mente-humana

Noi non siamo i nostri pensieri. Voglio iniziare il mio post di oggi con questa frase. Immaginate che il nostro cervello sia come un computer, una macchina e che il mondo esterno sia la rete web. Durante la navigazione in internet immagino vi sarà capitato mentre leggevate qualcosa di interessante, di incappare in quei fastidiosi link spam, dialer, finestre indesiderate e quant’altro. Voi avrete selezionato questi link, li avrete considerati indeserati e li avrete eliminati cliccando sulla x. A questo punto probabilmente vi apparirebbe una scritta: Sei sicuro di voler abbandonare questa pagina? e voi avrete cliccato Si senza indugi.

Fin dagli anni ’60 si è posto l’accento sulla possibile analogia mente-computer designata come corrente Human Information Processing (HIP). Nel paradigma HIP la mente è intesa come un’istanza che filtra, seleziona, riorganizza e trasforma i dati che le provengono dall’esterno attraverso operazioni prevalentemente di tipo computazionale.

Sembra un discorso semplicistico, ma non lo è. La mente è il computer che viene sottomesso continuamente a mille inputs dal mondo esterno che si trasformano in pensieri. I pensieri negativi sono tutti quelli che ci separano dagli altri: l’antipatia, la diffidenza, il sospetto, il rancore, l’odio, la gelosia, l’insofferenza, l’intolleranza, ecc. Invece i pensieri positivi determinano unione con gli altri, condivisione, e sono: la simpatia, la fiducia, il perdono, l’amore, la comprensione, la compassione, la generosità, la calma, la pazienza, ecc.

La differenza fondamentale tra i pensieri negativi e quelli positivi è che i primi sono involontari ossia spontanei e vengono da soli, mentre i pensieri positivi sono volontari e necessitano di un grosso sforzo da parte nostra per produrli, almeno fino a quando non ci abituiamo a produrli automaticamente. I pensieri negativi inoltre spesso sono compulsivi, sono dei “virus” per la nostra mente, in quanto sono per lo più o lo diventano di natura nevrotica, ossia sono causati da  disadattamento all’ambiente circostante. Inoltre i pensieri negativi, provenendo direttamente dall’inconscio, sono in netto contrasto con la nostra parte conscia e razionale (altrimenti non sarebbero negativi)!

Troppo spesso noi ci identifichiamo con i ragionamenti e i pensieri che affollano la nostra mente, ma dovremmo ricordare sempre una cosa molto importante:

NOI NON SIAMO I NOSTRI PENSIERI!

Siamo ben altro! Purtroppo alcune volte ci convinciamo del contrario e ne soffriamo e a quel punto i pensieri negativi diventano fissazioni che ci tormentano, diventano convinzioni. Ragion per cui diventa veramente difficile che questi pensieri non producano effetti deleteri sul nostro corpo.

Per evitare questo, dobbiamo prendere parte attiva nel controllo dei pensieri, dobbiamo decidere (e vi assicuro che noi possiamo decidere) quali pensieri possono entrare nel nostro sistema. E come possiamo fare? Ancora una volta io vi propongo una soluzione che vi sembrerà semplicistica e forse anche assurda: sorridete! Quando arriva un pensiero che non vi piace (“non avrò mai il lavoro”, “nessuno mi vorrà mai bene”, “peggiorerò di sicuro”, “morirò presto”, “non ce la faccio più”, ecc ecc), non vi spaventate subito, non vi identificate con esso, ma all’opposto guradatelo come un testimone guarda ciò che gli accade sotto i suoi occhi e non fate nulla. Non cercate un altro pensiero negativo, non alimentate le vostre paure cercando su internet possibili conferme, non cercate nemmeno di scacciarlo, non fate nulla di “mentale” ma limitatevi a sorridere.. Vi sembrerà assurdo.. Come si può sorridere ad un pensiero di morte? Provateci. Lo stesso gesto di fare un sorriso richiamerà in una frazione di secondo un’immagine lieta, un ricordo piacevole, voi con un amico, una bella giornata di sole, qualcosa di divertente.. Vi direte: ah che stupido che sono! ma intanto starete sorridendo.. E sicuramente il brutto pensiero per un po’ almeno se ne sarà andato.. Se ritorna, sorridete ancora..

Se da parte vostra non ci sarà nessuna intenzione di scacciare quel “brutto pensiero”, esso così come è arrivato, se ne andrà.

Perchè io scrivo queste cose? Bè intanto come sempre prima di tutto per me stessa e per chi come me sta percorrendo la sua strada accompagnato da una spiacevole inquilina: la Sclerosi Multipla. E poi perchè io sono saldamente convinta che la Sclerosi Multipla sia una malattia fortemente psicologica. Lei è l’orgasmo di tutte le paranoie, la realizzazione di tutte le paure recondite, arriva sempre in un momento particolare preceduto da eventi spiacevoli generalmente e colpisce sempre le persone più sensibili (anche quando si tratta di bambini). Non sono una psicologa. Sono uno scienziata che ha maturato una profonda convinzione che il potere della mente sia immenso e impossibile da quantificare. Non capisco invece perchè la medicina tradizionale comprende a pieno il potere placebo e nocebo ma, mentre si spendono miliardi per la ricerca sul lato strettamente fisico, nulla viene investito per conoscere meglio il motivo di questi due straordinari effetti e soprattutto la loro rispettiva applicazione ai fini della guarigione fisica e mentale. Probabilmente per la medicina ufficiale e le case farmaceutiche da cui dipende, si tratterebbe di un suicidio.

L’idea che trasmettono i dottori convenzionali abusando di termini quali “combattiamo”, “uccidiamo la bestia”, “non ci si cura con le preghiere” e quant’altro è a mio avviso sbagliato in quanto stimola la rabbia, disarma, ci fa sentire piccoli e indifesi. A mio avviso pensare che la sclerosi si combatta annunciandole una guerra interiore è profondamente errato! Credo invece che sia più sano pensare di conviverci, accettarla come una parte di noi, esattamente come si fa coi brutti pensieri: si accettano, si esaminano e poi vanno via da soli solo se ignorati.. Bisogna ignorarla, bisogna considerarla come una coinquilina e confinarla in uno spazio ristretto della nostra mente. Apprendiamo che c’è, affermiamo però la nostra importanza.

So che questo può sembrare difficilissimo anche perchè d’altro canto i farmaci che assumiamo sono altamente adrenalinizzanti e confondono la mente abbattendola, rendendola suscettibile per lo più solo agli inputs negativi. Per questo motivo io penso che sia necessario affiancare alla medicina tradizionale la terapia psicologica, la meditazione e il controllo della mente. Non bisogna necessariamente spendere. Ormai la rete è piena di informazioni a riguardo. Amatevi e accettatevi per quello che siete! 🙂

Vi consiglio la lettura di queste pagine:

http://www.coscienzaeguarigione.it/

http://www.training-autogeno.net/testi/48-cercare-la-pace-nel-cuore-durante-la-meditazione

http://www.piuchepuoi.it/pensieri-negativi-come-controllarli/

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