Salve a tutti,

è parecchio che non mi dedico al blog e alla scrittura in generale. Ok, faccio un riassuntino dei giorni precedenti: dunque, per la stragrande maggioranza di tutti questi giorni ho lavorato tantissimo e mi son stancata non poco!

I miei sono venuti a trovarmi per la prima volta durante le vacanze di Pasqua, solo per pochi giorni ma molto intensi. E’ stato molto bello vedere i miei qua nel mio mondo e non viceversa per una volta. Non è facile da spiegare il sentimento della “lontananza” da quella mite culla rappresentata dalla “casa”: casa intesa come terra d’origine, ambiente familiare, dove si incontrano sorrisi a cui ci si abitua e che diventano scontati; casa come visi noti, rassicuranti, pasti caldi pronti, tepore, sole, vento in faccia; casa come abbracci non richiesti ma sinceri; casa che poi sostituisci con altro e non ci si sente più a casa fino a che un giorno dopo un po’ di tempo trascorso nell’incertezza di questi pensieri ci si ritrova a sentirsi a casa altrove, ci si ritrova adulti e impegnati in un luogo che pareva non poter mai essere una “casa”, ma che lo è diventato in un tempo che sembrava infinito ed invece a pensarci bene è un batter d’occhio… E ora nella mia casa sono arrivati loro e per la prima volta in 30 anni mi son sembrati davvero felici e sopra ogni cosa finalmente spensierati.. Andando via si sono portati dietro anche tanti pensieri e certamente qualche lacrima. Non sono state lacrime di gioia, né di tristezza, ma piuttosto di consapevolezza: consapevolezza di aver chiuso un capitolo importante e di averne aperto un altro ancora più importante, consapevolezza di essere diventato grande…

…La vita è troppo grande da descrivere, troppo complessa da riassumere o da definire: è speciale anche nella sua drammaticità, è speciale nei suoi attimi di felicità, è immensa ed inspiegabile. Nessuna vita è uguale ad un’altra. Nessuna storia è banale, nessun avvenimento è a sé stante e a pensarci bene ci si perde la testa. Se guardo indietro trovo un pezzo della mia esistenza che richiama in una frazione di secondo il mio passato instabile che ora sembra assai lontano. Mi ricordo le notti in lacrime, le serrande abbassate, la disperata paura del futuro ed il ricordo ricorrente di un’adolescenza ridotta in frantumi.
E mentre penso di tanto in tanto abbasso lo sguardo, mi guardo le braccia e quei segni indelebili che ora non vorrei. Vorrei un altro ricordo per sempre, ma non come quello, non così… Vorrei ricordarmi di ora perché sono più forte di prima e sono certo che me lo ricorderò. E ora scrivo non per chi legge, ma solo per me, affinchè non svaniscano nemmeno questi miei pensieri oggi.
Ho lasciato il mio teddy bear tanto tempo fa sopra l’armadio della mia vecchia stanza, ora sarà pieno di tutta la polvere accumulata in tutti questi anni al buio. Quando torno nella mia vecchia stanza in estate o nel periodo natalizio mi fermerò ad osservarlo come faccio ogni volta. Lo saluterò come si saluta un vecchio amico, lui muto ricambierà con un ricordo lontano. Ricordo quando di nascosto osservavo la luna dalla finestra della mia stanza, col mio piccolo cannocchiale immaginando di calpestare quello strano suolo giallo; ricordo di musica triste nelle cuffie mentre i miei genitori dormono tranquilli; ricordo quando mi rigiravo in quel letto troppo stretto per me sbattendo puntualmente la testa su un mobile polveroso; ricordo di una sveglia alle 5 per andare all’ospedale, l’ennesima visita, ma anche l’ennesima colazione con papà.
E ora mi viene da ridere, sembra tutto così sfumato e lontano. Ho 30 anni e tante responsabilità, forse troppe per un’eterna bambina. Ma non si torna indietro. Anche se tante cose sono cambiate, io continuerò a giocare con la vita. Mi ritroverò ancora, come adesso, sulla mia stessa ombra scura a pensare e scrivere o a sorridere. E spesso ancora oggi mi affaccio a cercare la luna e lo spettacolo di fronte a me è molto più bello di prima; qua in mezzo a questo fiabesco bosco lungo un canale, vedo nuove persone con nuove vite. Potrò immaginare altre cento vite e altre cento storie, nonostante i problemi e le responsabilità, troverò sempre uno spazio piccolo solo per me in questo angolo di mondo, così per sempre fino a che vivrò, ovunque io sia. E ora anche i miei genitori lo sanno. Finalmente dopo tanti anni spesi a preoccuparsi, anche loro ne sono consapevoli, anche loro sono thoughtless, senza pensieri.

P1060766
Ciao

thoughtless

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