire protette. Sarebbe infatti davvero troppo egoistico pretendere che per i bisogni di pochi, il mondo e tutte le persone intorno a noi ci piacciano.

Del resto il mondo è bello perché è vario… e io continuerò a vivere la mia vita come le persone “normali” tra sofferenze e scazzi, nel mio piccolo mondo, coi miei grandi casini, dove gli attimi di luce sembreranno interminabili per quanto dureranno.

5 thoughts

  1. eppure chi ti legge e vive con te le emozioni che decidi di condividere su questo diario virtuale ha la speranza di essere entrato nel tuo fantastico mondo, anche se solo per qualche istante … e la sensazione è quella di sentirsi un po’ meno soli

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